AVEZZANO – Libri contabili del Consorzio acquedottistico marsicano (Cam), società partecipata del Comune di Avezzano (L’Aquila), finiti in Tribunale. Il sindaco di Avezzano Gabriele De Angelis, in diretta Facebook che annuncia il ricorso alla Procura della Repubblica e alla Corte dei Conti, al fine di accertare eventuali responsabilità legate alla crisi della società.
Non c’è pace intorno al consorzio che gestisce l’acqua di migliaia di cittadini, da anni al centro delle polemiche per le nomine politiche, e l’emergenza conti diventata quasi una normalità.
L’ultima bufera sui è alzata allorchè una maciata di ore fa è stata presentata al Tribunale di Avezzano (L’Aquila), una richiesta di concordato preventivo, per scongiurare il fallimento del Consorzio partecipato del Comune di Avezzano.
La decisione arriva dopo l’ultima relazione, presentata dalla nuova governance del Cam, guidata dal presidente di gestione, Manuela Morgante, affiancata dal presidente di Sorveglianza, Alessandro Pierleoni, in un’assemblea dei soci, dalla quale emergono ulteriori 13 milioni di euro di debiti non registrati, che vanno ad aggiungersi agli 80 milioni accumulati negli anni.
Il tribunale, dopo aver visionato la relazione aggiornata sui conti del Cam, con lo stato delle attività e dell’elenco dei creditori, con il valore dei beni e il piano della proposta e accertati i requisiti, potrà dichiarare aperta la procedura di concordato attraverso un decreto.
Durissima a seguire la presa di posizione del sindaco De Angelis, in diretta facebook.
“La Strada è obbligata – ha esordito il sindaco – per scongiurare il fallimento e per la ristrutturazione dei debiti e il rilancio della società; ora spetta al Tribunale capire se è possibile percorrere questa via e alla Procura della Repubblica e alla Corte dei Conti accertare le eventuali responsabilità connesse allo stato di grave dissesto”
“Subito dopo l’insediamento dei nuovi organi del Cam – ha aggiunto – ho sollecitato l’operazione verità illustrata ieri ai sindaci, perché nessun risanamento sarebbe stato possibile se non si fossero prima accertati i reali problemi; la realtà rappresentata nella relazione di ‘due diligence’ è ben diversa da quanto si legge nei bilanci del Consorzio dal 2014 al 2016 che, evidentemente, sono stati tenuti artificiosamente in utile”.
I debiti, come evidenziato in una nota, riguardano la fornitura Enel per quasi 4 milioni di euro, fatture da emettere non contabilizzate o non correttamente contabilizzate per un ammontare di 2 milioni di euro, spese legali non contabilizzate per circa 1 milione di euro, sanzioni ambientali non correttamente valutate in bilancio per 1,2 milioni di euro, oneri per il personale non contabilizzati per circa 700 mila euro e varie altre poste negative per omessi controlli, che ammontano a 3 milioni di euro.
“Se il Tribunale approverà il concordato – ha ribadito De Angelis – si potranno avviate avviare le operazioni di pulizia nella gestione delle società partecipate che i cittadini attendono da anni e in questi mesi abbiamo responsabilmente lavorato ad un progetto di rinascita del Cam che, a nostro parere, è assolutamente percorribile avendo avuto anche il coraggio di avviare l’operazione verità e di intraprendere una strada per mantenerlo saldamente in mano pubblica tutelando i lavoratori ed evitando lo spettro del fallimento sostenuto proprio da chi in questi anni ha dissestato il Consorzio acquedottistico, oppure ha occultato la verità dei conti”.
“Adesso – ha concluso il primo cittadino – si apre il capitolo delle responsabilità, che impone ai sindaci azionisti e agli attuali vertici del Cam l’accertamento della verità e quindi la necessità di inviare senza indugio gli atti alla Procura della Repubblica ed alla Corte dei conti per l’accertamento delle pregresse responsabilità”.
L’azienda si era già trovata al centro delle cronache lo scorso anno, quando l’amministratore delegato Giuseppe Venturini, ha lasciato l’incarico, dopo essere stato raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari nell’ambito dell’inchiesta Master list, operazione che nasce da precedenti filoni di inchiesta nella Marsica, su presunti appalti e gare truccati e mazzette.






