L’AQUILA – Il presidente del tribunale dell’Aquila, Ciro Riviezzo, ha assegnato al giudice Italo Radoccia il procedimento con il rito abbreviato nei confronti dell’ex sindaco di Pescara, Luciano D’Alfonso, relativo all’inchiesta denominata “Caligola” della procura della Repubblica aquilana su presunte assunzioni clientelari e appalti pilotati nella Regione Abruzzo nell’ambito del progetto comunitario Adriatico Ipa, che portò a sette arresti quasi 2 anni fa.
La prima udienza di questo stralcio è stata fissata per il prossimo 3 febbraio, mentre per tutti gli altri l’appuntamento è al 17 marzo.
Il cambio di giudice è nato dopo un’istanza del legale di D’Alfonso, Giuliano Milia, per definire nel più breve tempo possibile la posizione dell’indagato, presentata nel corso dell’udienza preliminare di oggi al tribunale del capoluogo.
Il presidente Riviezzo ha ritenuto che, facendolo giudicare nel merito dall’attuale giudice per l’udienza preliminare, Giuseppe Romano Gargarella, quest’ultimo, dovendo leggere tutte le carte e valutare, sarebbe divenuto in seguito incompatibile nei confronti degli altri indagati, per i quali ancora non è stato chiesto il rinvio a giudizio.
Il rito abbreviato, infatti, accorcia i tempi e consente di essere giudicati senza il filtro dell’udienza preliminare, in cambio di uno sconto di un terzo della pena.
L’urgenza di D’Alfonso è giustificata in vista dell’impegno politico che potrebbe vederlo candidato alle primarie del centrosinistra ed eventualmente alla presidenza della Giunta regionale.
Anche per l’attuale vice presidente della Regione, Alfredo Castiglione, è stato disposto il rito abbreviato, su istanza dell’avvocato Dante Angiolelli.
In questo caso si andrà di pari passo con gli altri indagati, ma con l’accortezza di giudicare nel merito Castiglione dopo che Gargarella avrà esaurito la sua funzione di gup per gli altri, evitando così l’incompatibilità.
Il giudice si è poi ritirato in camera di Consiglio per discutere le eccezioni preliminari sollevate dalle difese e alla fine le ha respinte tutte.
In particolare, le difese contestavano, l’incompatibilità territoriale, si voleva il processo celebrato a Roma; l’incompatibilità del giudice, perché una volta Gargarella ha assistito da gip come supplente all’interrogatorio di un indagato; infine, la genericità del capo di imputazione. Alberto Orsini
Le accuse contestate a vario titolo sono associazione per delinquere finalizzata alla corruzione aggravata, falso in atti pubblici e occultamento di atto pubblico.
I 12 indagati per i quali il pm Picardi ha chiesto il processo sono Duilio Gruttadauria, presidente del consiglio d’amministrazione e socio della società Ecosfera; la moglie Anna Maria Teodoro, socio Ecosfera; Lamberto Quarta, consulente della stessa società; Giovanna Andreola, detta Vanna, già dirigente del servizio Attività internazionali presso la Regione Abruzzo e oggi a capo del settore Stampa; il marito Michele Galdi; Corrado Troiano, socio della società Cyborg Srl; Mario Gay, vice presidente dell’Osservatorio interregionale cooperazione sviluppo (Oics) che ha sede a Roma; Luciano D’Alfonso, ex sindaco di Pescara; Camillo Cesarone, ex sindacalista ed ex capogruppo del Pd in Consiglio regionale; Bernardo Notarangelo, già presidente della commissione di gara relativa all’appalto contestato dalle indagini; Alfredo Castiglione, vice presidente della Regione Abruzzo e assessore all’Attività produttive; Domenico Peca, ritenuto prestanome per alcune attività di Ecosfera.




