L’AQUILA – L’inchiesta ‘Caligola’ è partita dalle indagini di “Sanitopoli”, nota inchiesta culminata negli arresti eccellenti del luglio 2008 della procura di Pescara. La traduzione di alcuni stralci per competenza all’Aquila ha dato poi successivamente il via alle nuove indagini sulle società Ecosfera e Cyborg.
Inizialmente, dei quattro destinatari della misura cautelare in carcere solo la Andreola ha ottenuto gli arresti domiciliari, peraltro a Salerno, dove si trovava per motivi personali, considerati i problemi di salute della madre, mentre Gruttadauria, la Teodoro e Quarta sono finiti in carcere.
Per il gip Marco Billi, “piuttosto che di singoli e specifici atti contrari alla funzione pubblica”, è stato riscontrato “un sistematico e costante sviamento di tale funzione”, come si legge nella sua ordinanza di arresto.
E per quanto riguarda il ruolo della Andreola, “ha asservito la propria funzione a interessi privati” mentre la sua attività per il giudice “è risultata condotta secondo l’ottica esclusiva del favore per l’interesse privato e senza alcun riguardo per l’interesse collettivo”.
“La gente è rimastra colpita per la qualità delle persone coinvolte nel processo. Ma sono persone che si sono mosse in un certo modo e noi stiamo vedendo se ci sono aspetti penalmente rilevanti”. Così ha commentato a caldo l’inchiesta l’allora procuratore della Repubblica Alfredo Rossini, poi scomparso nell’estate 2012.
Uno strano meccanismo c’è stato sulla misura cautelare per Troiano, revocata il 24 gennaio da un altro gip, Roberto Ferrari, che ha sostituito Billi assente per motivi familiari e ha sostanzialmente ribaltato la decisione presa. Ferrari ha anche respinto la richiesta d’interdizione per i pubblici uffici per Notarangelo.
Le ripercussioni ci sono state anche a livello politico. Il 30 gennaio la Giunta regionale, su proposta del presidente, Gianni Chiodi, ha deliberato di proporre all’Oics la sospensione del contratto con Ecosfera e l’avvio di una verifica delle procedure di gara espletata.
Lo stesso giorno, sia il giudice Billi che il tribunale del Riesame hanno concesso gli arresti domiciliari all’imprenditore Gruttadauria e alla moglie Teodoro, mentre il 1° febbraio stessa sorte è toccata a Quarta.
Il riesame invece si è espresso negativamente per il ritorno in libertà dei coniugi Andreola (8 febbraio) e Galdi (14), così solo il 17 aprile i due sono usciti per decorrenza dei termini degli arresti domiciliari.
Un mese esatto dopo, il 17 maggio, è toccato a Quarta, Gruttadauria e Teodoro, stavolta su richiesta del pm.
Il 6 giugno il giudice Billi ha respinto la doppia richiesta di interdizione dai pubblici uffici per Castiglione, che così è potuto rimanere al suo posto nell’esecutivo regionale.
Il 27 luglio la squadra mobile di Pescara ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari, dopodiché su questo filone dell’inchiesta è sceso il silenzio fino a quando alcuni organi d’informazione non hanno annunciato il deposito della richiesta di rinvio a giudizio da parte del pm Picardi.
“Siamo sempre gli ultimi a essere informati”, ha commentato qualche legale degli indagati, come Dante Angiolelli, che assiste Castiglione, all’oscuro tanto quanto Francesco Carli, difensore dell’Andreola.
Poi AbruzzoWeb ha appreso dell’invio della notifica della fissazione dell’udienza di qualche giorno fa.
“Appena mature tireremo giù le arance”, è stato un altro commento di Rossini su questa inchiesta. Quasi due anni dopo gli arresti, il momento sembra finalmente arrivato.






