L’AQUILA – Immagini accattivanti, studiate da famosi grafici e pubblicitari italiani negli anni ’30 e ’40 del Novecento, che mostrano il Gran Sasso d’Italia nelle vesti di una rinomata e ricercata stazione turistica invernale: sono i 12 mesi coloratissimi del calendario 2017 presentato oggi dal gruppo di azione civica aquilano Jemo ‘nnanzi, in collaborazione con la One Group edizioni, nei locali dell’Archivio di Stato a Bazzano (L’Aquila).
“Una tradizione che si ripete, una nuova sfida per aggiungere ancora un tassello alla ricostruzione dell’identità della nostra città e del nostro territorio – ha commentato Cesare Ianni, portavoce del gruppo – e la scelta di presentare questa ultima fatica, autoprodotta, qui all’Archivio di Stato non è stata casuale. Abbiamo infatti voluto collegare idealmente il calendario con il progetto su Amalia Sperandio e il recupero della testimonianza di una illustre concittadina e abilissima fotografa del secolo scorso”.
Le foto della Sperandio infatti, fino a tutto il mese di gennaio prossimo saranno esposte proprio all’Archivio, dopo il successo della mostra di ‘esordio’ a palazzo Fibbioni, sede comunale, nel novembre scorso, prima di trasferirsi all’Università Tor Vergata di Roma per la prima trasferta.
Alla conferenza stampa erano presenti anche Francesca Pompa, in rappresentanza della One Group edizioni, che ha voluto rafforzare il concetto di “richiamare l’attenzione sul Gran Sasso, su questa montagna splendida e su un paesaggio che il terremoto non è riuscito a portarci via”.
“Chi dice che all’Aquila non si fa nulla deve ricredersi, perché iniziative per la promozione del territorio ce ne sono di continuo – ha rimarcato – Il Gran Sasso è una risorsa da valorizzare per l’economia del territorio e su questo dobbiamo costruire il nostro progetto di rinascita, crescita e mantenimento della nostra identità”.
Liliana Biondi, docente universitaria, ha espresso il pensiero di come “in questo luogo, l’Archivio di Stato, che conserva le bellezze del passato, queste immagini d’epoca siano incentivo per riportare in alto il nostro territorio, al posto che merita”.
“Il calendario di Jemo ‘nnanzi 2017 vuole essere uno spunto per il rilancio del Gran Sasso, della nostra montagna – ha aggiunto Ianni – mostrando autori di spicco del disegno e della grafica pubblicitaria, tra cui Fulvio Muzi, Virgilio Retrosi, Pezzini e Giovannetti e il modo in cui hanno immaginato e rappresentato quella che era considerata e pubblicizzata come una stazione turistica invernale al pari delle più blasonate Cortina d’Ampezzo o Courmayeur”.
Tutte le immagini che compongono il calendario sono tratte dalle collezioni private dello stesso Cesare Ianni e di Luca Angeletti: vederle tutte insieme ha l’effetto di far rivivere l’avventura turistica del Gran Sasso, una sorta di opera monografica delle pubblicità che riguarda questa montagna e il suo comprensorio.
Nel ’34 inoltre, i depliant pubblicitari erano già stampati in più lingue per diffondere anche oltralpe la promozione turistica della montagna abruzzese, con piccole perle come la foto della Villetta, alla base della funivia per Campo Imperatore, scattata negli anni ’40 con la didascalia “Succursale del ristorante Bologna, di Roma”.
“Arriveremo a realizzare il sogno di un museo del Gran Sasso, dove raccogliere le testimonianze, come l’ultimo lampione d’epoca recuperato in località Fonte Cerreto – assicura l’esponente dell’associazione – Bisogna riguadagnare il tempo perso. Tutti gli introiti inoltre, derivanti dalla vendita del calendario saranno utilizzati per il restauro di un lacerto di affresco in via Costa Picenze, all’Aquila, seriamente danneggiato dal sisma del 6 aprile 2009 e non oggetto, perché su un muro privato, di interventi pubblici” ha concluso Ianni.
Una seconda presentazione, stavolta al pubblico. ci sarà dopodomani, mercoledì 21, a partire dalle ore 18 al Nero Caffè, lungo il corso cittadino.




