L’AQUILA – È stata confermata la volontà di proporre, nelle norme di iscrizione ai campionati, di non procedere ai ripescaggi per la prossima stagione sportiva, di fronte a una situazione estremamente pesante evidenziata dalla Lega Pro.
Nel corso del Consiglio federale, che si è svolto a Roma, il presidente Giancarlo Abete ha presentato una relazione sulla quale si è aperto un dibattito che ha interessato soprattutto i rappresentanti della Lega Pro e dell’Aic. Abete ha sottolineato che il blocco dei ripescaggi dovrà essere accompagnato necessariamente dall’approvazione della riforma dei campionati.
Il vice presidente federale Mario Macalli, che preside il gruppo di lavoro, nei prossimi giorni convocherà nuovamente la Commissione per la riforma dei campionati, con l’obiettivo di arrivare rapidamente a un progetto condiviso che riduca l’area professionistica e venga approvato dal Consiglio federale entro la stagione in corso.
Queste le parole del presidente Giancarlo Abete in conferenza stampa. “Da un punto di vista formale – ha dichiarato – noi non dobbiamo bloccare i ripescaggi: è sufficiente non prevedere nelle norme di iscrizione la copertura delle carenze di organico”. “Attiveremo un gruppo che comprenderà le varie Leghe – ha aggiunto – e le componenti tecniche per esaminare eventuali modifiche in base a criteri sportivi-organizzativi, infrastrutturali ed economici”.
La commissione Disciplinare nazionale, presieduta dall’avvocato Serio Artico, ha inflitto un punto di penalizzazione da scontarsi nella corrente stagione sportiva per l’Ascoli, formazione cadetta, sulla base del deferimento della Procura Federale riguardante alcune inadempienze Covisoc. In Lega Pro, sono stati inflitti 4 punti di penalizzazione alla Pro Patria, tre determinati da inadempienze Covisoc e uno da violazioni a quanto previsto dalla commissione Criteri Sportivi e Organizzativi, 2 punti a Sangiovannese e Catanzaro, 1 punto per Vibonese e Ternana, in questo caso tutti per inadempienze Covisoc. Oltre alle penalizzazioni, sono state disposte una serie di inibizioni nei confronti dei legali rappresentanti dei club deferiti.






