L’AQUILA – Un altro balcone è crollato stamani “per cedimento strutturale” in un appartamento progetto C.a.s.e. di Cese di Preturo (L’Aquila), già sgomberata e sequestrata in seguito all’inchiesta della procura della repubblica scattata dopo un episodio analogo accaduto nello scorso settembre in un alloggio poco vicino.
Il fatto che si è verificato nella piastra 20 ha avuto una dinamica molto simile rispetto al grave episodio di circa un anno e mezzo fa accaduto alla piastra 19, palazzine a quei tempi abitate: un balcone in legno si è staccato dal terzo piano finendo a quello del secondo.
A dare l’allarme una persona che stava passeggiando con il cane, ancora sfollata in una delle 19 news town costruite dopo il sisma per dare un tetto alle migliaia di aquilani a cui il terremoto del 6 aprile 2009 aveva danneggiato l’abitazione.
L’uomo ha sentito il tonfo ed ha avvertito il Comune.
Il nuovo crollo è avvenuto alla vigilia del settimo anniversario del terremoto che ha devastato L’Aquila e il suo circondario facendo 309 morti ed oltre 1500 feriti e proprio quando è imminente la svolta nell’inchiesta coordinata dal pm Roberta D’Avolio per il primo crollo per il quale la procura sta per chiedere il rinvio a giudizio o l’archiviazione per le 37 persone finite sotto indagine.
Sul posto stamani sono intervenuti la polizia municipale che ha allertato la sala operativa del Corpo forestale dello stato, che sta svolgendo le indagini per conto della e procura i vigili del fuoco.
I vigili urbani hanno interrotto la circolazione ed evacuato l’area sia per il transito veicolare che pedonale.
Il balcone crollato, insieme a quello su cui è caduto, è stato trasportato all’autoparco del comune: costituiranno una ulteriore prova dell’inchiesta che avrebbe dimostrato carenze strutturali e utilizzo di materiali scadenti non solo nella realizzazione dei balconi ma anche degli alloggi: a finire nei guai con le accuse, a vario titolo di truffa aggravata ai danni dello Stato da 18 milioni di euro, frode nelle pubbliche forniture, falso in atto pubblico, tutti coloro che hanno partecipato alla filiera autorizzativa e di costruzione del progetto case, tra cui dirigenti e tecnici comunali, oltre agli imprenditori che hanno vinto l’appalto, progettisti e collaudatori.
L’inchiesta di un anno e mezzo fa ha portato al sequestro di circa 800 balconi in circa 500 appartamenti del progetto c.a.s.e. di Sassa, Arischia, Cese di Preturo, Collebrincioni e Coppito.
Sui balconi crollati di recente è stato aperto un filone parallelo nei riguardi di funzionari del Comune. Il nuovo crollo getta una ulteriore ombra al progetto C.a.s.e., il mega insediamento abitativo costituito da 19 news town, costato circa un miliardo di euro e voluto dall’allora premier Silvio Berlusconi per ospitare oltre 16mila aquilani sfollati negli oltre 4500 alloggi prefabbricati e antisismici costruiti a tempo di record.
L’insediamento, ora abitato da un numero nettamente inferiore di famiglie visto che il graduale rientro nelle abitazioni ristrutturate, era inizialmente di proprietà della protezione civile nazionale che è stata stazione appaltante: è passato negli anni scorsi tra le polemiche in mano al comune dell’Aquila che ha difficoltà nella gestione per i costi di gestione, soprattutto manutenzione molto alti.
Il Comune ha lanciato bandi per assegnare alloggi a giovani coppie, artisti da tutta italia, e a famiglie indigenti, mentre alcuni esponenti del Pd si sono espressi per la demolizione.





