BUSSI SUL TIRINO – “Non ho mai proposto che i terreni inquinati Solvay venissero bonificati e poi restituiti alla proprietà privata, bensì che le aree diventassero di proprietà del Comune solo dopo la bonifica”.
Così il vice sindaco di Bussi sul Tirino (Pescara), Sonia Di Carlo, precisando ad AbruzzoWeb che la sua proposta “è stata avanzata sia in Conferenza dei capigruppo sia in Consiglio comunale, al solo scopo di garantire l’avvio e la rapida esecuzione dei lavori per la bonifica di tutte le aree interessate dalla procedura di gara in fase di conclusione e di garantire pienamente l’interesse del Comune di Bussi ad acquisire aree industriali bonificate senza oneri di responsabilità per l’ente e per consentire che le stesse aree potessero essere successivamente alla bonifica destinate alla reindustrializzazione”.
La Di Carlo è stata protagonista di una frattura in seno alla maggioranza che guida il Comune, tanto da indurre il sindaco Salvatore Lagatta a minacciare le dimissioni, visto che il vice sindaco rappresenta l’ago della bilancia per la tenuta della maggioranza.
Le aree inquinate della Solvay, dopo una lunga battaglia, il sindaco ha ottenuto che passassero in mani pubbliche, visto che è lo Stato a farsi carico degli interventi di bonifica, avviati con la gara bandita dal commissario Adriano Goio nel dicembre 2015 e che solo oggi si apprestano ad essere avviati. (m.sig.)




