PESCARA – Il Tar di Pescara ha respinto il ricorso della Montedison contro il ministero dell’Ambiente.
Il ministero lo scorso 13 settembre aveva diffidato l’azienda per la bonifica della megadiscarica dei veleni di Bussi sul Tirino (Pescara).
Nella diffida il ministero disponeva che entro 30 giorni la Montedison dovesse rimuovere tutti i rifiuti.
L’udienza davanti alla sezione distaccata di Pescara del Tar Abruzzo si era tenuta lo scorso 17 aprile.
Sulle vicende di Bussi è in corso in Corte d’Assise a Chieti un processo che riguarda 19 imputati.
Il processo ha subito la ricusazione del presidente del collegio ed è in attesa delle nuove date delle udienze.
Inammissibile e “comunque infondato”. Il Tar di Pescara ha così respinto il ricorso che la Montedison aveva proposto.
Tutta la vicenda della megadiscarica dei veleni che avrebbe inquinato le falde acquifere della Val Pescara per decenni vede così aprirsi un altro fronte dagli sviluppi imprevedibili.
Al netto degli ulteriori ricorsi che verranno presentati nei gradi successivi, la sentenza del Tar di Pescara stabilisce che la Montedison è ancora di fatto la proprietaria dei rifiuti chimici nonostante la cessione alla Solvay dell’impianto produttivo successivamente alla realizzazione delle discariche.
“Nei siti in esame sono state rinvenute sostanze altamente inquinanti” e queste “costituiscono scarti e prodotti industriali tipici dell’attività ivi esercitata da Edison spa”, si legge nella sentenza dei giudici di Pescara depositata il 30 aprile.
Si legge ancora che “i responsabili di detto inquinamento non possono che essere individuati in coloro che hanno gestito tali impianti nel periodo antecedente a quello in cui gli inquinamenti hanno iniziato ad essere rilevati. Considerate inoltre l’estensione e la profondità di tale inquinamento, nonché i suoi notevoli effetti già causati sull’ambiente (dati compiutamente analizzati ed esposti nella relazione Ispra), appare evidente come si verta su un’attività di inquinamento protratta e risalente nel tempo”.
Secondo alcune stime fatte a margine del processo di Chieti, per la totale bonifica delle discariche di Bussi potrebbero servire centinaia di milioni di euro: per alcuni, stime precise non ne sono state fatte, anche un miliardo di euro.
GALLETTI: “UN PASSO VERSO IL DISINQUINAMENTO”
“La decisione del Tar Abruzzo riconosce la piena legittimità del provvedimento ingiuntivo con cui il ministero dell’Ambiente ha chiesto il ripristino dello stato dei luoghi e la rimozione dei rifiuti tossici nelle discariche del comune di Bussi”.
Lo afferma il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti commentando la bocciatura, da parte del Tar Abruzzo, del ricorso di Edison sulla bonifica della megadiscarica di Bussi sul Tirino (Pescara).
“Si tratta – osserva il ministro – di un passo importante verso il completo disinquinamento dell’intera area, presupposto imprescindibile per il suo rilancio produttivo”.
REALACCI: “CHI INQUINA PAGA, PRINCIPIO SACRO”
“Il principio del chi inquina paga è sacro e serve sia per quanto accaduto in passato, sia per il futuro per responsabilizzare istituzioni, imprese e cittadini per quanto riguarda i danni alla salute e all’ambiente”.
Così Ermete Realacci, presidente della VIII Commissione Ambiente della Camera commenta la sentenza del Tar di Pescara che oggi ha respinto il ricorso della Edison contro l’ingiunzione-diffida del Ministero dell’Ambiente dello scorso settembre, dove si chiedeva all’azienda di rimuovere in 30 giorni tutti i veleni tossici seppelliti nelle discariche di Bussi sul Tirino e ripristinare la qualità del luogo.
FORUM ACQUA: “CONFERMATO LEGAME TRA PRODUZIONE E DISCARICA”
“Si tratta di una sentenza importante soprattutto per le motivazioni – ha commentato Augusto De Sanctis, del Forum dell’Acqua in Abruzzo che ieri ha raccontato le vicende di Bussi dal palco del 1° maggio a Taranto – perché conferma il legame tra produzione e discarica. È un primo passo verso la bonifica del luogo e che ristabilisce il principio che chi inquina, paga. La bonifica sarà lunga e complessa, ma almeno porterà lavoro in quelle zone”.






