L’AQUILA – È finita sotto la lente d’ingrandimento dell’Autorità nazionale anticorruzione (Anac), guidata da Raffaele Cantone, la gara europea per la bonifica delle aree inquinate Solvay del sito di interesse nazionale di Bussi sul Tirino (Pescara), resasi necessaria dopo la scoperta in quella zona della cosiddetta discarica più grande d’Europa.
Secondo quanto appreso da Abruzzoweb, sul tormentato iter del bando del valore di circa 50 milioni di euro c’è anche l’attenzione di alcune procure abruzzesi. In particolare, i riflettori si sarebbero accesi proprio sulle tempistiche di aggiudicazione della gara ferma al palo da mesi quando all’aggiudicazione manca solo l’apertura delle offerte economiche.
Bandita dal commissario governativo Adriano Goio nel dicembre 2015, la gara ancora non viene conclusa con l’affidamento dei lavori, dopo il complesso passaggio di consegne tra l’ufficio commissariale rimasto senza guida a causa della scomparsa di Goio nel marzo dello scorso anno, e il ministero dell’Ambiente che con la dirigente Laura D’Aprile dall’agosto scorso è tornato a essere responsabile delle attività di risanamento.
Sia l’Anac, sia le procure sarebbero già in possesso di documentazione.
La vicenda ha provocato polemiche e dubbi: in particolare, nei mesi scorsi ci sono state voci che volevano che la gara fosse invalidata, ipotesi che avrebbe esposto lo Stato al rischio risarcitorio nei confronti delle imprese che hanno partecipato al bando. Inoltre, il gruppo che fa capo all’imprenditore abruzzese Carlo Toto ha presentato ricorso al Tar del Lazio per chiedere il blocco pur non avendo partecipato al bando. Istanza respinta nei giorni scorsi dai giudici amministrativi.
E la gara continua ad essere ferma nonostante i solleciti ufficiali fatti dal ministero al presidente della commissione giudicatrice, Pasquale De Lise, dopo che quella tecnica, guidata da Aldo Mancurti, ha da tempo concluso la valutazione di merito dei progetti, attribuendo il punteggio.
Più volte rinviata, la commissione che deve procedere all’assegnazione dei lavori ancora non riesce a riunirsi.
La settimana scorsa si è proceduto anche al passaggio di consegne, per la verità dopo numerosi mesi, tra l’ufficio commissariale e il dicastero, rappresentato dalla dirigente D’Aprile, incaricata di portare a compimento il percorso intrapreso da Goio: la settimana precedente era stato nominato il nuovo responsabile unico del procedimento: il quarto, nella persona dell’ingegnere romano Enrico Bentivoglio, funzionario del provveditorato interregionale Lazio Abruzzo e Sardegna alle Opere pubbliche, dopo Mario Dari Salisburgo, Massimo Di Battista e Silverio Salvi, quest’ultimo dimessosi dopo essere stato indagato nell’ambito della maxi inchiesta della procura dell’Aquila sugli appalti della Regione Abruzzo.
Ma secondo quanto si è appreso, la presenza del Rup nell’apertura delle offerte economiche non sarebbe determinante.
Per la bonifica, la prima dopo la scoperta della discarica nel 2007, sono in corsa cinque raggruppamenti di imprese: Vittadello Intercantieri (mandataria) e Acr di Reggiani Albertino Spa (mandante), Hera Ambiente Spa (mandataria) e Fedele Di Donato Srl, Cericola Srl, Autotrasporti Pensiero Srl, Ms Isolamenti Spa, Angelo De Cesaris Srl (mandanti), Dec – Deme (mandataria) e Safond Martini Srl, Elios Ambiente Srl, Sidra Società italiana dragaggi Spa, Cooperativa San Martino soc.coop. (mandanti), Ecologica Spa (mandataria) e Ireos Spa, Semataf Srl, Trs Servizi Ambiente Srl (mandanti), Ambienthesis Spa (mandataria) e De Cristofaro Srl, Germani Srl (mandanti).






