L’AQUILA – La Regione Abruzzo ha affidato alla Pentadvisory Srl di Pescara, una società di consulenza ed advisor di progetti strategici, “la strutturazione di una serie di iniziative per promuovere presso il Mise (Ministero dello Sviluppo Economico) l’istanza di riconoscimento dell’intero bacino fluviale dell’Aterno-Pescara come ‘Situazione di crisi complessa’”, previsto dalla legge Sviluppo che disciplina anche il procedimento di sottoscrizione dell’accordo di programma.

È quanto si legge in una nota con la quale la srl ha invitato tutti gli stakeholder ad un convegno a Pescara che va proprio nella direzione di individuare opportunità di sviluppo dell’intero bacino fluviale ed un progetto di rilancio dell’economia.

All’appuntamento, previsto per il 28 gennaio prossimo, partecipano il presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, il suo vice con delega alle Attività produttive, Giovanni Lolli, il responsabile Business Unit incentivi e innovazione di Invitalia, Bernardo Mattarella, il dirigente d’area Politiche dell’impresa del Ministero dello Sviluppo economico.

Dalla lettera d’invito emerge come la società, il cui presidente è l’ex direttore generale di Abruzzo Sviluppo Nello Rapini, è “in accordo con la Regione Abruzzo”, e lavora alla promozione dell’istanza presso il Mise “assieme ad un pool di esperti”.

Nel parterre del convegno, poi, anche i rappresentanti di alcune importanti realtà imprenditoriali del territorio, come Alfa Wasserman, Dompé, Walter Tosto, Sanofi Aventis, Ico Kimberly Clark.

Sul corso dell’Aterno-Pescara insiste l’ex polo chimico di Bussi sul Tirino (Pescara), per il quale sono in ballo 50 milioni di euro per la bonifica e reindustrializzazione e su cui si concentrano da tempo le attenzioni di contrastanti interessi.

Una ricca torta che fa gola a molti e sta ritardando la sottoscrizione dell’accordo di programma per la cessione della Solvay, mentre è stato prorogato al 30 giugno, non senza polemiche, l’incarico di commissario affidato ad Adriano Goio, che a fine dicembre ha bandito la gara per l’affidamento dei lavori di bonifica, che tuttavia non è detto che si riescano ad avviare entro i primi sei mesi dell’anno. (m.sig.)