L’AQUILA – Proprio mentre il Tar del Lazio respingeva il ricorso per l’annullamento della gara per la bonifica delle aree inquinate Solvay di Bussi sul Tirino (Pescara), la Toto Holding Spa ne presentava un altro, sempre al tribunale amministrativo del Lazio.
Alla richiesta di annullamento della gara bandita dall’allora commissario Adriano Goio nel dicembre 2015 e non ancora espletata, alla quale, tuttavia, Toto non ha neppure partecipato, stavolta si aggiunge un’istanza che chiede di annullare il verbale della riunione urgente convocata dal ministero dell’Ambiente il 1° febbraio scorso, in cui il dirigente della Regione Abruzzo, Franco Gerardini, di fronte alla presa d’atto della mancanza di risorse necessarie agli interventi, dava la disponibilità dell’ente a coprire la differenza tra i fondi necessari e quelli disponibili attraverso le risorse del Masterplan.
Tutto questo, però, “dimenticando – si legge nel ricorso di Toto – che la somma indicata è destinata esclusivamente alla bonifica discarica Tremonti”.
Nella riunione contestata, infatti, il ministero dell’Ambiente ha chiesto la disponibilità a integrare il fondo e la Regione “d’intesa con il presidente della Giunta regionale, Luciano D’Alfonso, e con il sottosegretario Mario Mazzocca – si legge nel verbale – dichiara la piena disponibilità a garantire detta copertura, previa adozione degli atti consequenziali da parte della Regione”.
Secondo gli avvocati di Toto, Vincenzo Fortunato e Sara Di Cunzolo, tuttavia, se da una parte l’amministrazione ha “dichiarato di poter intervenire per la copertura del bando riguardante le sole aree esterne Solvay”, dall’altra “la stessa Regione dimentica di riferire” che quei fondi “sono destinati e quindi destinabili ai soli interventi di bonifica della discarica Tremonti, come chiaramente indicato” nelle relative delibere.
Secono i legali, insomma, “nessun atto consequenziale, se non palesemente illegittimo, almeno del pari del verbale del 1° febbraio 2017 nella parte impugnata, potrebbe mai consentire una distrazione delle somme vincolate alla bonifica di una discarica precisamente individuata, quella di Tremonti che da troppi anni attende l’avvio dell’attività di bonifica”.
Lunedì scorso, intanto, il Tar del Lazio ha respinto il primo ricorso di Toto, dichiarandolo “in parte irricevibile, in parte inammissibile e in parte infondato”.
La società, che fa capo all’imprenditore abruzzese Carlo Toto, aveva impugnato la gara considerandola un atto illegittimo, visto che non solo il commissario non ne aveva la competenza, ma essa si limitava all’aspetto ambientale trascurando quello della reindustrializzazione.
A essere contestata era anche l’assenza di un adeguato progetto preliminare e di un piano di caratterizzazione, cioè la mappatura dei veleni presenti nel sottosuolo.
Sulla strada della gara, ancora al palo nonostante i solleciti ufficiali fatti dal ministero al presidente della commissione giudicatrice, Pasquale De Lise, si palesano dunque nuovi ostacoli, nonostante la settimana scorsa si sia proceduto anche al passaggio di consegne tra l’ufficio commissariale e il dicastero dell’Ambiente, che con la dirigente Laura D’Aprile da agosto è tornato a essere responsabile della bonifica e della reindustrializzazione, e dopo che la settimana prima era stato nominato il nuovo responsabile unico del procedimento: il quarto, nella persona dell’ingegnere romano Enrico Bentivoglio, funzionario del provveditorato interregionale alle Opere pubbliche, dopo Mario Dari Salisburgo, Massimo Di Battista e Silverio Salvi, quest’ultimo dimessosi dopo essere stato indagato nell’ambito della maxi inchiesta sugli appalti della Regione Abruzzo.
Per la bonifica, da circa 50 milioni di euro, sono in corsa cinque raggruppamenti di imprese: Vittadello Intercantieri (mandataria) e Acr di Reggiani Albertino Spa (mandante), Hera Ambiente Spa (mandataria) e Fedele Di Donato Srl, Cericola Srl, Autotrasporti Pensiero Srl, Ms Isolamenti Spa, Angelo De Cesaris Srl (mandanti), Dec – Deme (mandataria) e Safond Martini Srl, Elios Ambiente Srl, Sidra Società italiana dragaggi Spa, Cooperativa San Martino soc.coop. (mandanti), Ecologica Spa (mandataria) e Ireos Spa, Semataf Srl, Trs Servizi Ambiente Srl (mandanti), Ambienthesis Spa (mandataria) e De Cristofaro Srl, Germani Srl (mandanti).






