L’AQUILA – Poco più di 1,8 miliardi di euro: è questa la richiesta di risarcimento record per danni ambientali e di immagine formulata nei confronti degli imputati dall’avvocatura dello Stato nel processo  per la mega discarica dei veleni di Bussi sul Tirino (Pescara) della Montedison che oggi ha celebrato la terza udienza in Corte d’Assise d’Appello all’Aquila, dedicata alle parti civili.

Di questa somma ingente, già chiesta in primo grado, 1,376 miliardi sono per conto del ministero dell’Ambiente, 500 milioni della Regione abruzzo, 1 milione della presidenza del Consiglio dei ministri e 3,155 milioni del commissario delegato dal governo per il bacino Aterno-Pescara.

La richiesta è stata formulata dall’avvocato dello Stato Generoso Di Leo.

“A Bussi sono state create discariche abusive – ha spiegato Di Leo – c’è una sostanziale distinzione tra inquinamento e creazione di discariche che sono vive e continuano a fare danni fino a quando non chiudono. A Bussi c’è un disastro che prosegue nel presente”.

Nell’udienza di martedì scorso, al termine di due lunghe requisitorie, i due sostituti procuratori generali, Domenico Castellani e Romolo Como, hanno chiesto per 18 dei 19 imputati le stesse condanne formulate dal pubblico ministero nel processo di primo grado.

Richiesta di pena con l’accusa di disastro ambientale e avvelenamento dell’acqua che variano da un massimo di 12 anni e 8 mesi a un minimo di 4 anni.

A questa fase del procedimento all’Aquila si è arrivati dopo il pronunciamento dello scorso marzo dalla Cassazione che ha convertito in appello tutti i ricorsi che erano stati presentati alla Suprema Corte “per saltum”.

In Corte d’Appello a Chieti il 19 dicembre 2014, 19 imputati erano stati assolti dall’accusa di aver avvelenato le falde acquifere mentre il reato di disastro ambientale fu derubricato in colposo e quindi prescritto.

La prossima udienza è fissata per il 19 gennaio. La sentenza è prevista per il prossimo 31 gennaio.

GERARDIS ALL’ATTACCO: ”CON L’AVALLO DELLA CORTE DI CHIETI, ABRUZZO TERRA DI NESSUNO”

“Abruzzo terra di nessuno sulla tutela ambientale, ora anche con l’avallo della Corte di Assise”, in riferimento al giudizio assolutorio di primo grado sulla mega discarica di Bussi sul Tirino (Pescara).

È uno dei passaggi dell’arringa dell’avvocato dello Stato Cristina Gerardis nel processo in Corte d’Assise d’Appello in corso all’Aquila relativo alla cosiddetta mega discarica dei veleni della Montedison.

L’udienza di oggi, dedicata alle parti civili, si è aperta proprio con la discussione della Gerardis, attualmente direttore generale della Regione Abruzzo, che nel suo lungo intervento, durato oltre tre ore, ha molto spesso accusato i giudici di primo grado.

“La Corte d’Assise, con la sentenza di primo grado ha mostrato una peculiare indifferenza per le tematiche ambientali e legate alla salute”, ha continuato l’avvocato dello Stato, che ha puntato il dito anche contro Montedison: “La scelta era tra occultare oppure occuparsi dell’inquinamento, è stato deciso di far viaggiare da una società all’altra la proprietà del sito, sempre sotto il cappello di Montedison prima ed Edison dopo”.

L’udienza è cominciata in ritardo per via delle difficili condizioni meteo, non tanto all’Aquila quanto per chi ha dovuto raggiungere il capoluogo dal resto d’Abruzzo.

Dopo la Gerardis, l’intervento dell’altro avvocato dello Stato, Generoso Di Leo.