L’AQUILA – Il presidente della Regione Luciano D’Alfonso ha ricevuto stamattina a Palazzo Silone una delegazione del Comitato di cittadini bonifichiamo e reindustrializziamo Bussi, all’Aquila per sollecitare la Regione a convocare la conferenza dei servizi che deve sottoscrivere l’accordo di programma per la cessione dell’ex polo chimico dalla Solvay alla Unichimica di Alberto Filippi.

“Luciano dacci una mano”, “Ci sono i soldi ci sono gli imprenditori manca solo la firma della Regione”, “Sos politici”‘, “L’Abruzzo rinuncia a 400 posti di lavoro”, sono alcuni degli slogan esposti dai bussesi che sono arrivati all’Aquila in pullman per protestare davanti la sede del governo abruzzese.

La presenza nel capoluogo è coincisa con una serrata a Bussi sul Tirino (Pescara), dove tutte le attività commerciali e artigianali sono rimaste chiuse, i dipendenti comunali si sono messi in ferie in massa, garantendo i soli servizi essenziali, e non si è svolto il mercato del martedì.

Il sindaco Salvatore Lagatta ha parlato di “comportamento incomprensibile della Regione che non vuole firmare” e accusa il vice presidente della Giunta Giovanni Lolli di non rispondere più al telefono, dopo aver assicurato lo sblocco dell’impasse in un incontro risolutivo prima del 31 dicembre. “Il rischio – ha spiegato – è che l’investimento si farà altrove e per Bussi sarà la fine”.

“D’Alfonso ha preso l’impegno davanti ai cittadini e al sindaco di venire a Bussi e concordare la data della conferenza dei servizi – dicono gli attivisti – e quello di sollecitare un incontro con il Ministero dell’Ambiente per definire un percorso ed un accordo condivisi”.

“Il tempo non è illimitato – aggiungono – e l’imprenditore che deve insediarsi ha una tempistica da rispettare per non mandare a monte l’investimento”.

L’Unichimica, come ha recentemente ribadito il patron Filippi, conta di reimpiegare a regime tutti i circa duecento lavoratori ex Solvay, che con l’indotto possono raggiungere i 400 posti di lavoro.

L’ex polo chimico, nel quale fu scoperta la discarica più grande d’Europa, è oggetto di un’opera di bonifica finanziata dal governo con 50 milioni di euro. Sulla partita da mesi divampano polemiche, interrotte con la proroga fino al 30 giugno del commissario Adriano Goio, che a fine dicembre ha bandito la gara per l’affidamento dei lavori di bonifica.

I bussesi hanno manifestato alla Regione perché il 30 ottobre scorso è stato l’unico ente che non si è presentato alla conferenza convocata dal Comune, quando si sarebbe dovuto sottoscrivere l’accordo. Alla Regione, si chiede quindi oggi la riconvocazione.