BUSSI SUL TIRINO – “L’emendamento tanto contestato ultimamente, proposto nella legge di stabilità del 2016 dal responsabile Ambiente della segreteria nazionale del Pd e sottoscritto dai componenti della Commissione Ambiente e dall’onorevole Antonio Castricone, non può continuare ad essere strumentalizzato dall’amministrazione locale, utilizzandolo come pretesto per omettere ben altre difficoltà e criticità di questo complicato processo”.
Si fa sentire anche il circolo del Pd di Bussi (Pescara), che con una nota del segretario Luigi Moscone, dopo giorni di polemiche incrociate, si schiera a difesa del proprio deputato che ha proposto che i 50 milioni di euro per la bonifica e reindustrializzazione dell’ex polo chimico vengano gestiti dal ministero dell’Ambiente e che il commissario straordinario Adriano Goio cessi dalle proprie funzioni.
Un emendamento contro il quale si sono levati gli scudi del sindaco Salvatore Lagatta, a guida di una giunta monocolore Rifondazione comunista, dopo che il resto del centrosinistra alle ultime elezioni è rimasto fuori dai giochi, che ha accusato frontalmente Castricone e il presidente della Regione Luciano D’Alfonso di voler mettere le mani sul ricco piatto esautorando il Comune.
Contro la proposta del Pd si è espressa anche la senatrice Federica Chiavaroli (Ncd), relatrice della stabilità a palazzo Madama, che ha infatti chiesto e ottenuto che l’emendamento fosse stralciato in sede di discussione e approvazione della legge in Senato. “Non ha senso mandare a monte un lavoro lungo e complesso ad un passo dalla fine”, ha detto ad AbruzzoWeb.
“L’emendamento – aggiunge Moscone – ha il solo scopo di accelerare una procedura ormai ferma da mesi, senza togliere alcuna risorsa al territorio di Bussi, vi è scritto chiaramente, con il presupposto di fare sicuramente salvo quanto fatto finora e dando il tempo a Goio di concludere il suo lavoro di aggiudicazione dell’appalto per i lavori di bonifica del sito, propedeutici alla rendustrializzazione”.
“Fatto questo, un commissario straordinario non può durare all’infinito, è opportuno che si torni alla gestione ordinaria”.
“Dubbi e perplessità rimangono, invece, sia sul passaggio delle aree al Comune di Bussi, per il rischio che potrebbe ricadere sui cittadini, sia sul fatto che in quel sito si possa insediare una farmaceutica, dubbi condivisi anche dal sindaco che, nel corso dell’audizione alla Commissione parlamentare Ambiente, diceva ‘io continuo ad essere preoccupato che l’analisi di rischio dica che lì non si può realizzare la farmaceutica’ (verbale pubblico e consultabile on line)”.
“Per l’insediamento produttivo – aggiunge il segretario del Pd di Bussi – saremmo, comunque, felici se fossimo smentiti, perchè significherebbe che l’amministazione, la quale ha i numeri di maggioranza consiliare per realizzare ciò in cui crede, ha mantenuto le sue promesse, ovvero 400 posti di lavoro”.
“Un investimento da 400 posti di lavoro è, infatti, l’impegno fatto ai cittadini e di questo si dovrà rispondere alla comunità, ma, ad oggi, né i cittadini, né il circolo di Bussi, né i consiglieri di minoranza, conoscono il piano industriale, che ci risulta mai presentato”, conclude Moscone.






