BUSSI SUL TIRINO – Revoca della concessione alla Solvay per l’utilizzo della centrale idroelettrica di Bussi sul Tirino (Pescara).

È la mossa a cui pensa il presidente della Regione Luciano D’Alfonso, dopo il rompete le righe arrivato dall’inconcludente conferenza dei servizi di lunedì scorso a Pescara dalla quale sarebbe dovuto uscire l’accordo di programma per la bonifica e la reindustrializzazione dell’ex polo chimico, e alla quale il colosso belga ha invece ufficializzato di essere in trattativa per la cessione con l’imprenditore bresciano Donato Todisco.

“L’argomento della potenza energetica sta nel recinto del nostro potere, dobbiamo utilizzare questo tempo per far accadere quello che a noi interessa”, ha detto il governatore durante l’incontro pubblico ieri a Bussi insieme, tra gli altri, al sindaco Salvatore Lagatta, al deputato del Pd Federico Massa, relatore alla Camera del decreto Ilva, al componente del Cda dell’Ispra (Istituto superiore per la protezione e ricerca ambientale) Michele Fina.

Dopo la conferenza dei servizi, ha aggiunto, “ognuno si è ripreso il suo per poi rimetterlo in campo, il tema della potenza energetica è nostro, grazie alle riforme intervenute sennò sarebbe dello Stato”.

“Come lavoriamo per fare in modo che sia né un sequestro né un capriccio? Dicendo che lo mettiamo tra le convenienze che noi renderemo per chi produce e genera economia”, ha affermato il presidente.

“Quando un Comune sceglie un imprenditore non lo fa in ragione di una parentela o di una simpatia ma di una consistenza occupazionale, è chiaro che il Comune sostiene quel soggetto di impresa, ragioniamo se possiamo fare uno più uno, con ciascun imprenditore che si prende una porzione e nel territorio di Bussi ce ne siano due perché non è difficile costruire una coabitazione se si gioca a carte scoperte”, ha aggiunto facendo riferimento alla presenza di due imprenditori interessati ad acquisire lo stabilimento, il vicentino Alberto Filippi, scelto dall’amministrazione attraverso un avviso per manifestazione d’interesse, e appunto Todisco.

“Voglio usare il potere, ho già dato incarico al Genio civile affinché confezioni un dossier perché per me quella è una risorsa che io dò per le politiche industriali, a parte e in aggiunta alle risorse che abbiamo messo nel masterplan per continuare a creare il salvadanaio per quello che serve come bonifica”, ha spiegato ancora D’Alfonso.

L’idea, insomma, è quella di “fare in modo che il giacimento energetico sia nella disponibilità del Comune di Bussi e lo renda a disposizione di chi viene a fare l’investimento”.

“Noi dobbiamo creare le condizioni affinché i portatori di interessi portino rispetto a noi”.

Infine, l’esortazione al sindaco Lagatta: “Adesso quello che va fatto è che il Comune statuisca che è interessato, interloquendo con la Regione, ad avere, fra le sue risorse da collocare per fare attrattiva di investimenti, il giacimento energetico che Dio vi ha dato. Che è il fiume”.