BUSSI SUL TIRINO – Passa nelle mani del Ministero dell’Ambiente, come da tempo paventato e al termine di un braccio di ferro con la Regione Abruzzo che ha visto soccombere il presidente Luciano D’Alfonso, ad un certo punto indicato come possibile nuovo commissario, la gestione della delicata partita della bonifica e reindustrializzazione del polo chimico di Bussi sul Tirino (Pescara) e i fondi residui della contabilità del compianto commissario Adriano Goio.

Con la dirigente della divisione bonifiche e risanamento della Direzione generale per la salvaguardia del territorio e delle acque, Laura D’Aprile, individuata come soggetto responsabile del coordinamento degli interventi.

Sono le novità contenute nell’ordinanza di protezione civile pubblicata ieri sulla Gazzetta ufficiale, “per favorire e regolare il subentro del Ministero dell’Ambiente nelle iniziative finalizzate a consentire il superamento della situazione di criticità relativa al sito inquinato di interesse nazionale”, come si legge nello stesso documento.

La svolta arriva dopo mesi di stallo, con i nulla di fatto collezionati dalle riunioni delle conferenze di servizio, i veleni tra il circolo bussese del Partito democratico e il sindaco Salvatore Lagatta, la partita giocata dal governatore, prima defilato e da un certo punto in poi protagonista, e sullo sfondo, ma non troppo, la delicata partita della cessione del polo chimico. Con la Solvay che ha deciso di vendere al gruppo Caffaro di Donato Todisco preferendolo alla Unichimica di Alberto Filippi, scelta dal Comune di Bussi.

A chiedere che la gestione passasse al Ministero dell’Ambiente nel novembre scorso fu già il deputato del Pd Antonio Castricone con un emendamento alla legge di stabilità, poi ritirato dopo una delicata mediazione anche con la senatrice del Nuovo centro destra Federica Chiavaroli, nel frattempo diventata sottosegretario alla Giustizia, contraria ad escludere la comunità locale dalle decisioni.

L’ordinanza firmata dal capo della Protezione civile, Fabrizio Curcio, individua ora il Ministero “quale amministrazione competente al coordinamento delle attività necessarie al completamento degli interventi”, ma solo quelli “integralmente finanziati e contenuti in rimodulazioni dei piani delle attività già formalmente approvati alla data di adozione della presente ordinanza.

L’ordinanza prevede che la struttura dell’ex commissario Goio, scomparso il 31 marzo il cui incarico sarebbe comunque cessato il 30 giugno, trasferisca entro 10 giorni alla D’Aprile la documentazione amministrativa e contabile della gestione commissariale inviando al Dipartimento della Protezione civile una relazione sulle attività svolte contenente l’elenco dei provvedimenti adottati, degli interventi conclusi e delle attività ancora in corso con relativo quadro economico.

Saranno intanto riassegnati al bilancio dello Stato, per poi confluire nelle casse del Ministero, anche i circa 50 milioni di euro destinati alla bonifica che dovranno essere utilizzati “sulla base di apposito accordo di programma, per interventi di bonifica del sito di interesse nazionale”.

Resta quindi da capire che fine farà la gara d’appalto, bandita a dicembre da Goio e ancora in fase di espletamento.