BUSSI SUL TIRINO – La pubblicazione della nota riservata del ministero dell’Ambiente sulla proposta di accordo di programma per la bonifica e reindustrializzazione del Sito di interesse nazionale di Bussi sul Tirino (Pescara), ha mandato su tutte le furie il presidente della Regione Luciano D’Alfonso che nega l’esistenza del documento, confermata invece dal sindaco Salvatore Lagatta.

“Ti pagano in dollari per scrivere sciocchezze? Sono 10 anni che la stampa abruzzese produce pornografia e perde copie, occupatevi dei fatti non delle suggestioni!”, si è limitato a dire il governatore ad AbruzzoWeb. “Vi dedicate a cose che non esistono”, ha aggiunto.

“La Regione e l’amministrazione comunale – spiega invece il sindaco che afferma di essere perfettamente a conoscenza delle obiezioni che contiene la nota – hanno puntualmente risposto punto per punto”.

La nota del ministero che contesta i contenuti della bozza di accordo inviata dalla Regione, datata 12 maggio per Lagatta è “anacronistica e superata dagli eventi”.

“Il piano industriale – spiega infatti il sindaco – è stato reinviato tra il 12 e il 23 maggio (data dell’ultima conferenza servizi, ndr) ai ministeri dell’Ambiente e dello Sviluppo economico e ad Invitalia”.

“Oggi il vero problema è che saltando l’accordo è saltata la discussione su tutte le questioni contenute nell’accordo, cioè chi farà la messa in sicurezza delle aree interne, visto che Solvay ha dichiarato di non farla in mancanza dell’accordo – aggiunge – chi la bonifica delle aree 2A e 2A a monte; perché nessuno chiede a Donato Todisco il piano industriale che si pretende da Alberto Filippi“.

E ancora, “chi fa l’analisi del rischio ambientale? – si domanda Lagatta – Alla luce della sentenza del Consiglio di Stato del 23 giugno che solleva Solvay da tutte le responsabilità inerenti la messa in sicurezza e la bonifica dobbiamo aspettarci che la stessa sentenza venga impugnata in Cassazione dal ministero o dobbiamo immaginarci che a partire dal 23 maggio la storia di Bussi cade nell’oblio dimenticata da tutti e i cittadini si troveranno a fare i conti con mancata bonifica, la mancata messa in sicurezza e la mancata reindustrializzazione?”.

“Chi si è speso per far saltare l’accordo – chiosa il sindaco è veramente convinto di aver riportato una vittoria o ha condannato il territorio a vivere nell’incertezza del lavoro e della sicurezza ambientale? L’amministrazione comunale e il presidente della Regione continuano comunque a lavorare al di fuori di qualsiasi accordo così come concepito fino al 23 maggio per portare sul territorio altri investitori”. (m.sig.)