BUSSI SUL TIRINO – Una società cede un proprio ramo d’azienda e con esso la possibilità di sfruttare l’acqua del fiume ai fini della produzione energetica, senza però comunicarlo alla Regione, come previsto dalle norme, visto che l’Ente è titolare del bene e dovrebbe bandire una nuova gara per riaffidare la concessione.

È quello che sarebbe successo a Bussi sul Tirino (Pescara), in base a quanto emerge da una determina della direzione Lavori pubblici e ciclo idrico integrato del primo dicembre 2014, di cui non si ha traccia sul portale dell’Ente ma di cui AbruzzoWeb è entrato in possesso, con la quale la Regione procedeva a “voltura rinnovo e variante in favore di Solvay Chimica Bussi Spa della concessione di derivazione d’acqua del fiume Tirino di acqua per uso industriale, utilizzando le opere di presa dell’impianto idroelettrico denominato Tirino Medio”.

Contestualmente però la stessa determina approvava un cambio di titolarità della concessione avvenuto nel 2005 ma comunicata nel 2009, quindi non entro i sessanta giorni previsti dalle norme in materia, scaduti i quali scatterebbe l’immediata decadenza della concessione.

Nel 2005 Solvay Solexis Spa – si legge nella stessa determina – ha infatti ceduto il ramo d’azienda a Solvay Chimica Bussi Spa.

L’illegittimità, insomma, durerebbe da nove anni.

Un caso simile, riguardante una concessione sempre per lo sfruttamento del fiume Tirino, è emerso nella  riunione dell’ottobre scorso tra la Regione, con il presidente Luciano D’Alfonso con una decina di dirigenti e funzionari e il sindaco Salvatore Lagatta.

Si è scoperto che all’atto della cessione dello stabilimento da Solvay Chimica Spa a Società Chimica Bussi Spa, di proprietà dell’imprenditore Donato Todisco – avvenuta ad agosto 2016 – nessuno avrebbe comunicato alla Regione il cambio di titolarità dell’azienda, e quindi della concessione, come invece previsto dal regolamento regionale.

Quindi da agosto 2016 Società Chimica Bussi utilizzerebbe la concessione di Solvay che, dal contenuto della determina regionale del 2014, sembrerebbe irregolare.

Se questa ricostruzione fosse confermata, si sommerebbero illegittimità ad altre illegittimità originate da anni. (m.sig.)