BUSSI SUL TIRINO – “La linea di condotta tenuta dall’amministrazione D’Alfonso è sempre stata lineare e collaborativa con il Ministero dell’Ambiente e il Dipartimento della protezione civile, tant’è che le nomine dei commissari governativi, Gaia Checcucci prima e Laura D’Aprile dopo, sono state entrambe accolte velocemente e con pareri favorevoli (il 24 maggio per la Checcucci e il 24 giugno per la D’Aprile)”.
Così in una nota il consigliere regionale del Partito democratico Alberto Balducci, delegato dal presidente della Regione Luciano D’Alfonso a dare spiegazioni sui contenuti della nota riservata del Ministero dell’Ambiente svelata oggi da AbruzzoWeb, che Balducci considera “un documento datato, che non tiene conto delle novità intervenute negli ultimi mesi”.
“Quanto al sito, la situazione è la seguente: dopo l’incontro del 9 giugno con i vertici di Solvay e del gruppo Caffaro (che fa capo a Donato Todisco, ndr), martedì 5 luglio a L’Aquila si è tenuta una riunione per elaborare e pianificare le iniziative più idonee per consentire la messa in sicurezza e la bonifica del Sito di interesse nazionale di Bussi sul Tirino, nonché per la reindustrializzazione della relativa area”.
“Dall’incontro è emerso che l’amministrazione regionale sta provvedendo a formulare l’intesa sullo schema di ordinanza del Capo del Dipartimento della protezione civile recante ‘Ordinanza di protezione civile per favorire e regolare il subentro del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare nelle iniziative finalizzate a consentire la messa in sicurezza e la bonifica del sito inquinato di interesse nazionale di Bussi sul Tirino nella Regione Abruzzo'”.
“Inoltre – aggiunge Balducci – si sta provvedendo ad inoltrare al suddetto Dipartimento la documentazione trasmessa dalla Struttura commissariale, inerente la relazione esplicativa delle attività avviate, alla data del 30 giugno 2016, relative al sito”.
“Per quanto riguarda la reindustrializzazione, ad oggi risulta possibile la coabitazione di due differenti operatori e precisamente l’azienda Unichimica-Uniholding di Alberto Filippi, individuata dal Comune quale azienda con requisiti per intervenire nel sito con la costruzione di una azienda farmaceutica, e il Gruppo Caffaro, che dovrebbe subentrare a Solvay. Infine va rilevata la presenza di Edison e la partecipazione di tale società alle operazioni di bonifica del Sin”.
“Va anche ricordato che nel Masterplan Abruzzo sono stati stanziati 60.000.000 di euro e che l’Agenzia regionale per le attività produttive (Arap) è stata individuata quale soggetto attuatore dei relativi interventi”, dice Balducci nella nota.
“Per parte sua, il Comune di Bussi ha chiesto formalmente ai vertici di Solvay la cessione delle aree esterne, pari a circa 5 ettari e mezzo, richiedendo nel contempo una fideiussione pari a circa 38 milioni di euro, importo stabilito per la bonifica, fino a conclusione delle opere di gara”.
“Come si evince da quanto esposto, il percorso individuato per risolvere la delicata questione relativa al Sin di Bussi è in itinere e gode della fiducia del Governo. Ciò fa supporre che la ‘nota interna’ citata dal quotidiano on line, laddove fosse veritiera, risalga a diverso tempo fa e sia stata superata dall’evolversi dei fatti”, conclude la nota.




