BUSSI SUL TIRINO – Nuovo polverone sul futuro dell’ex polo chimico di Bussi sul Tirino, per il quale è in programma lunedì a Pescara la conferenza dei servizi che dovrebbe essere decisiva per la sottoscrizione del sospirato accordo di programma per la bonifica e reindustrializzazione del sito.
Contro i contenuti dell’accordo, soprattutto nella parte in cui contempla il passagggio al Comune delle aree inquinate, un ampio fronte ambientalista e Sinistra, ecologia e libertà (Sel), che attacca il sindaco Salvatore Lagatta di Rifondazione comunista, che oggi ammette che c’è il “serio rischio” che lunedì salti tutto.
“Il timore è che si stia andando verso una direzione che rischia di scaricare i costi veri della bonifica sui cittadini, contravvenendo al buon senso e alla direttiva comunitaria che istituisce un quadro di responsabilità ambientale basato sul principio ‘chi inquina paga’ per prevenire e riparare i danni ambientali”, si legge in una nota di Arci, Bussi ci riguarda, Ecoistituto Abruzzo, Italia Nostra, Legambiente, Lipu Marevivo, Mila Donnambiente, Pro Natura e Wwf.
“Le criticità erano state già sollevate a più riprese sulla validità del progetto di bonifica che, a parte il potenziale intervento sulla 2A e 2B non risolve il problema della discarica Tremonti e dell’area industriale che continuano ad inquinare – continua il cartello ambientalista – Neanche convince la mera ‘messa in sicurezza’ ai fini della reindustralizzazione dell’area di proprietà di Solvay ed oggetto dell’accordo di programma”.
“Una ipotesi, come da più parti ventilata, che preveda il trasferimento della proprietà delle aree inquinate in capo al comune di Bussi al fine di agevolare una potenziale re-industrializzazione, non solo è un’operazione insensata ma sicuramente è un operazione non necessaria”, aggiungono.
Sulla stessa lunghezza d’onda il Forum dell’Acqua, che esorta lo Stato ad attivare le procedure di rivalsa sul privato responsabile dell’inquinamento.
“In caso di inerzia del proprietario colpevole della contaminazione può intervenire lo Stato, ma questo poi deve rivalersi sui responsabili della contaminazione”, spiega ad AbruzzoWeb Augusto De Sanctis. “Per la discarica Tremonti di proprietà della Edison ad esempio, che è stata coperta con un telo impermeabile con un progetto fatto dal commissario Adriano Goio, è stata attivata la procedura di rivalsa e da quel che ha dichiarato il commissario dall’azienda sono stati ottenuti 1,5 milioni di euro per il capping”.
Contraria all’acquisizione delle aree inquinate anche Sinistra, ecologia e libertà, per la quale “il sindaco La Gatta commette un grave errore continuando a non nominare il nocciolo del problema”.
“L’acquisizione da parte dell’Amministrazione comunale delle aree inquinate e non ancora bonificate, in assenza di concrete garanzie, esporrebbe la comunità a gravi rischi, tanto che su oltre 50 siti di interesse nazionale, nessuno di questi è stato acquisito da un ente pubblico”, scrivono in una nota Tommaso Di Febo e Daniele Licheri, coordinatore regionale e provinciale di Sel.
“Non esistono all’oggi garanzie su tale acquisizione e non è un caso che il Ministero dell’Ambiente continui a respingere una tale anomalia”.
“Inutile che il sindaco si agiti, non esistono complotti ma solo atti illegittimi e grande superficialità. Fa bene Mario Mazzocca a sottolineare le sue perplessità al presidente della Regione per cercare di dare un proprio contributo costruttivo alla soluzione del problema, e conseguentemente di non avvalorare una situazione a nostro avviso molto grave”.
“Troviamo gravissimo il silenzio di Rifondazione comunista e sopratutto di Maurizio Acerbo che con grande precisione e puntualità mette la faccia per denunciare soprusi ambientali e sociali da parte di amministrazioni comunali a colore centrosinistra: bizzarro però il fatto che nell’unico comune d’Abruzzo in cui il Prcesprime un sindaco continui a tacere e coprire mettendo a repentaglio il futuro di una intera comunità”.
“Facciamo appello alla sua serietà: prenda le distanze dal Sindaco oppure dica esplicitamente e pubblicamente perché è favorevole all’acquisizione della aree, spiegando come potrebbe un piccolo comune gestire un tale dramma ambientale: quando si governa ci si assume la responsabilità delle scelte che si fanno”.
“A tutt’oggi nei fatti – si legge ancora nella nota del ticket di Sel – non vediamo un piano industriale credibile che possa garantire piena occupazione ai lavoratori che dovrebbero passare da Solvay ad un nuovo acquirente dell’area”.
“Se si continua a fare confusione tra le aree 2A e 2B e la discarica Tremonti è un macello, il Comune acquisisce solo le aree a monte oggetto della bonifica per la quale è in fase di espletamento la gara”.
Così il sindaco Lagatta, che ammette di avere “la netta sensazione che l’accordo di programma non si sottoscrive perché Solvay nel frattempo ha cambiato idea e vuol fare altro, si sta tirando indietro perché vuole scegliersi l’imprenditore che gli succede, a questo punto non ci sono più i presupposti per firmare l’accordo”.
Il colosso belga del settore chimico farmaceutico ha interrotto ogni contatto con il Comune proprio da quando l’amministrazione ha scelto la Unichimica di Alberto Filippi tra le aziende interessate ad insediarsi a Bussi.
Tanto che “Solvay – rivela il sindaco – sta trattando con un altro imprenditore, uno di quelli che aveva risposto all’avviso esplorativo per manifestazione d’interesse, e che fu scartato proprio perché non voleva le aree e non aveva un piano di investimenti”.
“L’unico rimorso è aver fatto un lavoro massacrante che finisce di agevolare Solvay, visto che dopo 14 anni abbiamo fatto il piano caratterizzazione e si è fatto il bando di gara per la bonifica”, aggiunge Lagatta.
Sull’ipotesti paventata dagli ambientalisti che siano le casse pubbliche a finanziare la bonifica, infine, il sindaco spiega come “la bonifica si fa a danno di chi ha inquinato, la procedura di rivalsa su chi ha inquinato è contestuale alle operazioni, altrimenti sarebbe aiuto di stato”.
“De Sanctis mescola nel torbido – conclude – è impossibile che non sappia queste cose, sono aperto ad un confronto pubblico”.






