PESCARA – È bufera sulla Regione Abruzzo.
L’assessore regionale alla Cultura Luigi De Fanis, eletto nelle liste del Popolo della libertà, è stato arrestato ieri mattina con l’accusa di concussione, truffa aggravata e peculato.
Oltre all’assessore è finita agli arresti domiciliari la sua segretaria particolare Lucia Zingariello. All’obbligo di dimora sono invece Rosa Giammarco, responsabile dell’Agenzia per la Promozione culturale di Sulmona/Castel di Sangro ed ex assessore provinciale ai tempi di Palmiero Susi, e il presidente di una onlus del vastese, Ermanno Falone.
Il provvedimento è stato richiesto dal gip del Tribunale di Pescara Mariacarla Sacco. L’operazione, denominata ‘Il Vate’, è scattata alle prime luci del giorno con il personale del Corpo Forestale dello Stato di Pescara, L’Aquila e Chieti ad eseguire gli arresti.
L’indagine coordinata dal procuratore capo di Pescara, Federico De Siervo e dal sostituto procuratore Giuseppe Bellelli mira a far luce sulle modalità di erogazione dei contributi in base alla legge regionale n.43/73 che disciplina organizzazione, adesione e partecipazione a convegni e altre manifestazioni culturali.
Secondo le accuse, l’assessore avrebbe chiesto tangenti per l’organizzazione del concorso internazionale di musiche da film ‘Mario Nascimbene Award’, e per un evento al Salone del Libro di Torino – manifestazioni nell’ambito delle celebrazioni dei 150 anni della nascita di Gabriele D’Annunzio.
L’importo dei fondi regionali sarebbe stato di circa 40 mila euro e la richiesta di mazzetta, a quanto si è appreso da fonti giudiziarie, sarebbe stata del 10 per cento. Il meccanismo messo in atto sarebbe stato quello di gonfiare le fatture: a inchiodare De Fanis e la sua segretaria anche intercettazioni telefoniche e ambientali.
Le indagini, riferiscono dalla Forestale, hanno preso il via dalla denuncia di un imprenditore che si è rivolto al Corpo dopo le continue richieste di denaro ricevute da parte dell’assessorein cambio della erogazione di fondi per l’organizzazione di manifestazioni culturali.
Nel corso delle attività sono emerse inoltre ipotesi di peculato d’uso di beni e risorse della Regione Abruzzo per interessi privati. Sono cinquanta gli uomini del Corpo Forestale dello Stato ancora impegnati nelle perquisizioni domiciliari degli indagati e delle sedi dell’assessorato alle Politiche Culturali della Regione Abruzzo di L’Aquila e di Pescara.
In corso la perquisizione della sede dell’Agenzia Regionale per la Promozione Culturale di Sulmona. Le perquisizioni si stanno svolgendo in diverse località abruzzesi: Guardiagrele, Paglieta, Montazzoli e Vasto. De Fanis è stato arrestato in provincia di Chieti. Le indagini continuano.
LO CHAMPAGNE DA 130 EURO PAGATO CON I SOLDI DELLA REGIONE
Una bottiglia di champagne da 130 euro comprata con la “carta della Regione”.
È quanto emerge dalle intercettazioni che hanno incastrato Luigi De Fanis, assessore regionale alla Cultura arrestato per concussione.
Gli stralci delle conversazioni, pubblicate dal sito Repubblica.it, si riferiscono alla Fiera di Torino del maggio scorso.
De Fanis chiama la segretaria particolare, Lucia Zingariello, finita agli arresti domiciliari.
De Fanis: “Stiamo al Caffè Torino, ho offerto io una bottiglia di champagne”.
Lucia Zingariello: “Come al solito tu…”
Luigi De Fanis: “E che devo fare amore mio? Mo’ vedo di pagarla con la carta della Regione, viene 130 euro la bottiglia…”
Lucia Zingariello: “Eh be’, pagala con quella della Regione…”.
Luigi De Fanis: “Eh, a me piace fare così…”.
Lucia Zingariello: “Eh…”.
Luigi De Fanis: “Purtroppo chi nasce signore e dispendioso… è così…”.
Lucia Zingariello: “Scusa ma pagala con quella della Regione almeno una volta…”.
Conclude in dialetto abruzzese Luigi De Fanis: “Io e te passem li guai, se stem uniti gli frecliem tutt: quadagnem quindici spende’m venl…”.
LA CARRIERA POLITICA
L’assessore alla Cultura arrestato oggi, Luigi De Fanis “risulta, per come sopra dimostrato, dedito a strumentalizzare la propria carica a fini illeciti, predisponendo complesse strategie di procedure amministrative, denotando, pertanto, una pervicace abitualità delittuosa di talché è altamente probabile che compirà altri reati della stessa specie di quelli posti in essere”.
Lo sottolinea il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Pescara Maria Carla Sacco, nella parte dell’ordinanza in cui motiva le esigenze cautelari a carico degli arrestati
Per quanto riguarda la segretaria Lucia Zingariello, a detta del giudice per le indagini preliminari “svolge mansioni da intermediaria nell’attività illecita posta in essere da De Fanis stesso; anche per lei appare concreto il pericolo di reiterare condotte delittuose analoghe a quelle già accertate a suo carico”.
Ermanno Falone, legale rappresentante di Abruzzo Antico e in questa veste, “prestanome del De Fanis”, per il gip, “risulta dedito sistematicamente a concorrere con quest’ultimo nelle condotte illecite; tuttavia il Falone – prosegue il giudice – ben potrebbe compiere anche autonomamente analoghi reati, portando a ulteriori conseguenze delittuose quelli in itinere, con il collaudato sistema della associazione Abruzzo Antico attraverso la predisposizione di fatture ‘gonfiate’ finalizzate a ottenere finanziamenti per le attività culturali e concreto, allo stato, appare il pericolo di inquinamento probatorio, non apparendo il Falone occasionale complice, ma concorrente abituale del De Fanis”.
Rosa Giammarco, responsabile dell’Agenzia per la Promozione culturale della Regione Abruzzo, viene descritta, invece, come “funzionaria infedele ai propri compiti d’ufficio”.
“Consapevole del ruolo di De Fanis dietro l’associazione Abruzzo Antico – è scritto nell’ordinanza – si è adoperata per far ottenere i finanziamenti in favore dell’assessore conoscendo le sovrafatturazioni e potrebbe continuare nella condotta e, anche per lei, concreto, allo stato appare il pericolo di inquinamento probatorio, non apparendo la Giammarco occasionale complice, ma concorrente abituale di De Fanis”.
“MASCITTI E’ LEALE E CREDIBILE”
“Le dichiarazioni rese da Andrea Mascitti sono da ritenersi credibili in quanto il suo narrato si palesa logico, coerente, dettagliato, verosimile, reiterato, costante e univoco, sostenuto da numerosi riscontri esterni di tipo documentale e dal contenuto delle conversazioni sopra riportate”.
Così il gip Sacco definisce nell’ordinanza l’imprenditore, che ha denunciato le continue richieste di denaro ricevute da parte dell’assessore De Fanis in cambio della erogazione di fondi per l’organizzazione di manifestazioni culturali.
“L’esposizione dei fatti – prosegue il gip – e ricca di dettagli ed è apparsa significativa della volonta precisa di fornire una esposizione completa, precisa e particolareggiata, indice di lealtà e di assenza di qualsiasi sospetto manipolatorio e calunniatorio da parte della parte offesa che spontaneamente ha fornito ogni collaborazione agli inquirenti”.
Nell’ordinanza, con cui oggi è stato arrestato l’assessore De Fanis, il gip Sacco sottolinea come l’imprenditore Mascitti sia stato “chiaramente obbligato a sottostare al singolare meccanismo di ottenimento e liquidazione dei contributi regionali ideato dall’indagato”.
L’imprenditore in particolare sarebbe stato “posto di fronte a un aut-aut: o seguire le ‘istruzioni’ dettate dal De Fanis, oppure desistere dall’organizzazione degli eventi culturali ‘…ci vuole per forza tale somma per me… non si può fa’ (cfr. querela in data 3 marzo 2013)”.
“FAR USCIRE UNA SOMMA ANCHE PER LORO”
A tal proposito vengono citati episodi legati all’8° Concorso Internazionale di musiche per film Mario Nascimbene Award e al 26° Salone Internazionale del Libro di Torino.
Riguardo al concorso Nascimbene, l’imprenditore racconta di essersi recato presso gli uffici della Regione in via Conte di Ruvo a Pescara e di essere stato ricevuto dall’assessore e dalla sua segretaria Zingariello.
In tale sede, De Fanis con in mano il foglio del preventivo di spesa provvisorio, consegnatogli precedentemente da Mascitti, “ha iniziato a conteggiare le spese e ad apportare di suo pugno modifiche e cancellazioni sulle varie voci, raggiungendo, per la realizzazione dell’evento, una spesa totale di circa 22 mila euro”.
“A questo punto – riferisce l’imprenditore – mi diceva che dovevo gonfiare le spese fino a 30 mila euro in modo da poter far uscire una somma anche per loro”.
Per quanto riguarda l’evento di Torino, “mi ha presentato il preventivo di spesa – racconta sempre l’imprenditore – con una cifra di 1.500 cerchiata aggiungendo in quel momento, di suo pugno, la cifra 4.000 a fronte dei 2.314,50 euro preventivati”.
Sempre a proposito dell’evento di Torino, nell’ordinanza viene riportato un colloquio insieme a diverse telefonate tra De Fanis, la Zingariello e l’imprenditore Mascitti in cui si parla della somma di 1.500 euro, che per l’accusa sarebbe la cifra in danaro pretesa dall’assessore come tangente.
In uno stralcio di tale telefonate, la Zingariello chiama Mascitti e gli dice: “Andrea sono Lucia, è… Andrea stavo aspettando la mail, io c’ho i tempi stretti, domaniii”.
De Fanis, nel frattempo, raccomanda alla segretaria di farsi “dire l’importo!”. Zingariello: “è!”. De Fanis: “l’importo vero!”.
Zingariello: “mi dici l’importo Andrea (pausa) quindi in tutto è 4.000?”. De Fanis: “compreso il nostro?”. Zingariello: “compreso il tutto? (pausa) sì”.
“MOLTI ALTRI SONO NELLE CONDIZIONI DI MASCITTI”
“…’sto cretino che non ce la fa a venire.. a passare”. “Ma chi?”. “Lu carrozziere?”. “Nooo, no”. “E chi? Croce Rossa?”. “Noo..”.
Sono frasi tra l’assessore De Fanis e la sua segretaria riportate nel dispositivo del gip Sacco.
A non aver capito che “quello che deve passare” è l’organizzatore dell’evento di Torino Andrea Mascitti, è proprio l’assessore.
Quando la segretaria Lucia Zingariello gli dice che è Mascitti, De Fanis esclama “ahhh, cussù é ‘n artro furbacchione”, cioè “questo è un furbacchione”.
“La Zingariello, impaziente, reclama i soldi di Mascitti – scrive il gip – Allarmante è il fatto che parlando la Zingariello per sottintesi, il De Fanis non capisca chi sia il ‘cretino’ che non ce la fa a passare”.
“Evidentemente più di una persona si trova nella stessa posizione di Mascitti, per esempio ‘il carrozziere’, o la ‘croce rossa’. Sono dunque in molti nelle condizioni del Mascitti, a dove ‘passare’ dalla Zingariello o De Fanis”.
DE FANIS NON HA PRESO SOLDI, MA IL REATO C’E’
Arrestato senza aver preso materialmente un euro. E per una sola promessa di tangente accertata di 1.150 euro.
È quanto emerge dalla lettura del dispositivo che ha portato alla custodia ai domiciliari dell’assessore alla cultura della Regione Abruzzo del Pdl Luigi De Fanis.
Il reato, però, come spiegano a Palazzo di giustizia, si consuma con la semplice promessa.
L’episodio concussivo è relativo alla vicenda del Salone del Libro di Torino, perché per il Premio Nascimbeni non sono stati disposti fondi.
L’AVVOCATO DI DE FANIS: “MAI TANGENTI, RICOSTRUZIONE SBAGLIATA”
“In merito alle notizie apparse su alcuni organi di stampa e riguardanti fatti di rilevanza penale contestati al dottor De Fanis, si precisa che mai alcuna tangente o altra illegittima dazione è stata percepita dal mio assistito”.
Lo scrive il legale di Luigi De Fanis, Domenico Frattura.
“Quanto contestato all’assessore è infatti frutto di una non corretta ricostruzione dei fatti che verranno chiariti nelle sedi opportune – scrive il legale – Negli ambienti regionali è noto a tutti con quanta parsimonia e oculatezza il dottor De Fanis abbia amministrato il poco denaro a disposizione del suo assessorato”.
Così com’è noto, per l’avvocato, “come fosse costume dell’assessore pagare di tasca propria molte delle spese sostenute in relazione allo svolgimento della sua attività istituzionale, senza neppure chiederne il rimborso. In attesa e nella certezza di poter chiarire ogni addebito – conclude l’avvocato – il dottor De Fanis esprime piena fiducia nell’operato della magistratura”.
LA DIRIGENTE DELLA REGIONE, ”CONFIDO NELLA GIUSTIZIA”
“L’ufficio di Sulmona è stato coinvolto per la parte amministrativo-contabile ma non mi sembra che siano state commesse infrazioni. Sono tranquilla del nostro lavoro e convinta che anche la giustizia alla fine ci darà ragione”.
Lo ha detto Rosa Giammarco questa mattina a Sulmona (L’Aquila). La responsabile dell’agenzia di promozione turistica della città peligna è arrivata in ufficio alle 11.30 per presenziare la perquisizione ancora in atto da parte del corpo Forestale.
Alla richiesta più particolare se avesse in mente qualche spettacolo o qualche iniziativa che avrebbe potuto creare secondo gli inquirenti qualche violazione, ha risposto che “non mi sembra che ci siano particolari episodi se non uno spettacolo che è stato allestito in occasione della Fiera del libro di Torino al quale ha partecipato anche Michele Cucuzza”.
La Giammarco ha quindi precisato che potrà recarsi regolarmente sul luogo di lavoro e che l’obbligo di dimora ha effetto solo nelle ore notturne.
“Andiamo tutti in galera”, diceva così, però, al telefono, secondo le intercettazioni, la dirigente Giammarco all’assessore De Fanis, ripetendo il concetto più volte.
“Mi auguro che qualcun altro segua il mio esempio qualora debba trovarsi nella stessa spiacevole situazione. Altrimenti in Italia non cambierà mai nulla”.
Sono le poche parole che Andrea Mascitti, organizzatore del concorso internazionale “Mario Nascimbene award” per musiche da film, usa per commentare l’arresto dell’assessore regionale Luigi De Fanis per tangenti, che sarebbero state chieste proprio per l’organizzazione del concorso, giunto all’ottava edizione, e per un evento al Salone del Libro di Torino, manifestazioni nell’ambito delle celebrazioni dei 150 anni della nascita di D’Annunzio.
“Non posso rilasciare altre dichiarazioni, le indagini sono in corso. Posso solo dire che il gesto che ho sentito di fare deriva dalla volontà di dire basta a un certo modo di considerare la politica”, aggiunge.
Mascitti fin da giovanissimo organizza eventi culturali e musicali di carattere internazionale. L’ultima edizione del Premio Nascimbene si è tenuta ad Atessa nel settembre scorso.
Nell’ordinanza di custodia cautelare del Gip si leggono altre dichiarazioni rilasciate da Mascitti agli inquirenti.
“Senza le aggiunte per lui non avrei ottenuto il finanziamento”, assicura, spiegando che “avrei dovuto quindi gonfiare le spese”, ma soprattutto di essersi sentito “stupito all’inverosimile di una tale mafiosa richiesta, vedendomi crollare sconvolto il mondo addosso…”.
Nel marzo scorso l’uomo è andato dai militari della Forestale a denunciare i fatti facendo scattare l’inchiesta “Il Vate”.
Mascitti racconta che De Fanis gli disse che in merito ai fondi per il premio Nascimbene “avrei potuto aggiungere 3-4 mila euro (ma ne avevo già previsti 5 mila per il mio lavoro di organizzatore e avrebbe potuto aggiungere 3-4 mila euro per lui, che gli sarebbero serviti per la campagna elettorale. Ha aggiunto ‘ci vuole per forza tale somma per me’, (sottolineando la somma scritta su un foglio di euro 3-4 mila) o non si può fare”.
Il motivo che ha spinto Mascitti a denunciare l’assessore De Fanis è tutto racchiuso in un paragrafo tra i primi delle pagine scritta dal Gip.
Oltre a essersi già impegnato con ospiti e vari service e a rischiare “di non realizzare la manifestazione”, se non avesse acconsentito alle richieste di mazzette avrebbe significato “non solo un grave danno economico, ma un gravissimo danno di immagine irrecuperabile”.
“Non realizzare l’evento rappresenterebbe la perdita assoluta della mia credibilità e segnerebbe per sempre la fine del mio lavoro nel mondo della cultura che amo tanto”, conclude.
PAGANO: ”BRUTTA PAGINA, MA L’ABRUZZO E’ ANCHE ALTRO”
Una maschera di preoccupazione e sofferenza politica, nel volto del presidente del Consiglio regionale, Nazario Pagano, che si trova a timonare l’assemblea in questa ennesima bufera giudiziaria dopo l’arresto dell’assessore regionale alla Cultura Luigi De Fanis.
Nell’intervista ad AbruzzoWeb ammette che “essendo De Fanis ancora assessore in carica forse c’erano le condizioni” per la misura cautelare ma rivendica anche che “in questi anni molti obiettivi sono stati raggiunti dalla Regione Abruzzo anche in termini di immagine pubblica”, rifiutando l’etichetta di regione maledetta e sperando “che chi è coinvolto dimostri la sua innocenza”.
Presidente, che cosa ha pensato leggendo giornali e agenzie?
Non me lo aspettavo ovviamente, sono molto preoccupato. La giustizia faccia il suo corso, spero che in questo caso De Fanis possa dimostrare la propria estraneità ai fatti che gli sono stati contestati. È ovvio che è un’ennesima, brutta pagina per la Regione Abruzzo e proprio per questo mi auguro che chi è coinvolto dimostri la sua innocenza.
Quest’amministrazione ha avuto due assessori arrestati, la presidente perfino il presidente, vent’anni fa un’intera Giunta. È una regione maledetta politicamente?
I problemi giudiziari non sono presenti solo in questa regione. Per la verità a fronte di questi episodi ci sono tante altre notizie che invece pongono l’Abruzzo come regione di riferimento rispetto ad altre. Non è il caso di parlarne in questo momento ma in questi anni molti obiettivi sono stati raggiunti dalla Regione Abruzzo anche in termini di immagine pubblica.
C’è troppa disinvoltura nell’utilizzo della misura cautelare?
Su questo non sento di dovermi esprimere. Vengono richieste per evitare inquinamento delle prove o fuga. Evidentemente in questo caso il giudice per le indagini preliminari ha ritenuto che vi fosse questo pericolo. Essendo De Fanis tra l’altro ancora assessore in carica forse c’erano le condizioni.
Ci saranno ripercussioni a livello politico?
Mi auguro di no. Se si tratta di un episodio simbolo non bisogna mai far travolgere l’operato di un’intera maggioranza, di un presidente di Regione, di un Consiglio regionale, che si sono a mio giudizio molto ben comportati.
Com’è il clima tra gli altri consiglieri?
È un problema avvenuto, ma dobbiamo andare avanti. Alberto Orsini
”SIAMO TUTTI SHOCKATI, BRUTTA PAGINA CHE NON CI VOLEVA”
“Un’assoluta sorpresa” ma anche “una brutta pagina per la politica, che non ci voleva”.
Questa la valutazione comune dei consiglieri regionali di maggioranza e opposizione dopo l’arresto dell’assessore alla Cultura Luigi De Fanis.
La notizia ha colpito tutti, giunti questa mattina a palazzo dell’Emiciclo per partecipare alla seduta del Consiglio. “Per come lo conosco è una sorpresa – ha detto l’assessore Mauro Febbo (Pdl) – Se l’indagine si riferisce alla legge 43, stando alle indiscrezioni che abbiamo, mi sembra sia una legge poco finanziata quindi rimango sconcertato”.
“Pare che le indagini andassero scorrendo da settimane, non so se fosse realmente necessario questo provvedimento ma stiamo cercando di capire – ha detto Riccardo Chiavaroli, portavoce del gruppo Pdl – Politicamente ciascuno ne risponderà in termini personali, non credo che questo avrà incidenza sulle attività della maggioranza, del Consiglio e della Giunta”.
Secondo Luca Ricciuti (Pdl), invece, “se ci sarà un chiarimento non ci saranno ripercussioni politiche, in caso contrario sicuramente sì” mentre Lorenzo Sospiri (Pdl) non ha voluto commentare, esprimendo solo “dispiacere per un uomo che conosco”.
Uno dei più recenti ingressi in Consiglio, Nicola Mincone (Pdl), ha svelato di aver “incontrato l’assessore De Fanis in questi giorni, lo avevo trovato disponibile e molto tranquillo. Si parlava di programma, di partito, di territori. Ancora un brutto colpo per la politica, aumenta il giudizio negativo dei cittadini”.
Emilio Nasuti, capogruppo del gruppo misto, ha ammesso che “aprire il giornale e Facebook questa mattina ci ha shockato tutti. La Regione e il Consiglio insieme stanno cercando di uscire dal mare mosso della crisi lavorando seriamente – ha aggiunto – queste sono pagine che non dovrebbero essere scritte, ma mi auguro che tutto possa sgonfiarsi”.
Passando all’opposizione, duro l’esponente del Movimento 139 Carlo Costantini, ex Idv: “quando la discrezionalità amministrativa si trasforma in arbitrio si annidano episodi come quelli denunciati, che sono gravissimi. La colpa è di Chiodi – ha attaccato – non può esimersi dall’assumersi le responsabilità che gli competono”.
In vista delle prossime elezioni, il vice presidente del Consiglio regionale Giovanni D’Amico (Pd) ha espresso la speranza che “non ci siano reciproche aspettative, che gli equilibri istituzionali e politici non possano essere determinati da fatti di giustizia. Speriamo che tutto si chiarisca prima”.
Per Gino Milano (Centro democratico), l’accaduto “dovrebbe essere di pungolo a tutti per uscire da una pigrizia su cui ci siamo tutti troppo adagiati e rendere ancora più attenta una presenza che deve essere ulteriormente limpida”.
Il vice presidente vicario del Consiglio regionale, Giorgio De Matteis (Mpa), non ha invece voluto rilasciare alcuna dichiarazione. Alberto Orsini
CHIODI: ACCUSE GRAVI, VALUTEREMO”
“La notizia degli arresti e le accuse formulate sono molto gravi. Nelle prossime ore credo ne sapremo di più e valuteremo il da farsi”.
Lo ha detto il presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, in merito all’arresto dell’assessore alla Cultura, Luigi De Fanis.
“Non ho al momento ulteriori elementi. Spero che gli accusati siano in grado di chiarire la loro estraneità”, conclude.
VENTURONI: “STENTO A CREDERCI”
“Non ho i dettagli ma, conoscendo De Fanis, stento a pensare che possa aver preso soldi per sé, altre cose non le so”.
Così il capogruppo del Popolo della libertà in Consiglio regionale, Lanfranco Venturoni, sull’arresto di De Fanis.
Venturoni è stato il primo assessore della Giunta Chiodi a essere arrestato quando aveva la delega alla Sanità nell’ambito dell’inchiesta “Rifiutopoli” della procura di Teramo.
Dal tono delle parole di Venturoni si capisce che questa per il Pdl e il centrodestra regionale è una giornata nera alla luce del fatto che la nuova bufera giudiziaria che si abbatte sull’Abruzzo arriva con il Popolo della libertà a fortissimo rischio scissione e con una campagna elettorale che sta per iniziare con le elezioni regionali fissate per il 25 e 26 maggio del prossimo anno.
In relazione alle vicende interne al Pdl Venturoni spera che “fino in fondo che non ci si divida, spero Berlusconi ci ripensi, a livello umano credo abbia ragione perché è una vittima del sistema giudiziario, ma far cadere il governo e andare alle elezioni con il Porcellum è politicamente un suicidio”.
PAOLUCCI (PD), ”CULTURA NEL BARATRO, AL VOTO NON OLTRE MARZO. DISPIACE PER DE FANIS”
“Siamo dispiaciuti sul piano umano per la vicenda dell’assessore De Fanis, e ci auguriamo possa spiegare fatti e circostanze e uscire dalla vicenda a testa alta. Ma sul piano politico non possiamo che evidenziare che la cultura abruzzese è precipitata nel baratro e non da oggi: dall’addio a eventi internazionali come il festival di Dacia Maraini alla crisi strutturale delle sistema bibliotecario, la cultura abruzzese sta vivendo uno dei suoi momenti più critici. Noi siamo mobilitati perché si scriva presto un’altra storia: si voti non oltre marzo perché questa nuova storia inizi presto”.
Lo afferma il segretario regionale del Pd Silvio Paolucci.
“Ora ci attendiamo che Chiodi non minimizzi di nuovo – sottolinea Paolucci – perché la verità è che la sua giunta è stata nuovamente travolta. Siamo a pochi giorni dalla fine della legislatura e non sappiamo ancora quando si voterà per calcoli di opportunismo del centrodestra: l’Abruzzo, con Chiodi, sta vivendo una stagione buia che non merita assolutamente. In questi mesi, almeno si abbia il coraggio di scegliere un nome autorevole per guidare l’assessorato alla Cultura, che deve tornare ad essere uno dei motori dello sviluppo economico e sociale della nostra regione con l’augurio che De Fanis torni ad essere l’apprezzato operatore medico che è”.
CIALENTE: ”QUADRO DESOLANTE, CHIODI GUARDI A CASA SUA”
“Proprio ieri Chiodi lanciava accuse orrende all’Aquila. Gli consiglio di guardare a casa sua, prima di parlare delle nostre istituzioni culturali!”.
MASCIA: “PESCARA NON C’ENTRA CON QUESTA VICENDA”
“Mi dispiacerebbe se inopportunamente la vicenda fosse associata a Pescara che, per le celebrazioni dei 150 anni dalla nascita di D’Annunzio, non ha ricevuto alcun finanziamento regionale, nonostante le sollecitazioni”.
Così il sindaco di Pescara, Luigi Albore Mascia, commenta l’arresto dell’assessore regionale alla Cultura, Luigi De Fanis, per reati commessi nell’ambito di alcune iniziative promosse per le celebrazioni per il Vate.
Il sindaco, che dice di non conoscere “ancora i dettagli della vicenda giudiziaria”, nell’ultimo anno, assieme all’amministrazione comunale, ha organizzato, seppur “con risorse esigue”, numerose manifestazioni e iniziative per i 150 di D’Annunzio.
“Abbiamo celebrato l’anniversario con poche risorse, ma mai sottotono – sottolinea – riuscendo a far parlare di noi anche in nazionale”.
PANDOLFI: “INDIGNATA, CHIODI SI DIMETTA SUBITO!”
“Il presidente Gianni Chiodi deve dare le dimissioni immediate. Non si permetta di prolungare ulteriormente il suo mandato, deve andare via subito in segno di scuse verso tutti i cittadini. Questa volta è stato toccato il fondo e l’immagine dell’Abruzzo a livello nazionale è compromessa”.
Parole dure quelle di Lucia Pandolfi, ex sindaco di Montereale (L’Aquila) e attuale presidente della commissione di Vigilanza del Consiglio provinciale dell’Aquila, dopo la notizia dell’arresto dell’assessore regionale Luigi De Fanis, accusato di concussione, truffa aggravata e peculato.
“Un fatto gravissimo – dichiara la Pandolfi – esprimo l’indignazione di tutti i cittadini rispetto a questa politica che è ormai un mero strumento di potere, per di più in un momento in cui la gente soffre sia dal punto di vista economico sia sociale”.
“La cosa ancora più grave – prosegue – è che si tratta di reati contestati all’assessore alla Cultura, un settore che dovrebbe essere il punto nobile di un territorio. Esprimo l’indignazione anche di tutte quelle associazioni che lavorano sui territorio, che affrontano problemi economici e lavorano sempre più spesso solo grazie alle loro forze e volontà, e che se è vero quello che si legge sui giornali, potrebbero essersi viste rifiutare i contributi perché non entrati in un determinato sistema”.
“Tempo fa l’arresto di Lanfranco Venturoni, allora assessore alla Sanità. Questa volta Chiodi deve prendersi le sue responsabilità e dimettersi”, conclude. (e.m.)




