L’AQUILA – Esplode la polemica in Abruzzo sul rischio default della Regione a causa del pesante deficit sanitario, ormai fuori controllo, con lo spettro di un nuovo commissariamento.

Dopo le notizie anticipate da AbruzzoWeb (Qui il link) sulla richiesta di aiuto a Roma da parte della maggioranza di centrodestra a trazione Fratelli d’Italia guidata dal meloniano Marco Marsilio, sono tornate alla carica le opposizioni del centrosinistra, e in particolare il Pd.

Per il deputato Pd Luciano D’Alfonso: “Una Regione che chiede intercessioni di Governo per ottenere una deroga all’accantonamento obbligatorio delle somme destinate a coprire il deficit sanitario deve dare prova di tre qualità: capacità di programmazione nel tempo quale impegno al recupero di quel buco; parsimonia e oculatezza nella gestione delle spese collaterali; senso di responsabilità. L’Abruzzo del governo marsiliese, delle mance festivaliane, della sanità allegra, degli ospedali lasciati aperti ma senza medici e infermieri, dei serpenti notturni e dei voli dannunziani, degli annunci strutturali e delle opere incompiute, è arrivata al red rationem: è purtroppo manchevole sotto tutti i punti di vista, ed è prevedibilmente costretta a elemosinare l’ennesimo rapporto amicale romano per evitare un commissariamento ormai non più rinviabile”. (Qui il link)

Secondo il capogruppo Pd in Consiglio regionale, Silvio Paolucci: “La disperata richiesta del presidente Marsilio al governo Meloni per evitare il default della Regione Abruzzo è la fotografia più nitida e impietosa del fallimento totale della destra nella gestione della sanità e dei conti pubblici. Dopo anni di trionfalismi, annunci roboanti, propaganda e bugie, oggi emerge ciò che abbiamo denunciato per tempo e da anni: che lo sfascio della sanità avrebbe travolto la stabilità finanziaria e messo a rischio oltre al diritto alla salute degli abruzzesi, anche tutto il resto del bilancio regionale. Il buco da 126 milioni di euro, che ora Marsilio tenta di nascondere chiedendo una deroga al governo amico, non è piovuto dal cielo. Oggi siamo arrivati al punto che la Regione Abruzzo non riesce neppure a presentare il bilancio senza chiedere a Roma un salvagente politico. E questo perché nel 2026 si parte già con 126 milioni da accantonare, un macigno che la destra ha creato e ora prova ad aggirare con manovre mai viste prima”. (Qui il link)