L’AQUILA – La Provincia dell’Aquila con un’ordinanza del dirigente Francesco Bonanni ha chiuso al transito con effetto immediato 4 strade e disposto il divieto di transito ai veicoli su 2 ruote (biciclette e motocicli) per altre 25, diventate pericolose a causa delle buche.
Il provvedimento arriva dopo l’incidente mortale di domenica scorsa in cui ha perso la vita un centauro molisano di 40 anni, Angelo Pascale, sulla strada provinciale tra Barrea e Alfedena, nel cuore del Parco nazionale d’Abruzzo, e che ha fatto tornare d’attualità il tema della pericolosità delle strade dell’Alto Sangro, e in generale in tutta la provincia.
Pascale ha preso una buca finendo fuori strada, l’impatto contro il guardrail è stato fatale, a nulla sono valsi i tentativi di rianimarlo degli altri motociclisti che erano con lui, tra i quali anche il fratello.
Proprio oggi, intanto, sono partiti i lavori di sistemazione delle strade Sr 479 “Sannite” e Sr 83 “Marsicana”, mentre due settimane fa sono iniziati i lavori su una serie di strade grazie all’approvazione definitiva del Dup e del bilancio 2018-2020 da parte dell’assemblea dei sindaci e poi del Consiglio provinciale, con la convalida degli atti firmati dal presidente Angelo Caruso che ha stanziato per la viabilità oltre 18 milioni di euro.
Il consigliere provinciale e comunale dell’Aquila dell’Italia dei valori, Lelio De Santis, ha intanto presentato un’interrogazione urgente al presidente “per verificare con la struttura tecnica la reale condizione di pericolo delle diverse strade e poi revocare l’ordinanza in questione”.
“Sta suscitando critiche giustificate e reazioni allarmate l’ordinanza con la quale il presidente Caruso, ha deciso la chiusura di numerose strade di propria competenza, con il divieto di transito per ciclisti e motociclisti, come la 83 Marsicana e la 479 Sannite, la 105 di Montecabbia e la 106 delle Capannelle, per ragioni inerenti allo stato di scarsa manutenzione delle stesse”, dice De Santis in una nota.
“Si tratta di strade tra le più amate e frequentate dagli appassionati e dai turisti, che vanno alla scoperta dei borghi e delle bellezze naturalistiche dell’Abruzzo interno e che riempiono le località turistiche, soprattutto nel fine settimana e nei periodi particolari, come quello del ponte del primo maggio”, aggiunge,
“Impedire all’improvviso, anche se per ragioni di tutela dell’Ente, il transito delle centinaia e centinaia di turisti su queste strade che portano alle diverse e desiderate mete turistiche dell’Aquilano,è un vero schiaffo al desiderio di un turismo pulito e verde ed un duro colpo all’economia agonizzante delle zone interne”, continua il consigliere.
Secondo De Santis, “è urgente che siano attivate tutte le procedure tecniche ed amministrative per l’affidamento dei lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria delle suddette strade, considerato che il Bilancio Preventivo 2018, appena approvato all’unanimità, prevede tutte le risorse finanziarie necessarie allo scopo”.
“Certamente, non è possibile che le pubbliche amministrazioni siano di freno allo sviluppo del territorio, invece di essere il motore delle iniziative, favorendo i collegamenti e la promozione delle zone interne, di cui tanti si riempiono la bocca e per le quali pochi fanno azioni concrete!”, conclude.
La decisione di chiudere le strade fa insorgere anche gli amanti delle due ruote, che con il presidente dell’associazione Motociclisti aquilani Massimiliano Mari Fiamma annunciano che “chiameremo a raccolta tutti i motociclisti per azioni di protesta che renderanno evidenti a tutti gli abusi che questa amministrazione, praticamente sparita tanto che il suo vertice non è elettivo ma di sola nomina, sta producendo non solo con questo provvedimento, ma con la totale incuria che, fino ad oggi ha contraddistinto le strade provinciali”.
Il provvedimento di chiusura di molte strade abruzzesi, per Mari Fiamma “è giunto come un fulmine a ciel sereno proprio nelle settimane dei ponti di primavera, è un documento iniquo, inaccettabile e del tutto arbitrario”.
“Il presidente Carusom che lo ha sbandierato fiero come fosse una iniziativa a favore della sicurezza, senza curarsi minimamente dei risvolti sociali ed economici per le zone già depresse e spopolate a seguito dei sismi che si sono succeduti, ha proceduto, d’intesa con il dirigente Bonanni, ad operare un discrimine tra gli utenti della strada a quattro e quelli a due ruote, come se questi ultimi non pagassero il bollo (regionale) e le tasse più alte d’Europa”, continua Mari Fiamma nella nota.
E come Federazione motociclisti Mari Fiamma ha intenzione di promuovere un ricorso legale, “tirando in ballo i sottoscrittori e gli estensori in prima persona, che chiameremo a rispondere personalmente dei danni provocati, ma non sarà questa l’unica azione che l’imposizione strumentale produrrà”.
Per il presidente dell’associazione, “il solo scopo di questo provvedimento è l’autotutela di chi lo ha emanato a scapito dell’intera comunità e che con la sventolata sicurezza non c’entra proprio nulla”.
“Auspicando un rapido ritiro della delibera ed un più ragionato procedimento di rifacimento del manto stradale, ci dichiariamo pronti sia al dialogo che alla lotta fino al raggiungimento del traguardo sperato”, ha concluso.
Preoccupati dai contraccolpi all’economia locale molti operatori delle aree interessate dall’interdizione del traffico motociclistico.
“Lo scorso week-end abbiamo avuto circa 200 motociclisti e ormai, da quando c’è stato il terremoto, è l’unico tipo di introito sul quale possiamo contare”, dice ad AbruzzoWeb Serenella Masci, che gestisce il Ristorante Serena sul lago di Campotosto, facendosi portavoce degli operatori della zona. “Questi posti, una volta meta di villeggianti anche settimanali, adesso vengono scelti solo come meta di passaggio e se chiudono le strade al transito di bici e moto, noi siamo condannati alla rovina!”.
“Stiamo tentando di ricominciare a fatica dal disastro causato dal terremoto e dallo scorso inverno, chiudere una strada, invece di riparare le buche per noi è la fine! Viviamo solo di questo, non abbiamo altro e veramente non so davvero adesso cosa pensare!”, aggiunge.






