BRUXELLES – “Qui al Parlamento europeo c’è una tensione fortissima, abbiamo dovuto annullare tutte le corse con l’aeroporto. Pochi minuti dopo l’attentato ho ricevuto decine di telefonate dall’Abruzzo e dall’Italia, ma le notizie sono ancora frammentarie. L’impressione che qui si respira è che i terroristi hanno sferrato un attacco al cuore dell’Europa”.

A parlare è Francesco Blasioli, giovane di Montesilvano (Pescara), che lavora con una società privata, proprio nella sede del Parlamento europeo, nel quartiere di Etterbeek, a poche ore dal tremendo attentato dall’aeroporto di Bruxelles, che da un primo macabro bilancio avrebbe provocato decine di morti e moltissimi feriti.

Esplosioni anche alla fermata della metropolitana di Maalbek, a pochi passi dalla sede della Commissione europea e secondo fonti, anche alla fermata Schumann, davanti la sede del Parlamento europeo. Blasioli ha fondato un gruppo facebook “Abruzzesi a Bruxelles”, nato per far arrivare gli arrosticini autentici dall’Abruzzo, visto che in Belgio sono introvabili. e che in queste drammatiche ore serve invece per comunicare e scambiare informazioni, per sincerarsi dello stato di salute di amici e conoscenti.

“Molte persone – spiega Blasioli – mi hanno contattato dall’Abruzzo già dopo pochi minuti dalle prime notizie dell’attentato. So che ci sono degli italiani che lavorano in aeroporto, ma non sarebbero stati coinvolti, ora stanno affrontando la drammatica emergenza. Dai contatti con i miei corregionali non mi risulta che ci siano stati vittime e feriti abruzzesi e italiani, ma le mie sono ovviamente notizie frammentarie e parziali, in una situazione in continua evoluzione”.

“La stazione di Schuman – aggiunge Blasioli – è giusto dall’altra parte della strada da dove mi trovo ora, al Parlamento europeo, e viene chiusa in occasione di incontri importanti nelle sedi europee, è sempre presidiata da militari, eppure proprio poche ore fa è stata colpita da un attentato…”.

Blasioli racconta poi della tensione e preoccupazione che in città si vive per i rischi sempre incombenti di attentati terroristici di matrice islamica, acuite dopo la cattura, quattro giorni fa, dell’ultimo degli attentatori di Parigi, Salah Abdeslam, che stava pianificando nuovi attacchi. Ancora latitante è poi Najim Laachraoui, che avrebbe realizzato le cinture esplosive per la strage del 13 novembre.

“Vivo qui da qui da due anni – racconta Blasioli – e da qualche mese ho conosciuto una città sotto assedio, che convive con la paura. Ci sono molti militari in giro, dopo l’attentati di Parigi. Tutti gli gli edifici sensibili sono presidiati. Ma la vita scorreva tutto sommato tranquilla. La tensione la respiravi solo intorno al quartiere islamico di Moleembeek, che è per così dire una città nella città, un mondo a parte”.