SULMONA – “Condividiamo la decisione di utilizzare l’esercito per presidiare il perimetro della casa di reclusione di Sulmona. Con il rientro nelle prossime settimane di buona parte dei detenuti di peso usciti per il rischio coronavirus, potrebbe ricambiare uno scenario già molto teso. In molte carceri lo Stato non ha il controllo e da queste potrebbero ripartire violente proteste”. 

Lo ha detto il segretario generale del sindacato di polizia penitenziaria S.PP. Aldo Di Giacomo, per il quale “è una scelta da esportare ad altri istituti penitenziari della penisola”. 

Di Giacomo ha poi ricordato che il carcere di Sulmona conta circa 400 detenuti, di cui 75 al regime 41bis e il resto in alta sicurezza. Grazie al contributo dell’esercito, sono 30 i militari impegnati nel controllo dell’area esterna del penitenziario 24 ore su 24, 5 per turno. “Così si recupera personale di polizia penitenziaria da utilizzare dentro l’istituto – ha aggiunto – A nostro avviso, il rischio sommosse nelle nostre carceri non è del tutto debellato. L’aiuto dell’esercito da solo non basta per riportare l’ordine e la disciplina all’interno delle carceri Italiane, servono nuove norme”.