PESCARA – “Completamente inaccettabile”, per il Forum abruzzese dei movimenti per l’acqua, la “singolare soluzione” immaginata per Bussi e per la cosiddetta megadiscarica dei veleni di Bussi (Pescara) dal commissario governativo Adriano Goio.

Gli ambientalisti si chiedono “come sia stato possibile anche solo avanzare tali idee”, da rigettare “senza se e senza ma”, e lanciano un appello al sottosegretario di Stato Giovanni Legnini affinché intervenga.

Il progetto in questione prevede la bonifica delle cosiddette ‘aree a monte’, tra il nucleo industriale e il paese, anche all’interno dell’ex-stabilimento Medavox. Ovvero, come ha dichiarato Goio ad AbruzzoWeb, rimozione rifiuti pericolosi portati poi altrove, realizzazione discarica per materiali non pericolosi, pompaggio e ripulitura dell’acqua di falda inquinata, reliazzazione all’interno dello stabilimento Medavox, dopo la ripulitura dei sottoservizi, di uno zoccolo di calcestruzzo impermeabilizzato.

Progetto che non piace neanche un po’ al forum. “L’obiettivo – hanno infatti sottolineato in conferenza stampa Augusto De Sanctis, Renato Di Nicola ed Elisabetta Vespasiani – dovrebbe essere il totale risanamento delle aree e il corretto utilizzo dei 50 milioni di euro di fondi pubblici disponibili”.

“Bonifica vuol dire rimuovere le cause dell’inquinamento, le fonti di contaminazione. Invece di curare la malattia si cerca in larga parte di intervenire solo sui sintomi, peraltro con strumenti e iniziative di difficile attuazione anche nel medio e lungo periodo, data la complessità del sito e delle tipologie di inquinanti”.

Gli ambientalisti poi hanno illustrato contenuti e limiti della proposta di Goio. “Una ‘bella’ soletta di cemento sopra una parte dei terreni inquinati dell’area industriale che continueranno con alta probabilità a contaminare l’acqua di falda; il trattamento dei cancerogeni nelle acque sotterranee si fa quindi ‘a valle’ dando per scontato che la falda debba continuare a essere inquinata – hanno aggiunto – arriva a Bussi la mega-discarica per rifiuti speciali, anche industriali; sulla discarica tossica più grande d’Europa, la Tremonti, nulla, quando si tratta di un’area prioritaria per la tutela della salute e la prevenzione; niente sulla riperimetrazione del Sito Nazionale per la Bonifiche per escludere aree non inquinate che pure esistono e sono state segnalate”.

“Chiediamo, anche per una forma di giustizia sociale considerato il danno sopportato dalla comunità a fronte del cosiddetto ‘sviluppo industriale’ – hanno affermato gli ambientalisti – che vengano tutelati gli interessi di tutti i cittadini della Valpescara, Chieti e Pescara comprese, assicurando la bonifica integrale del sito senza gravare il futuro delle aree da vincoli di qualsiasi tipo, come quelli derivanti dalla discarica”.