L’AQUILA – Il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, chiederà l’intervento del Difensore Civico “per riportare un po’ di equità” nella vicenda delle bollette del gas nel progetto case, a parità di spazio più salate per gli inquilini del piano terra rispetto a quelli del primo e secondo piano.
Lo rende noto in un intervento lo stesso primo cittadino, indagato dalla Corte dei conti insieme ad altri amministratori per il mancato invio delle bollette delle utenze al progetto C.a.s.e..
Lo stesso difensore civico, però, si è espresso nei giorni scorsi duramente contro il metodo di calcolo utilizzato dall’amministrazione per le bollette inviate agli inquilini.
“Come tutti potranno vedere dalle accurate tabelle emerge che, da tutte le piastre, tutte, i mille e 500 nuclei familiari che hanno avuto la sfortuna di vedersi assegnati gli appartamenti al pian terreno degli edifici C.a.s.e. hanno pagato 1 milione e 300 mila euro in più rispetto a quelli del primo piano e un milione e mezzo in più rispetto a quelli del secondo – spiega Cialente – Questo per le caratteristiche costruttive degli edifici, per cui, di fatto, chi è al piano terra, scaldando il proprio ambiente scalda anche quello al piano di sopra. Si tratta di un dato scientificamente provato e misurato”.
“Sarebbe pertanto, a mio avviso, questo sì, un fondamento ingiusto e su questo richiamerò l’attenzione del difensore civico”, sottolinea Cialente che conclude annunciando che “fra oggi e domani pubblicheremo sul sito istituzionale del Comune dell’Aquila i dati emersi dalla misurazione, precisa e accurata (per quanto possibile, visto il mal funzionamento o addirittura il sabotaggio di molti contatori), relativi ai consumi registrati dai singoli appartamenti”.





