L’AQUILA – ‘Ndrangheta e calcioscommesse. L’ennesimo ciclone si abbatte sul calcio italiano con lo scandalo delle partite truccate che va a colpire la stagione in corso della Lega Pro e della serie D, arrivando fino all’Aquila con l’arresto del direttore sportivo Ercole Di Nicola.

La Polizia di Stato ha eseguito decine di fermi a livello nazionale nei confronti di calciatori, dirigenti e presidenti di club. L’accusa è associazione a delinquere finalizzata alla frode sportiva.

Una vasta operazione, che prende le mosse dagli ordini emessi dai magistrati della Dda, la Direzione distrettuale antimafia, presso la procura di Catanzaro. Ben 50 sono i fermi disposti dagli inquirenti mentre 70 risultano essere le persone indagate nell’ambito dell’inchiesta che trae origine da una cosca calabrese legata alla ‘ndrangheta.

Dei personaggi legati al calcio abruzzese, oltre a Di Nicola, direttore sportivo dell’Aquila Calcio, ci sono anche Gianni Califano, ex bomber del Giulianova e del Chieti, attuale ds del Monza e in passato direttore tecnico dei rossoblù sotto la presidenza di Elio Gizzi, ed Enzo Nucifora, negli anni passati già direttore sportivo del Pescara e del Chieti.

In casa rossoblù bocche cucite se si eccettua la presa posizione del vice presidente, Massimo Mancini. Il numero uno del club, Corrado Chiodi, amareggiato e sorpreso, parla con i cronisti ma non rilascia dichiarazioni ufficiali. (e.m.)

QUATTRO VITTORIE TRUCCATE: ECCO QUALI

Le partite di Lega Pro abruzzesi sulle quali gli investigatori e gli inquirenti hanno accertato le combine che sarebbero state realizzate nel corso della stagione 2014-2015 dalle due distinte associazioni scoperte con l’operazione di oggi sono Santarcangelo-L’Aquila 0-1; L’Aquila-Savona 1-0; L’Aquila-Tuttocuoio 1-0; L’Aquila-Santarcangelo 2-1.

LA SQUADRA MOBILE: “DA DI NICOLA FRODI CONTINUE”

“Il diesse dell’Aquila, Ercole De Nicola, si fa intervistare ogni giorno e poi fa frodi continue, compra le partite ma il fine ultimo è la scommessa, si fa finanziare le partite dai serbi. De Nicola l’abbiamo arrestato stanotte mentre giocava al Casinò di Venezia”.

Così, secondo quanto riportato da Tuttolegapro, il capo della squadra Mobile di Catanzaro, Rodolfo Ruperti, sulla posizione del responsabile dell’area tecnica dell’Aquila Calcio, Ercole Di Nicola, nel corso della conferenza stampa a seguito dell’inchiesta della direzione distrettuale antimafia di Catanzaro.

DI NICOLA FERMATO A VENEZIA. C’E’ PREOCCUPAZIONE TRA I TIFOSI

Il direttore sportivo dell’Aquila calcio, Ercole Di Nicola, originario di Atri (Teramo) da sette anni è responsabile dell’area tecnica della società rossoblù a lungo in lizza per i play off della Lega Pro.

Secondo quanto si è appreso da fonti investigative, è stato fermato nelle prima ore della mattina a Venezia.

Di Nicola sarebbe considerato uno degli uomini chiave dell’inchiesta.

Sempre secondo le prime informazioni, non ci sono indagati tra i rappresentanti della proprietà dell’Aquila calcio e tra il resto della dirigenza, il che significa che L’Aquila come società non è coinvolta a livello penale.

Bisognerà capire cosa succederà a livello di giustizia sportiva. In questo senso c’è molta preoccupazione tra i tifosi.

LA FAMIGLIA A DI NICOLA: “SIAMO CON TE”

“Siamo con te”. Questo, secondo quanto riferito dall’avvocato teramano Libera D’Amelio, il breve messaggio del telegramma che la famiglia del responsabile tecnico dell’Aquila Calcio, Ercole Di Nicola, ha fatto recapitare al dirigente, arrestato in carcere a Venezia come una delle figure chiave dell’associazione criminale scoperchiata nel nuovo scandalo calcioscommesse, con 50 fermi disposti dal giudice dopo le indagini della direzione distrettuale antimafia di Catanzaro.

“Sono serena, sto aspettando di leggere le carte per partire, già forse domani pomeriggio, e colloquiare con il mio assistito che non ha divieti e può parlare con me – spiega – Le imputazioni sono pesanti, ma conosco Ercole e sono fiduciosa che possa dimostrare, anche se non sarà facile, la propria estraneità”.

L’avvocato spiega come sia “la prima volta che affronto una vicenda calcioscommesse di queste dimensioni, ci sono intercettazioni puntuali, ma insieme studieremo una strategia. La convalida dell’arresto e l’interrogatorio di garanzia ci saranno per rogatoria”.

Secondo quanto si è appreso, nei giorni scorsi Di Nicola era stato a Venezia con la famiglia mentre questa mattina al momento delle manette era da solo.

”PANTERA” DELLA POLIZIA SOTTO LA SEDE DEL CLUB

La questura dell’Aquila ha inviato un’auto sotto la sede del club calcistico come misura di prevenzione su eventuali proteste da parte di tifosi nei confronti della società.

La tifoseria, per ora, non ha preso posizione sull’inchiesta sul calcioscommesse della direzione diestrettuale antimafia di Catanzaro che ha portato all’arresto del capo dell’area tecnica, Ercole Di Nicola.

I dirigenti rossoblù sono ancora impegnati nel summit per decidere la strategia per affrontare una vicenda che mette a rischio la categoria, la Lega Pro, conquistata tre anni fa.

L’OMBRA DELLA ’NDRANGHETA 

I poliziotti del Servizio centrale operativo e della squadra mobile di Catanzaro stanno operando nelle province di Catanzaro, Cosenza, Reggio Calabria, Bari, Napoli, Milano, Salerno, Avellino, Benevento, L’Aquila, Ascoli, Monza, Vicenza, Rimini, Forlì, Ravenna, Cesena, Livorno, Pisa, Genova e Savona. Fra i personaggi coinvolti nell’indagine, oltre a calciatori ed ex, presidenti e dirigenti di club, figurano anche soggetti stranieri, un presunto appartenente alla cosca Iannazzo, potente clan della ’ndrangheta operante nella provincia di Lamezia Terme, e un poliziotto.
 
I CLUB COINVOLTI 

Sarebbero almeno una trentina i club coinvolti nel giro di partite truccate di Lega Pro e Serie D scoperto dalla polizia. Tra di essi Pro Patria, Barletta, Brindisi, L’Aquila, Neapolis Mugnano, Torres, Vigor-Lamezia, Santarcangelo, Sorrento, Montalto, Puteolana, Akragas e San Severo. Ci sarebbero quindi le cosche calabresi dietro alcune delle presunte combine di partite dei campionati di Lega Pro e Cnd venute alla luce con l’inchiesta. Ad alcuni indagati vengono contestate le aggravanti mafiose e transnazionali. L’inchiesta ha preso il via grazie alle intercettazioni di Pietro Iannazzo, ritenuto elemento di vertice dell’omonima cosca che opera a Lamezia Terme, arrestato giovedì scorso in una operazione della polizia contro la ’ndrina.

I NOMI DEI 50 ARRESTATI

Questi i nomi delle 50 persone arrestate nell’ambito dell’operazione della Dda di Catanzaro sul calcioscommesse.

Antonio Ciccarone (Direttore Sportivo del Neapolis); Mario Moxedano (Presidente del Neapolis); Francesco Molino (Direttore Sportivo del Comprensorio Montalto Uffugo); Antonio Palermo(Dirigente del Comprensorio Montalto Uffugo); Raffaele Moxedano (figlio di Mario e calciatore del Neapolis); Pasquale Izzo (Calciatore della Puteolana); Emanuele Marzocchi (Calciatore della Puteolana); Salvatore Astarita (ex calciatore dell’Akragas); Savino Daleno (ex calciatore e consulente di mercato del Brindisi); Antonio Flora (Presidente del Brindisi); Giorgio Flora (Vice Presidente del Brindisi); Vito Morisco (Direttore Generale del Brindisi); Ercole Di Nicola (Direttore Sportivo dell’Aquila); Vincenzo Nucifora (ex Direttore Sportivo della Torres); Fabio Di Lauro (ex calciatore e imprenditore); Aleksander Brdanin (presunto finanziatore di combines); Uros Milosavljevic (presunto finanziatore dicombines); Milan Jovicic (presunto finanziatore dicombines); Daniele Ciardi (magazziniere del Santarcangelo calcio); Enrico Malvisi (Imprenditore); Marco Guidone (calciatore Santarcangelo); Francis Obeng (calciatore Santarcangelo); Mohamed Lamine Traorè (calciatore Santarcangelo); Giacomo Ridolfi (calciatore Santarcangelo); Mauro Ulizio (ex Direttore Generale del Monza calcio); Massimiliano Carluccio (socio occulto e dirigente “di fatto” del Pro Patria); Marcello Solazzo (uomo di fiducia di Carluccio Massimiliano); Andrea Ulizio (figlio di Mauro, calciatore del San Marino ed ex del Pro Patria); Ala Timosenco (legata a Fabio Di Lauro e intermediaria / traduttrice con i serbi); Erikson Aruci (collaboratore di Fabio Di Lauro e legato ad Andrea Ulizio); Adolfo Gerolino (ex calciatore del Pro Patria); Vincenzo Melillo (calciatore del Pro Patria); Marco Tosi (ex allenatore del Pro Patria); Stefano Benini (uomo di fiducia di Carluccio); Alberto Scarnà (Sovrintendente della Polizia di Stato e uomo di fiducia di Fabio Di Lauro); Maurizio Antonio Pagniello (ex calciatore, ex Presidente del Trento 1921); Ioana Delia Dan (interprete al servizio di Mauro Ulizio); Raffaele Pietanza (uomo di fiducia di Carluccio e Solazzo); Diego De Palma (imprenditore, co-finanziatore dicombines e uomo di fiducia di Fabio Di Lauro); Raffaele Poggi (co-finanziatore dicombines; uomo di fiducia di Enrico Malvisi); Edmond Nejaku (imprenditore, presunto finanziatore di combines e scommettitore); Gianni Califano (Direttore Sportivo del Monza); Bruno Califano (padre di Gianni Califano); Massimo Cenni; Ninni Corda (Allenatore del Barletta calcio); Fabrizio Maglia (Direttore Sportivo della Vigor Lamezia); Felice Bellini (ex direttore sportivo del Gudja United Malta e attuale dirigente responsabile marketing della Vigor Lamezia); Robert Farrugia (presunto finanziatore di combines); Adrian Farrugia (presunto finanziatore di combines); Sebastiano La Ferla (uomo di fiducia di Felice Bellini).