L’AQUILA – Le dimissioni degli attuali vertici dell’Enel da rassegnare subito dopo aver disposto di destinare ai cittadini duramente colpiti dai disagi un primo ristoro, milionario, pari al 50 per cento del prossimo anticipo dei dividendi dei soci della società.

E’ la perentoria richiesta  messa nero su bianco in un documento sottoscritto all’unanimità da tutte le forze politiche di maggioranza e opposizione, al termine della riunione dei capigruppo del consiglio regionale abruzzese.

Questa dunque la risposta della Regione Abruzzo, all’emergenza  creata dalla mancanza di energia elettrica per nove giorni e con punte di 100 mila utenze al buio, nei giorni drammatici delle imponenti nevicate che hanno messo in ginocchio buona parte del territorio abruzzese, a cui si sono aggiunte le violente scosse di mercoledi 18 gennaio nell’alto Aterno. Giorni segnati anche dalla tragedia della slavina che ha travolto l’hotel Rigopiano, dove nelle ore in cui si firmava il documento si continuano a tirare fuori morti dalle macerie. Ad oggi nel teramano sono ancora 3 mila le utenze senza corrente.

A proporre un documento di questo tenore era stato nelle ore scorse Paolo Gatti di Forza Italia, e poi stato fatto proprio da tutto il Consiglio.

Duri i contenuti del documento, che fa seguito alle veementi proteste di sindaci e cittadini per il prolungato black out, e che ora sarà inviato all’attenzione del presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, e al Ministero dello sviluppo economico.

“I vertici dell’Enel – si legge nel documento –  hanno dapprima sottovalutato e poi minimizzato gravemente quanto accaduto, ogni volta affermando e assicurando la risoluzione dei problemi ogni 24, 48, e 72 ore”.

Mentre invece “sono rimaste disalimentate decine di migliaia di persone almeno 5 giorni, e molte alte migliaia ameno 7 mila nella provincia di Teramo e duemila nella provincia di Pescara, per ben nove giorni, spesso in zone isolate e colpite in modo particolare dalle nevicate e dagli eventi sismici”.

Per la Regione insomma, è stata “evidentemente pessima la gestione dell’emergenza sia in fase preliminare sia nella fase di informazione ai cittadini e alle istituzioni, sia nella gestione delle operazioni, con ritardi inaccettabili per un paese moderno nel terzo millennio”.

Si fa notare che”mai nella storia del nostro Paese si era verificata una circostanza di tale durata nell’interruzione del servizio”.

Da qui la richiesta di dimissione dei vertici dell’Enel, e di un cospicuo ristoro economico, pari al 50 per cento dei dividendi previsto per i soci a valere dall’esercizio 2016, “ovviamente aggiuntivo rispetto ai normali indennizzi previsti per i piccoli disagi”, si precisa.

Nel documento si chiede anche di conoscere in tempi brevi “il piano di ammodernamento  della rete per la regione Abruzzo, così come aggiornato alla luce degli eventi di questi giorni”.

La Conferenza ha espresso la volontà di sentire a breve il Sottosegretario regionale alla Protezione Civile, Mario Mazzocca, per riferire circa lo stato dell’emergenza e per fare un preciso quadro degli interventi messi in campo.

La Conferenza dei Capigruppo rimane aperta in convocazione permanente allo scopo di monitorare costantemente la situazione e agire tempestivamente. 

A sottoscrivere il documento, condiviso comunque da tutte le forze politiche anche quelle assenti, Alberto Balducci del Pd,  Maurizio Di Nicola del Centro Democratico, Lucrezio Paolini dell’Italia dei valori, Lorenzo Berardinetti e Alessio Monaco di Regione Facile per la maggioranza,  Lorenzo Sospiri e Gatti di Forza Italia, Giorgio D’Ignazio, del Nuovo centro destra, Mauro Di Dalmazio, di Abruzzo Futuro  Leandro Bracco di Sinistra italiana.