BOLOGNANO – Sarà lutto cittadino a Bolognano (Pescara) nel giorno dei funerali del bambino di 10 anni morto all’ospedale pediatrico Meyer di Firenze.

Lo dice all’Ansa il sindaco Silvina Sarra, dopo che la Giunta comunale ha approvato l’apposita delibera.

Il piccolo, L.F., residente con la famiglia nella frazione di Piano d’Orta, non è sopravvissuto ad un intervento di chirurgia vertebrale, il secondo subito nel giro di poche settimane.

Sgomento e dolore nel piccolo comune del Pescarese.

Non è ancora nota la data dei funerali: si attende che la salma venga riconsegnata ai familiari.

I genitori del bimbo, infatti, hanno presentato un esposto e la procura ha subito aperto un fascicolo, disponendo l’autopsia, che era già stata richiesta dall’ospedale.Il piccolo era stato ricoverato per un delicato intervento neurochirurgico, ma i medici del Meyer in sala operatoria, una ventina di giorni fa, avevano avuto la sensazione che il bambino fosse affetto da una ben più grave patologia.

Per questo l’operazione era stata sospesa e il bimbo era stato riportato in reparto.

Durante la degenza era stato sottoposto a numerose indagini diagnostiche, comprese quelle genetiche, per verificare l’origine della patologia.

La settimana scorsa le sue condizioni sarebbero peggiorate e i sanitari avrebbero deciso di sottoporlo a un secondo intervento che, però, lui non è riuscito a superare: ricoverato nel reparto di rianimazione è morto sabato.

APERTA UN’INCHIESTA

Non ci sono indagati nel fascicolo aperto dalla procura di Firenze per la morte del bimbo, originario della provincia di Pescara, 10 anni, deceduto sabato scorso dopo un intervento chirurgico all’ospedale pediatrico Meyer di Firenze.

Eventuali responsabilità da parte dei medici saranno ipotizzate dagli inquirenti solo alla luce all’esito dell’autopsia, che sarà eseguita domani.

Il fascicolo è stato aperto a seguito di un esposto presentato dai familiari del bimbo, dal quale tuttavia non emergerebbero profili di responsabilità.

Nel documento, i familiari si sarebbero limitati a chiedere di capire che cosa sia accaduto.

Secondo quanto appreso, l’intervento chirurgico non era stato prospettato loro come rischioso per la vita del bimbo, che sarebbe stato affetto da gravi patologie.