L’AQUILA – Il bilancio di previsione della Regione è fortemente a rischio per colpa del “pizzino” che la Lega, azionista di maggioranza del centrodetra, ha preteso, in extremis, anzi a documento approvato due giorni prima, venisse inserito nella delibera di giunta che guida l’intero procedimento.

Atto che centrosinistra e Movimento Cinque Stelle sono pronti a inviare alla Corte dei Conti, per le necessarie verifiche.

Lo scontro su questa anomalia, per le opposizioni “una irregolarità commessa da una maggioranza lacerata dopo neppure un anno di governo della Regione”, è andato avanti, così come nei quattro giorni precedenti, anche oggi, durante i lavori di commissione. Lavori che si sono conclusi, dopo altre puntate in cui la tensione e le urla l’hanno fatta da padrone, intorno alle 21, nonostante la scadenza contingentata alla mezzanotte, con un nulla di fatto: legge stabilità e bilancio non sono stati votati dalla commissione e saranno al vaglio del Consiglio regionale senza il parere dell’organismo.

Per dirla con le parole del centrosinistra, “il centrodestra si è dovuto arrendere” alla luce degli oltre 5mila emendamenti presentati dallo stesso centrosinistra (molti meno per la verità con il numero maggiore ascrivibile al M5S) contro un bilancio viziato da illeggittimità che non ha una visione strategica.

E viste le premesse la rissa è solo rinviata al consiglio contesto nel quale si annunciano altri durissimi scontri.

Oggi, prima dell’intesa trovata in serata in cui la maggioranza ha cercato, senza esito, un accordo con le minoranze, la tensione ha vissuto il suo acme nel faccia a faccia, durissimo, tra il pentastellato Domenico Pettinari e il direttore del dipartimento Bilancio e Risorse umane, Fabrizio Bernardini, chiamato in audizione.

Già, perché la vicenda dei “pizzini” ha tutti i contorni di un vero e proprio giallo e quasi come tale è stata trattata. L’atto nel mirino è il 789/C dello scorso 12 dicembre.

Quella con cui l’esecutivo, riscontrando alcuni errori materiali, corregge il precedente (786/C del 10 dicembre): la norma che regola le disposizioni finanziarie per la redazione del bilancio di previsione (legge di Stabilità) e del bilancio vero e proprio.

L’atto “madre”, insomma. Ebbene, la giunta il 12 dicembre si è riunita, dopo averlo fatto anche il 10, per mettere mano a errori materiali. In quella sede, però, la Lega aveva preteso l’introduzione di una sorta di emendamento per finanziare quattro proposte di legge: “Abruzzo regione del benessere”, per 550 mila euro, disposizioni in materia di prevenzione e contrasto di bullismo e cyberbullismo (100 mila euro), norme a tutela dei coniugi separati (150 mila euro), disposizioni per le persone anziane vittime della criminalità (200 mila euro).

Tutti progetti di legge che neanche hanno cominciato il loro iter in commissione. E qui la prima stranezza: l’opposizione sostiene che è incostituzionale finanziare progetti di legge ex novo con la Stabilità. Il caso vero e proprio, però, è esploso sul doppio foglio scritto a penna e diventato parte integrante della delibera. Il primo risulta “sbarrato” e, dunque, presumibilmente annullato. Il secondo contiene un emendamento che introduce, nell’articolato, il punto 2bis che rimanda a un emendamento poi non recepito nell’allegato bilancio.

Insomma, un pastrocchio, sembra per non ristampare oltre 3mila pagine e ri-approvare in tempi brevi ospitando i desiderata dei salviniani, ben sapendo i più esperti della maggioranza, tra Fi e Fdi, che la istanza si sarebbe stoppata, come poi accaduto. Un incidente che anche in questi giorni ha allontanato ancora di più la Lega dal resto della già sgangherata truppa di maggioranza.

Bernardini in quella seduta di giunta del 12 dicembre svolgeva le funzioni di segretario, in sostituzione di Daniela Valenza.

Incalzato dal Movimento Cinque Stelle, ha spiegato di aver semplicemente registrato la volontà politica della giunta e di averla verbalizzata. “Un atto brutto da vedere perché scritto a penna, questo è certo – ha detto Bernardini -, ma questo non significa che sia illegittimo o illegale”. Apriti cielo. Il Movimento Cinque Stelle è insorto. “La proposta è stata modificata in una maniera irregolare, punto – ha detto Sara Marcozzi – Non ci prendete per scemi. Perché non avete ripreso il file Word e non lo avete modificato?”.

L’altro pentastellato Pietro Smargiassi ha rincarato la dose: “La proposta di giunta è stata certamente emendata, ma quando si pubblica sul sito ufficiale quello è un atto approvato. La prima pagina, sbarrata, ha un valore o è annullata? C’è una sbarra, un timbro, una firma: qualcuno l’ha annullata”. Bernardini ha riconosciuto di aver firmato il secondo foglio, non il primo. Dulcis in fundo è arrivato l’attacco di Pettinari: “Avete scritto su una pagina annullata, chi ha fatto la legittimità di questo atto deve essere sbattuto fuori a calci nel sedere”.

Al che Bernardini ha chiesto più volte a Pettinari di confermare questa frase. Il consigliere pentastellato non si è tirato indietro: “Come si permette a dire che sta tutto a posto? Porti rispetto e chieda scusa, torni in giunta e annulli l’atto”.

Non sono escluse altre puntate anche condite da querele.