L’AQUILA – C’è Silvio Paolucci, del Partito democratico, ex assessore alla Salute della giunta D’Alfonso, che a un certo punto posta su Facebook una foto del governatore Marco Marsilio, di Fratelli d’Italia, adagiato sul suo scranno, con gli occhi chiusi: “Da giunta lenta a giunta sonnolenta”. 

E poi c’è Sandro Mariani, di Abruzzo in Comune, che sempre in riferimento al governatore  ironizza: “L’unico immigrato per noi è lei perché è l’unico che non ha residenza in Abruzzo, venga Matteo Salvini a liberarci, d’altra parte la Lega dice ‘gli immigrati a casa loro’ e ‘prima gli abruzzesi’ – attacca l’ex capogruppo del Pd nella passata legislatura, il quale ancora su Marsilio sottolinea che “è un po’ come il Marchese del Grillo, la  politica si fa in questo modo, non corre il pericolo di prendere la pasticca per la pressione che io ho preso nella passata legislatura, ci vogliono anni di addestramento oltre che la predisposizione si fa così la politica”. 

A correre in difesa di Marsilio, è il presidente del Consiglio regionale, Lorenzo Sospiri, forzista che da tempo strizza l’occhio a Fdi, che redarguisce con decisione Mariani.

Comunque, si tratta di due dei (rari) momenti della prima giornata della sessione di bilancio in Regione in corso di svolgimento all’Aquila con il rischio di dilatarsi nella nottata e forse anche a domani. La sessione iniziata intorno alle 17.30, dopo quella della mattina, è stata riaggiornata alle 22.30.

Una prima fase quasi monotematica, che si infuocherà nelle prossime ore quando sarà presentato il maxi emendamento in cui verranno calati i desiderata della maggioranza di centrodestra, si dice per complessivi tre milioni di euro: l’opposizione ad attaccare, imperterrita e senza soluzione di continuità, la maggioranza ad ascoltare, in silenzio fino alle 20 circa, quando prende la parola il primo esponente, il leghista Emiliano Di Matteo, che raccoglie il pungolo di Paolucci (“Ora farà da mediano arrampicandosi sugli specchi”) e rilancia: “E’ il primo bilancio, ci impegneremo a fare i prossimi meglio, magari senza fogli scritti a mano. Intanto, però, una cosa positiva c’è: le risorse”. 

L’assessore Mauro Febbo, di Forza Italia ha poi rivendicato che “con la rideterminazione delle convenzioni tra Arap e Regione Abruzzo diamo una significativa velocizzazione ad importanti opere pubbliche che sicuramente erano finanziate con il Masterplan ma come per tutte le altre erano bloccate da errori procedurali'”.

Il tema cruciale, attorno a cui ruota tutto, è comunque il famigerato “papello” che la Lega ha preteso venisse inserito nella delibera approvata dalla giunta il 12 dicembre, riconvocata dopo quella del 10 ufficialmente per sanare errori materiali e divenuta la pietra dello scandalo per il foglio scritto a mano con i desiderata della Lega.

Atto che Americo Di Benedetto (Legnini presidente) ha definito “imprudente e impudente, un po’ sfacciato”, giocando con il cognome del vice presidente della giunta che ha presieduto quella giunta.

L’altro motivo di interesse nasce, rilanciato da Mariani, sulla possibilità di una trattativa (bipartisan?) per mettere a punto un maxi emendamento da circa tre milioni con cui soddisfare varie esigenze, quelle della maggioranza in primis.

Duro il commento di Silvio Paolucci: “Il Defr è la riedizione di atti e fatti della precedente legislatura, senza aggiungere un solo nuovo atto. E’ la testimonianza reale del disagio che c’è in maggioranza, rintracciabile negli occhi spenti di chi con molta remissività si accinge ad approvare un documento in cui non c’è nessuna convinzione, perché non c’è nessuna scelta”.

Sara Marcozzi (M5s) definisce la situazione “peggio di una assemblea condominiale, con palesi irregolarità”. “Questo – aggiunge riferendosi al caso Paolo Gatti – è l’anno dei pareri, anche se ci sono leggi chiare che ci impongono di approvare leggi in conformità, o almeno scritte così, come in quinta elementare si chiede alla maestra e la maestra dice che si può fare”.

“Investiamo su quattro leggi – aggiunge il pentastellato Pietro Smargiassi riferendosi alle norme volute dalla Lega – di cui non sappiamo nulla. Un’inguardabile lista della spesa”.

Mariani incalza in serata: “L’odierna discussione sul Documento economico e finanziario regionale e sul Bilancio di previsione sarà ricordata per una singolare anomalia: né il Presidente di Regione, né l’Assessore competente hanno sentito la necessità di relazionare e presentare i documenti in esame.  Documenti che, voglio ricordare, dovrebbero essere il biglietto da visita di un esecutivo e dare il segno di quali vie si intendono percorrere. In verità, dell’attuale maggioranza di centro destra in queste pagine troviamo poca traccia e a rivestire un ruolo centrale è proprio quel Masterplan da loro attaccato fino a pochi mesi fa.  Per il resto ci troviamo di fronte a un documento economico e finanziario della Regione Abruzzo che rispecchia perfettamente le geografie politiche della maggioranza e che vede un vivacissimo lavoro fuori dal Consiglio su quegli emendamenti, da me già preannunciati, che dovranno trovare la quadratura del cerchio.  Quello proposto è un documento senza visione strategica e senza un’idea di futuro per il nostro territorio che dimentica la ricostruzione, che non ha nulla da dire sulla cultura, che tace sulla sanità, sul trasporto pubblico e su tanti altri temi nevralgici per l’Abruzzo”.

“Nel mio intervento in aula – conclude – ho chiesto al Presidente Marsilio di dare risposte chiare su alcuni argomenti fondamentali per gli abruzzesi a partire dalle risorse che la regione intende mettere in campo per il dissesto idrogeologico.  Ho ribadito la necessità di dichiarare, da parte della Giunta, quale sia la visione della sanità rispetto al percorso dell’edilizia sanitaria avviato.  Ho chiesto di rispondere su ricostruzione, piano faunistico e politiche venatorie; su quali politiche del lavoro saranno messe in campo, su qual è l’idea di turismo e promozione della nostra Regione e su quali infrastrutture strategiche questa maggioranza intende promuovere”.

Tra i più combattivi c’è Giovanni Legnini: Abbiamo tentato di persuadervi della palese illegittimità della procedura di formazione dei documenti di bilancio, nella loro proposizione al consiglio e nel loro contenuto – ha attaccato Legnini – Mi riferisco alla delibera del 12 dicembre con cui, in un colpo solo, sono stati modificati entrambi i documenti contabili. Si introducono nome per finanziare 4 progetti di legge, circostanza senza precedenti, in chiaro contrasto con la disciplina nazionale in materia di armonizzazione di bilanci pubblici. La legislazione vigente in alcun modo autorizza e consente di finanziare leggi non ancora discusse e non ancora approvate. Questo principio è stato ritenuto chiaramente violato anche dai dirigenti massimi che sovrintendono alla procedure. C’è una chiara violazione anche degli articoli 62-63 dello Statuto della Regione: la legge di bilancio può autorizzare variazioni di bilancio in corso d’opera, ma solo con stanziamenti già previsti, con leggi di competenza della giunta. La legge di Stabilità può finanziare leggi vigenti, il bilancio di previsione registra le variazioni e compone il documento contabile”. 

“State approvando – ha incalzato Legnini – un bilancio che era partito in modo normale, ordinario, che ha subito una deviazione insostenibile dei principi di contabilità pubblica. La ragione risiede nelle divisioni sempre più palesi all’interno della maggioranza, dominata da Fratelli d’Italia e Forza Italia, rispetto al cui agire la Lega è insofferente, a tal punto da pretendere una modifica illegittima dei documenti, per piantare bandierine ideologiche.  Quelle leggi non c’entrano nulla con la legge di Stabilità regionale, non potete fare questa operazione. Ci state proponendo un bilancio palesemente illegittimo: su questo non ci fermeremo, ritirate quella delibera, ripristinate le due del 10 dicembre, adottate in modo legittimo e si riprenda l’esame in commissione Bilancio”.

Giorgio Fedele (M5s), punta sull’assenza di norme su Edilizia Sanitaria, Registro Tumori, Psr.

Il cosiddetto “Milleproroghe”, inteso come legge esterna al bilancio, passa senza particolari patemi. 
Dentro ci sono proroghe in tema di edilizia, di concessioni demaniali, frequenza obbligatoria ai corsi di formazione sulla biologia della fauna ittica, fondi da dare ai Comuni per le avversità atmosferiche.