L’AQUILA – “L’accusa di ‘violenza’ mossa nei nostri confronti, dal consigliere del Partito democratico Camillo D’Alessandro e dal capogruppo Pd Sandro Mariani, è risibile e smentita dai video che ‘spopolano sul web’ che sono stati girati, non da noi o dai nostri collaboratori, ma dalla stampa presente in aula”.
Così il Movimento cinque stelle in risposta agli esponenti del Pd in riferimento ancora alla protesta che contro la mancanza di carte sul bilancio e la legge di stabilità li ha indotti ad occupare gli scranni del governo, un’azione che è costata al M5S il provvedimento di censura da parte dell’ufficio di presidenza.
“Altri sono stati i personaggi che hanno messo in atto condotte di intimidazione e violenza – spiegano i grillini – condotte da noi subite e non certo provocate. La rete, organo di divulgazione non controllato e controllabile, che tanto infastidisce l’establishment, racconta la realtà dei fatti. Capiamo che questo possa dar fastidio, ma è tempo di farsene una ragione. – continua la nota – L’irresponsabilità risiede solo nell’occultamento dei documenti ai cittadini, nella mancanza di condivisione e trasparenza. Ci interroghiamo ancora sul perché di tanto mistero su come la Giunta regionale spenderà i soldi degli abruzzesi”.
I grillini hanno denunciato spintoni da parte del presidente Luciano D’Alfonso al consigliere Sara Marcozzi.
” D’Alessandro, fedele difensore dell’indifendibile, omette di riferire che il M5S, durante i lavori delle commissioni, ha chiesto per settimane che le voci di bilancio fossero consegnate a tutti i consiglieri – proseguono I grillini -. Ci sono i verbali delle sedute di commissione che lo provano. Richieste da noi reiterate in commissione fino allo sfinimento, ma ignorate dai componenti della Giunta e da una maggioranza sorda e antidemocratica. Le nostre proposte migliorative per il bilancio sono contenute nei 1400 emendamenti depositati, qualora il Governo, come dovrebbe fare un’amministrazione trasparente, ci avesse consegnato le singole voci per permettere a noi e agli abruzzesi di capire come e quando verranno spesi i loro soldi”.






