La Serie A continua il suo percorso di riassestamento finanziario dopo anni di difficoltà economiche. Il bilancio aggregato dei club per la stagione 2023/24 registra un miglioramento rispetto all’anno precedente, con una perdita complessiva ridotta a 369 milioni di euro rispetto ai 441 milioni del 2022/23. Numeri, questi, che indirettamente influenzano anche le scommesse serie A.
La stagione dello scorso anno, in pratica, ha segnato un leggero miglioramento nei conti della Serie A, con una riduzione del deficit complessivo e un aumento del numero di club in utile. La situazione, tuttavia, rimane critica per molte società, con debiti ancora elevati e perdite consistenti per alcune big, come Juventus e Roma.
L’Atalanta e il Napoli si confermano come esempi di gestione sostenibile, mentre l’Inter ha fatto passi avanti nella riduzione del rosso. Il mercato delle plusvalenze continua a giocare un ruolo centrale nei bilanci dei club, ma la dipendenza da questa strategia può sfociare in non pochi rischi per la crescita.
La strada da fare per raggiungere la sostenibilità economica è lunga, ma i segnali di miglioramento dell’ultima stagione rappresentano un passo nella giusta direzione. A testimoniarlo è l’interesse di tifosi e spettatori, i quali non mancano di sostenere società e beniamini del cuore in ogni modo, dall’acquisto di gadget ai biglietti per le partite.
Un trend in salita
Nonostante i numerosi deficit, il numero di club con bilancio in utile è aumentato a sette, rispetto ai sei della stagione precedente. Il Napoli guida questa classifica con un utile record di 63 milioni di euro, seguito da Lazio (38,5 milioni) e Lecce (14 milioni). Sul versante opposto, invece, la Juventus registra il peggior deficit con una perdita di 199 milioni di euro, seguita da Roma (-81,4 milioni) e Monza (-60,3 milioni). L’Inter riduce sensibilmente il proprio rosso, dimezzandolo rispetto all’anno precedente, ma rimane comunque in perdita.
L’aumento di squadre con un bilancio in positivo è in gran parte dovuto a strategie finanziarie mirate, tra cui le plusvalenze derivanti dalle cessioni dei calciatori e l’impatto della partecipazione alle competizioni europee. Il Napoli, leader di classifica con un utile di 63 milioni di euro, ha beneficiato delle plusvalenze e di ricavi televisivi corposi. Un trend simile ha coinvolto la Lazio, che grazie ai proventi della Champions League ha chiuso la stagione con un saldo positivo di 38,5 milioni.
Il Lecce è una delle sorprese di maggior interesse: un risultato netto positivo di 14 milioni, merito di una gestione attenta e dell’abilità nel generare plusvalenze. Anche l’Atalanta si conferma un modello sostenibile, con un utile di 11,9 milioni grazie alla continua valorizzazione dei giovani talenti. Milan (4,1 milioni) e Verona (3,9 milioni), infine, hanno chiuso in attivo grazie a una combinazione di cessioni strategiche e crescita dei ricavi commerciali.
Le società in rosso: i pesi di una gestione costosa
Nonostante questi segnali di ripresa, la sostenibilità economica del campionato rimane fragile. La maggior parte delle squadre che hanno registrato utili dipendono ancora fortemente dalle plusvalenze, un modello che nel lungo periodo non garantisce stabilità finanziaria.
L’analisi dei debiti netti evidenzia come la Serie A sia ancora lontana da una vera stabilità finanziaria. L’Inter è il club con il debito più alto, pari a 608,8 milioni di euro, seguita dalla Roma con 504,7 milioni e dalla Juventus con 483 milioni. Anche il Genoa, con un debito di 186,7 milioni, e la Lazio, con 181,8 milioni, si trovano in una situazione complessa.
Il Milan, invece, si mantiene su livelli più contenuti con 179,3 milioni di euro di debiti netti, mentre il Napoli si conferma tra le società più virtuose con 121 milioni di debiti, una cifra gestibile rispetto ai ricavi generati. Il dato più sorprendente riguarda la Fiorentina, che registra un debito netto negativo di -7,8 milioni, un segnale di equilibrio nella gestione finanziaria del club viola.
La sostenibilità finanziaria della Serie A dipenderà dalla capacità dei club di ridurre i costi operativi e aumentare i ricavi commerciali. Chiaramente, la qualificazione alle competizioni europee e la crescita dei diritti TV rimangono fattori chiave per il miglioramento della situazione economica di tutto il comparto.






