L’AQUILA – “Non si nega il diritto di difesa a Silvio Berlusconi, che è assicurato dai tre gradi di giudizio e da un esame supplementare dei pareri ‘pro veritate’ che lui ha mandato ed eventualmente da un’audizione. Se la chiede, si potrà fare ad horas, nei giorni successivi, non dopo 10 mesi. Si chiede di essere auditi perché è urgente e quindi lo audiamo. Fatto anche questo passaggio, la Giunta non potrà che pronunciare la decadenza”.
Così ai microfoni di AbruzzoWeb la senatrice aquilana del Partito democratico Stefania Pezzopane, vice presidente della Giunta per le elezioni di palazzo Madama, chiamata tra una settimana a prendere una decisione sulla decadenza del Cavaliere come senatore in virtù della ‘legge Severino’ dopo la condanna definitiva per frode fiscale nel processo sui diritti Mediaset.
Nei giorni scorsi ha fatto discutere il cosiddetto ‘lodo Violante’, discusso dall’ex presidente della Camera in un’intervista al Corriere della Sera, in base al quale la Giunta dovrebbe poter sollevare dubbio di costituzionalità sulla legge prima di occuparsi di Berlusconi.
“Il ‘lodo’ si è molto ridimensionato perché proprio lui ieri ha specificato che non può indurre la Giunta per le immunità a porre la questione alla Corte Costituzionale se non ne dovesse ravvisare la sostanza e la forma – ribadisce oggi la Pezzopane – Violante non è parlamentare, lì ci siamo noi e ci assumeremo le nostre responsabilità”.
Secondo l’opinione dell’aquilana, “avendo studiato tutte le carte, il mese di agosto l’ho dedicato a questa grossa questione, anche i pareri che Berlusconi ha mandato sono leggeri, non cambiano la sostanza: lui è un condannato, la sentenza è immediatamente esecutiva e va eseguita”.
“Le leggi sono leggi e le sentenze sono sentenze, non c’è molto da discutere. Non sarà il 9 settembre? Sarà l’11, o il 15, ma non si può andare molto oltre”, conclude. Alberto Orsini





