L’AQUILA – Nessuna responsabilità né in capo al gestore dell’impianto né all’Ente petrolifero per un presunto rifornimento di carburante annacquato nell’area di servizio L’Aquila ovest, sull’autostrada A24 in direzione Roma.

Lo ha stabilito il tribunale dell’Aquila che, confermando la precedente sentenza del Giudice di Pace del capoluogo, ha rigettato nuovamente la richiesta di risarcimento danni di un automobilista, condannando lo stesso al pagamento delle spese del doppio grado di giudizio in favore dei convenuti.

L’episodio risale al 2008, quando un uomo della Campania a seguito del rifornimento effettuato aveva denunciato un danneggiamento alla propria auto che imputava al carburante.

I due gradi di giudizio hanno confermato come l’omessa dimostrazione del danno e la ricostruzione dei fatti hanno escluso la possibilità che la presenza di acqua all’interno dell’impianto di alimentazione della vettura fosse imputabile a quello specifico rifornimento effettuato in quell’area di servizio.

Anche in appello il gestore dell’area di servizio è stato difeso dall’avvocato Alessandro Tomassoni, mentre l’Ente petrolifero dagli avvocati Federico Vecchio e Donatella Boccabella. (m.sig.)