L’AQUILA – “Un ritrovamento importante frutto della cooperazione tra le autorità francesi e quelle italiane, un’opera straordinaria e dal valore inestimabile, simbolo del dolore della Francia e di tutti gli italiani davanti alla strage del Bataclan. Questo successo che nasce dalla sinergia e dalla cooperazione giudiziaria Italia-Francia arriva a 80 anni dalla dichiarazione di guerra fatta dall’Italia alla Francia. È un successo che ha un nome preciso e che si chiama ‘Europa’, non una semplice parola o un complesso di concili, pure indispensabili. Nessuna strage potrà mai cancellare i valori contenuti nella parola ‘Europa’, perché questo è il nostro comune sentire e in quest’opera riconosciamo i nostri valori, la nostra libertà”.
Così il procuratore distrettuale dell’Aquila, Michele Renzo, ha esordito nel corso dell’incontro che si è svolto, questa mattina, all’interno del Tribunale del capoluogo abruzzese, precisando che “nessuno al momento è stato sottoposto a fermo”.
Una conferenza stampa voluta per mostrare la porta dell’uscita di sicurezza del Bataclan, locale notturno di Parigi, dove il 13 novembre del 2015 i terroristi hanno ucciso 90 persone, rubata da ignoti il 26 gennaio dello scorso anno e ritrovata in un casale della campagna teramana, tra i comuni di Sant’Omero e Tortoreto.
Il ritrovamento è avvenuto al culmine di una indagine condotta in gran segreto dalla Procura distrettuale dell’Aquila e i carabinieri della compagnia di Alba Adriatica (Teramo), supportarti dalla polizia francese.
Al ritrovamento ha partecipato anche un poliziotto francese che era intervenuto sul luogo dell’attentato.
“Per lui è stato un momento davvero molto forte – ha proseguito – Certamente è un successo che coinvolge tutto il mondo”. (a.c.p.)




