BARISCIANO – “L’integrazione non esiste, mangiano e dormono nel nostro paese ma di fatto non vivono la comunità. Al mattino li vedo prendere l’autobus, alcuni per andare ad elemosinare qualcosa all’Aquila, e alla sera rientrano”.

Così il sindaco di Barisciano, centro di 1.800 abitanti che ospita una decina di immigrati. Una piccolissima parte di quelle centinaia di profughi arrivati in Abruzzo nell’ultimo anno.

Nel Comune amministrato da Francesco Di Paolo il centro di accoglienza è in un appartamento privato che il proprietario ha messo a disposizione risponendendo ai bandi che le Prefetture pubblicano periodicamente. “Il Comune non è interessato dalla procedura – spiega il sindaco – veniamo solo avvertiti per una questione di garbo istituzionale”.

Vi trovano ospitalità una decina di nigeriani, uno dei quali nei giorni scorsi ha avuto un alterco con un connazionale che ha portato alla revoca delle misure assistenziali.

“Capita che discutano tra di loro ma non ho segnalazione di particolari problemi”, aggiunge Di Paolo. (red.)