L’AQUILA – Redditi in crescita, occupazione in aumento e un livello di benessere che si colloca leggermente sopra la media nazionale.
Secondo il documento, nel 2025 la crescita dei redditi reali delle famiglie è proseguita grazie all’aumento dell’occupazione e agli adeguamenti salariali, pur con un’intensità inferiore rispetto all’anno precedente.
I consumi hanno continuato a espandersi in maniera moderata, mentre il turismo ha registrato un forte incremento delle presenze, accompagnato da una crescita dei visitatori stranieri.
Gli indicatori Bes dell’Istat mostrano inoltre un miglioramento del benessere complessivo delle famiglie abruzzesi rispetto agli anni precedenti, con risultati leggermente superiori alla media nazionale e nettamente migliori rispetto a quella del Mezzogiorno.
A incidere positivamente è soprattutto la qualità del contesto ambientale, mentre restano criticità nell’ambito dell’economia e del lavoro.
Nel corso della presentazione del rapporto, Miriam Sartini, capo della filiale regionale dell’Aquila della Banca d’Italia, ha sottolineato che nel 2025 l’occupazione è cresciuta dello 0,9%, in linea con il dato nazionale, con un aumento particolarmente marcato dei lavoratori autonomi. Il tasso di occupazione, ha spiegato, ha raggiunto il 62,4%. Sartini ha ricordato anche che, nonostante l’aumento delle retribuzioni nominali, in termini reali “non hanno ancora recuperato i livelli precedenti alla crisi finanziaria del 2008”.
Sulle prospettive pesa però il quadro geopolitico. Da marzo il conflitto nel Golfo Persico ha contribuito a deteriorare il clima di fiducia. “Siamo in un momento contrassegnato da un’incertezza dominante”, ha osservato Sartini. Le prospettive di crescita e di inflazione, ha aggiunto, dipenderanno anche dall’evoluzione delle tensioni internazionali e dagli sviluppi delle trattative in corso tra Stati Uniti e Iran.
Le proiezioni macroeconomiche più recenti, secondo quanto riferito da Sartini, indicano per il 2026 una crescita intorno allo 0,5%. Il dato resta però legato a un quadro ancora fortemente condizionato dall’instabilità dello scenario internazionale.
IL RAPPORTO IN SINTESI
Secondo l’indicatore ITER della Banca d’Italia, nel 2025 l’attività produttiva in Abruzzo sarebbe cresciuta a un ritmo in linea con la media nazionale (0,4 per cento; 0,5 in Italia), riflettendo principalmente la marcata espansione nelle costruzioni e quella più contenuta nei servizi.
Nel corso del 2025 il clima di fiducia delle imprese manifatturiere del Mezzogiorno è progressivamente migliorato rispetto ai minimi toccati nell’anno precedente. Il recupero si è esteso ai primi mesi del 2026, per poi interrompersi con l’avvio del conflitto nel Golfo Persico.
Indicazioni coerenti emergono dall’indagine della Banca d’Italia su un campione di imprese industriali abruzzesi, da cui si rileva un miglioramento del fatturato nel 2025, a fronte di aspettative meno favorevoli per l’anno in corso.
Nel comparto dell’automotive, la flessione della produzione di veicoli commerciali leggeri si è attenuata rispetto al 2024.
Le analisi mostrano che la specializzazione dell’Abruzzo in questa filiera è tra le più significative a livello nazionale e determina un’elevata esposizione territoriale alla domanda di autoveicoli, coinvolgendo non solo i produttori finali, ma anche una rete articolata di fornitori diretti e indiretti.
Nel 2025 le esportazioni dell’Abruzzo, in marcata ripresa rispetto all’anno precedente, sono aumentate (6,9 per cento) più della media nazionale, grazie alla forte crescita delle vendite di prodotti farmaceutici (56,5 per cento), che hanno raggiunto circa un quinto del totale regionale. Un contributo positivo è derivato anche dai comparti della meccanica e dell’industria alimentare e, a partire dal secondo trimestre, da quello dei mezzi di trasporto. Nostre stime evidenziano che le aziende fornitrici di poli produttivi regionali appartenenti a imprese o gruppi esterni risultano più orientate all’export e finanziariamente più solide rispetto alle altre aziende locali comparabili.
Nel settore delle costruzioni le imprese hanno beneficiato anche nel 2025 della realizzazione delle opere pubbliche finanziate dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR). Nel comparto dell’edilizia privata, invece, i livelli di attività si sono ridotti, risentendo della rimodulazione degli incentivi fiscali per la riqualificazione del patrimonio abitativo.
Nelle aree colpite dagli eventi sismici del 2009 e del 2016‑17 sono proseguite le attività di ricostruzione, che hanno sostenuto l’andamento del settore.
Le compravendite di abitazioni sono cresciute (1,1 per cento) a un ritmo molto più contenuto rispetto all’anno precedente; i prezzi degli immobili residenziali hanno continuato a salire (4,3 per cento), in particolare nelle aree urbane.
L’attività del terziario è lievemente aumentata, sostenuta dalla spesa delle famiglie. Le presenze negli esercizi ricettivi della regione hanno registrato un forte incremento
rispetto al 2024 (21,5 per cento); è inoltre cresciuta l’incidenza dei flussi turistici di provenienza estera.
In base ai risultati della nostra indagine, le condizioni economico‑finanziarie delle imprese abruzzesi intervistate sono rimaste nel complesso favorevoli, con una quota rilevante di aziende in utile, in linea con i livelli raggiunti dopo la crisi pandemica. Il rafforzamento della capacità di autofinanziamento ha contribuito a sostenere la liquidità finanziaria delle imprese, rimasta su livelli storicamente elevati.
La crescita dell’occupazione è proseguita (0,9 per cento), sebbene a un ritmo inferiore rispetto all’anno precedente. Tra i dipendenti del settore privato, la creazione netta di nuove posizioni lavorative è stata trainata dalla componente a tempo indeterminato.
Il ricorso agli strumenti di integrazione salariale è stato intenso anche nel 2025 (17,5 milioni di ore autorizzate), in particolare nella componente straordinaria e nei settori dei mezzi di trasporto e della lavorazione dei minerali non metalliferi (oltre 5 e quasi 4 milioni, rispettivamente). In Abruzzo, nel 2025 l’incremento delle retribuzioni contrattuali del settore privato è risultato in linea con quello nazionale. Sulla base di nostre elaborazioni, in una prospettiva di più lungo periodo si evidenzia invece un calo tra il 2008 e il 2023 in termini reali (-11,7 per cento), inferiore a quello del Mezzogiorno, ma superiore al dato del Paese.
Nel 2025 la crescita dei redditi reali delle famiglie abruzzesi (1,2 per cento) è proseguita grazie all’aumento dell’occupazione e agli adeguamenti salariali, ma si è attenuata rispetto all’anno precedente. I consumi hanno continuato a espandersi moderatamente, in linea con quanto osservato negli anni più recenti. Da marzo il conflitto nel Golfo Persico ha portato a un deterioramento del clima di fiducia.
Secondo nostre analisi sugli indicatori BES dell’Istat, il benessere complessivo delle famiglie abruzzesi risultava significativamente più elevato nel 2024 rispetto al 2018, collocandosi su livelli leggermente superiori alla media nazionale e nettamente migliori di quelli del Mezzogiorno; a tale andamento ha contribuito l’elevata qualità del contesto ambientale, mentre alcune criticità continuano a riscontrarsi nell’ambito dell’economia e del lavoro.
Nel 2025 i prestiti alle imprese sono tornati a crescere (1,0 per cento), seppure in misura contenuta, riflettendo principalmente l’aumento dei finanziamenti alle aziende di maggiore dimensione. Il credito alle famiglie ha tratto beneficio dall’accelerazione dei mutui (al 3,3 per cento), accompagnata dalla dinamica ancora positiva del credito al consumo (5,3 per cento). La qualità del credito alle imprese si è mantenuta su livelli nel complesso favorevoli. Il tasso di crescita dei depositi (2,1 per cento) è rimasto sostanzialmente invariato rispetto all’anno precedente. Nel portafoglio finanziario delle famiglie è aumentata la quota investita in azioni e in fondi comuni (all’8,5 e al 45,4 per cento, rispettivamente), mentre si è ridotta quella detenuta in titoli di Stato (al 33,4 per cento).
In termini pro capite, la spesa primaria degli enti territoriali nel 2025 si è collocata su livelli superiori alla media delle Regioni a statuto ordinario (RSO), riflettendo soprattutto la maggiore incidenza della spesa in conto capitale; quest’ultima è cresciuta sia nella componente degli investimenti fissi sia in quella dei contributi destinati a famiglie e imprese. I pagamenti effettuati a valere sulle risorse del PNRR hanno superato la metà dei finanziamenti destinati alla regione.
Nel 2024, ultimo anno per cui sono disponibili i dati, gli enti territoriali abruzzesi presentavano, nel complesso, un disavanzo di bilancio, riconducibile principalmente alla Regione; nel comparto comunale i risultati hanno evidenziato un progressivo miglioramento. In continuità con gli anni precedenti, il debito delle Amministrazioni locali abruzzesi è ulteriormente diminuito.
Negli ultimi anni la capacità innovativa della regione è nel complesso migliorata, anche grazie al consolidarsi delle collaborazioni tra le imprese e il sistema universitario e della ricerca; essa rimane tuttavia lievemente inferiore a quella delle aree europee con caratteristiche economico‑sociali comparabili. L’attività brevettuale è in crescita, ma risulta ancora meno intensa rispetto alla media nazionale. Le politiche regionali sostengono l’innovazione del sistema produttivo mediante l’utilizzo di risorse europee, nazionali e proprie. Nel settore pubblico, sono stati significativi negli ultimi anni i progressi registrati in termini di diffusione dei servizi digitali all’utenza.






