TERAMO – La Asl di Teramo ha cancellato in “autotutela” l’avviso pubblico per il reclutamento di 14 addetto per l’immissione dati, pubblicato dalla Provincia nel settembre del 2015.

Un bando, come riferito da Abruzzoweb, che aveva suscitato il forte sospetto di essere “truccato”, in quanto, dopo la denuncia di un disoccupato di Pratola Peligna (L’Aquila), Marco Petrella, che ha anche portato le carte in Procura, e su questa testata dell’esperto di politiche del lavoro Venanzio Cretarola, è stato stranamente riservato ai soli “addetti all’immissione dati”, con l’esclusione di una lunga serie di figure professionali del tutto simili, diverse solo “terminologicamente” a quella di addetto all’immissione dati.

Un modus operanti, una stranezza, ha denunciato Cretarola, comune ad altri bandi emanati dai centri per l’impiego delle Province, e che a Teramo ha impedito a centinaia di disoccupati e disabili di poter partecipare al bando perché non in possesso dell’esatta qualifica.

Anche a seguito del clamore mediatico della vicenda, nei giorni scorsi la Provincia di Teramo ha comunicato alla Asl i chiarimenti forniti dall’Istat circa “l’equivalenza delle funzioni” all’interno del codice professionale di “addetto immissione dati”.

L’Istat ha cioè specificato che non c’era ragione di riservare il bando ai soli addetti all’immissione dati, escludendo altre qualifiche come l’operatore computer per immissione dati, addetto inserimento dati, codificatore dati meccanografici, operatore di calcolo, operatore di consolle, operatore data entry, operatore di macchine calcolatrici, operatore di macchine contabili, operatore meccanografico”, schedulatore informatico e infine videoterminalista per l’immissione dati.

A seguito delle comunicazioni da parte della Provincia, la Asl ha ritenuto di dover procedere all’annullamento in “autotutela” dell’avviso pubblico.

Sarà quindi emanato un nuovo bando che verrà redatto alla luce dei chiarimenti forniti dall’Istat.

Altro bando sotto accusa è quello che ha portato all’assunzione a fine dicembre 2015 di un “custode museale”, al Museo comunale di Sulmona (L’Aquila).

Anche in questo caso sarebbero state escluse qualifiche equivalenti, da parte della Provincia che ha curato la procedura.

Sulla procedura di assunzione al Museo comunale di Sulmona è stata avviata una inchiesta, anche a seguito di lettere che annunciavano con largo anticipo il vincitore.