L’AQUILA – Un manuale per farsi assumere con estrema facilità, e con un canale a dir poco privilegiato, senza avere particolari talenti e requisiti, ma semplicemente le informazioni che altri non hanno e gli amici giusti nel posto giusto. A discapito di migliaia di disoccupati e disabili abruzzesi, che questo prezioso vademecum non lo hanno letto.
A metterlo a punto, scherzosamente ma fino ad un certo punto, è Venanzio Cretarola, che la materia la conosce a menadito, avendo lavorato a lungo nel settore Politiche per il Lavoro e servizi per l’impiego presso il Ministero del Lavoro e come rappresentante dell’Unione nazionale delle Province. Ed è stato anche amministratore unico di Teramo Lavoro, la società in house della Provincia, assolto dopo un lungo processo dalle accuse di abuso d’ufficio, truffa e falso.
La provocazione di Cretarola fa seguito al’esplodere dei casi, entrambi attenzionati dalla magistratura, del bando di fine 2015 alla Asl di Teramo, e dell’assunzione di un addetto al Museo di Sulmona, procedure affidate in entrambi i casi ai Centri per l’impiego delle rispettive Province.
Procedure accomunate da un medesimo meccanismo, aveva spiegato Cretarola ad AbruzzoWeb: l’aver predisposto selezioni riservate a qualifiche in possesso di pochissime persone, come “addetto all’immissione dati”, a Teramo, e “custode museale” a Sulmona, con la conseguente esclusione dalla graduatoria di quasi tutti gli altri aspiranti, centinaia di disoccupati e disabili non laureati, che avevano qualifiche di fatto equivalenti, ma diverse solo “terminologicamente”.
A Teramo ad esempio non hanno potuto partecipare al bando gli “operatori di computer per l’immissione dati”, i “codificatori dati meccanografici”, gli “operatori di consolle”, gli “addetti all’ inserimento dati”. A Sulmona sono stati fatti fuori possibili candidati, con tutti i requisiti per svolgere la mansione richiesta, ma che non avevano la qualifica espressa nell’esatta dicitura e relativo codice Istat, inseriti nel bando dalla Provincia.
“Ciò che accade a Teramo e a Sulmona – conferma Cretarola – non è affatto un’eccezione perché tutto nasce da distorsioni possibili delle procedure di legge affidate alle Province per l’assunzione presso Enti pubblici di disoccupati con titolo di studio inferiore al diploma superiore”.
E allora è nata l’idea di abbozzare un manuale d’uso per consentire, in base al principio delle pari opportunità, a migliaia di disoccupati di competere ad armi pari nell’agognata ricerca di un lavoro, in procedure che, questo il sospetto della magistratura, sono “truccate” in origine.
Prima regola del “manuale Cretarola” è quella di farsi suggerire una qualifica non inflazionata con cui iscrivervi al Centro per l’impiego provinciale.
“L’amico confidente è meglio che sia dipendente della Provincia – spiega Cretarola – e la qualifica è preferibile se sia rara ed anzi ‘misteriosa’, che hanno in pochi. Tanto basta semplicemente dichiararlo allo sportello. Anche se si verrà assunti nessunocontrollerà se la qualifica l’avete sul serio. Basterà semplicemente farvi dichiarare, da una qualunque azienda, di qualunque dimensione, che avete svolto per soli tre mesi attività nella mansione che vi occorre. Non solo è assolutamente inusuale lo svolgimentodi controlli a campione, ma quasi mai si fanno controlli perlomeno su coloro che il posto pubblico lo vincono”.
Con la qualifica rara a curriculum si può procedere alla seconda mossa, che presuppone una conoscenza fidata nell’ufficio preposto.
“La qualifica – suggerisce Cretarola – va comunicata dall’aspirante all’assunzione ad un suo amico, con qualche ruolo di responsabilità presso un Ente pubblico, che chiederà alla Provincia interessata di attivare la procedura di assunzione cosiddetta ‘numerica’, cioè in ordine di priorità in base alla graduatoria gestita dalla Provincia stessa, riservata ovviamente alla sola e specifica qualifica ‘di nicchia’, in modo tale da abbattere da subito il potenziale numero di idonei aspiranti al bando”.
L’Ente pubblico coinvolto chiede quindi alla Provincia un semplice elenco degli iscritti con quella qualifica avendo cura di specificare una sola e specifica qualifica “di nicchia”.
“In caso di qualifiche molto diffuse – spiega infatti Cretarola – l’aspirante al posto non avrebbe alcuna chance perchè l’avviamento al lavoro segue la graduatoria e se non è ai primissimi primi ha perso in partenza. In alcuni enti ad esempio ad esempio viene utilizzata una qualifica infallibile e che in pochissimi possiedono: l’addetto alle rilevazioni sistematiche che ha come numero di codice Istat 41.44.03. Addetto alle rilevazioni sistematiche di che cosa, direte voi? Niente paura, non bisogna mica specificarlo. In realtà questa qualifica richiederebbe una laurea. Ma basta fare finta che sia una qualifica a ‘basso contenuto professionale’, altrimenti bisognerebbe fare un concorso vero e proprio”.
“Tagliati fuori quasi tutti i potenziali concorrenti – prosegue Cretarola – di ‘addetti alle rilevazioni sistematiche’, per proseguire nell’esempio, ne resteranno in gioco due o tre”.
In questo modo l’Ente pubblico evita il concorso vero e proprio, limitandosi ad una selezione chiusa, molto più semplice di un concorso.
“Per legge – sottolinea Cretarola – la Provincia dovrebbe fornire non un elenco ma una graduatoria in base ai criteri classici del collocamento (reddito,situazione familiare, e così via). Ma spesso si consegna un semplice elenco, tanto l’ente richiedente di solito non ha nulla da obiettare. A questo punto invece di verificare unicamente, come dice la legge, se il concorrente è “in grado” di svolgere la mansione, l’Ente può invece tranquillamente far svolgere una prova scritta e una orale ai pochi candidati in elenco, e di solito a vincere è il “migliore”, colui che ha seguito con diligenza i passi suggeriti da questo manuale”.
“A proposito – ironizza Cretarola – sapete cos’è un ‘addetto alle rilevazioni sistematiche’? È un laureato in scienze economiche o statistiche che lavora negli uffici economici o statistici. Non è colui che semplicemente ‘raccoglie’ i dati: è colui che li elabora e li studia. Ma niente paura, il fortunato non dovrà mica fare veramente l’addetto alle rilevazioni sistematiche, che in realtà all’Ente che vi assume non serve affatto. Potrà fare tranquillamente ad esempio l’usciere, o il telefonista. Ed il gioco è fatto!”
Corollario di quanto suggerito dal Manuale è la ragionevole certezza , conclude Cretarola, che “nessuno controllerà se l’assunto ha veramente quella qualifica, o se la qualifica è inferiore al diploma di scuola secondaria. Il metodo è infallibile e collaudato. Niente controlli, e tutto fila liscio come l’olio”.






