L’AQUILA – Non si ferma la protesta degli azionisti e obbligazionisti subordinati aquilani riuniti nel neonato comitato ‘Pizzoli difesa dei risparmiatori Banca Etruria’, beffati dal decreto salva banche e diventati il simbolo di tutti i risparmitori italiani di Carichieti, Banca Marche e Cassa di Risparmio di Ferrara. 

I cittadini di Pizzoli, in diretta dalla piazza del paese stamattina con la trasmissione mediaset Mattino Cinque, hanno raccontato le loro storie e ribadito “che non accetteranno l’elemosina del governo”, chiedendo indietro tutti i soldi andati in fumo, fino all’ultimo centesimo. 

Sulla vicenda è intervenuto anche il segretario confederale dell’Ugl Credito Piero Peretti, originario dell’Aquila, che dopo la notizia del suicidio del pensionato di Civitavecchian che ha perso tutti i sui risparmi ha sottolineato: “è sconcertante apprendere che i vertici delle quattro banche salvate costeranno annualmente 2,4 milioni di euro, di cui ben 400mila destinati al presidente Roberto Nicastro, quando un pensionato si è tolto la vita per aver perso i risparmi di una vita, 110mila euro, investiti in Banca Etruria”.​

Alla voce degli aquilani e di Gianni Anastasio, primo cittadino di Pizzoli, si è unito anche Sergio Pirozzi, sindaco di Amatrice (Rieti), altra cittadina che conta tanti azionisti e obbligazionisti di Banca Etruria.

Gli oltre 1.500 clienti delle due sedi aquilane di banca Etruria, sotto la guida dall’avvocato romano Vanna Pizzi, legale del comitato, chiederanno ora i danni con singole cause civili e faranno un esposto alla procura della Repubblica per chiarire le eventuali responsabilità penali del Cda di Banca Etruria, di Banca d’Italia e di Consob.

Il comitato di Pizzoli, intanto, nei giorni scorsi ha chiamato a raccolta anche gli azionisti e obbligazionisti abruzzesi laziali e toscani per una nuova manifestazione in piazza Montecitorio, dopo quella di domenica scorsa.

Solo in Abruzzo, secondo alcune prime stime, sono oltre 4 mila gli azionisti e obbligazionisti di Carichieti e Banca Etruria. 

Ribadisce il suo secco no al “contentino” proposto dal governo di rimborsare tramite un fondo di Solidarietà solo il 30 per cento delle somme perse, anche l’avvocato Pizzi.

“Richiediamo il 100 per cento perché è giusto che i risparmiatori abbiano indietro tutto il denaro investito”, sottolinea.  

Oltre all’azione legale, sarebbe auspicabile secondo la Pizzi anche l’offerta pubblica di scambio, cioè uno scambio delle vecchie con nuove obbligazioni.  

“Se è vero che è stata istituita una good bank che racchiude il patrimonio attivo delle 4 bad bank, allora si può fare uno scambio con nuove obbligazioni a scadenza posticipata con soldi degli istituti di credito che sono presso la good bank e con una cedola annualmente parametrata all’andamento del mercato”, sottolinea. 

“Se la good bank emetterà nuove obbligazioni con un allungamento del termine, il risparmiatore potrà scegliere se accettare questo arco temporale in cui avrà indietro tutti i soldi oppure fare causa alla banca –  conclude l’avvocato – Restano le sole strade da percorrere di fronte a un subemendamento, quello proposto dal D che resta fumoso e per il quale non sappiamo se ci sarà copertura finanziaria”. 

RENZI: ”COMMISSIONE DI INCHESTA SU RESPONSABILITA”’

Il premier Matteo Renzi ha precisato oggi che “è impossibile per le regole Ue salvare in modo definitivo gli azionisti e obbligazionisti subordinati, ma stiamo cercando con grande impegno e tenacia di individuare una soluzione, nei limiti delle regole europee, di avere una forma di ristoro. Ci stiamo lavorando”. 

E ha aperto a una commissione d’inchiesta. “L’interesse del governo affinché tutte le autorità preposte facciano tutti gli sforzi per chiarire le responsabilità del passato. Vediamo di buon occhio che il Parlamento apra commissioni di indagine su ciò che è avvenuto nel sistema bancario italiano ed europeo negli ultimi anni”. 

Renzi ha espresso il suo “dolore” per la tragica fine del pensionato suicida, ma ha anche precisato: “Non sono abituato a strumentalizzare la vita e la morte di alcune persone. Il governo fa le condoglianze alla famiglia, ma è al lavoro per trovare soluzioni”. 

LE ACCUSE DELL’UE ALL’ITALIA

Secondo il commissario Ue ai servizi finanziari Jonathan Hill “le quattro banche salvate dall’Italia, CariChieti, CariFerrara, Cassa Marche e Banca Etruria, vendevano alla gente prodotti inadatti”.

La Ue inoltre ha chiesto a Roma di applicare integralmente la direttiva sui sistemi di garanzia dei depositi bancari, prima del deferimento alla Corte di giustizia Ue.

 Il commissario Hill si è rivolto direttamente al governo italiano, dal momento che, ha detto, “è alla guida” del processo di salvataggio “e ha la responsabilità per questo”.

Hill ha quindi sottolineato che Palazzo Chigi “ha discusso a lungo con la Commissione, in particolare con la Direzione generale concorrenza” che ha “ritenuto che le misure prese erano compatibili con la legislazione Ue” sui salvataggi bancari.