L’AQUILA – “Mentre con lo zapping salto da un canale all’altro, con Internet si parte da un unico punto, Google, e si ottiene solo il risultato che Google vuole. I ragazzi, ma anche gli adulti, non sanno perché viene quel risultato”.

Attenzione ai contenuti della rete e alla loro origine e un filtro discrezionale, di cui fidarsi, per proteggere i bambini.

Questo chiede Michele Crudele, direttore dell’associazione Centro Elis, legata alla prelatura cattolica dell’Opus Dei, ai microfoni di AbruzzoWeb commentando il convegno per la presentazione del libro “Un anno di zapping” a cura del Movimento italiano genitori (Moige).

“La questione è a monte, capire l’origine delle pagine Internet e la loro affidabilità, capire l’autore, la data”, spiega, ammettendo però che “questo argomento non è di interesse, la gente entra e non pensa”.

Di qui la necessità di filtrare, assumendosi il rischio che gli educatori stessi si trasformino in ‘grande fratello’. “Certo, lo abbiamo sempre fatto, il mestiere degli educatori è filtrare le conoscenze per adeguarle all’età dei destinatari”, conclude. (alb.or.)