SULMONA – “I socialisti di una volta avevano il dono delle riflessione e dell’avvedutezza, qualità che mancano agli esponenti locali di oggi. Ne ha dato prova il segretario regionale Massimo Carugno, affannatosi con inusitato livore a sentenziare sul mancato ingresso di Elisabetta Bianchi in Consiglio comunale a seguito dell’accordo di Forza Italia con la coalizione di Bruno Di Masci per il ballottaggio di domenica prossima”.
Così Forza Italia, che in una nota contraddice le previsioni fatte da Carugno a Il Messaggero, secondo le quali lo scranno in caso di apparentamenti andrebbe al più votato della lista e non al candidato sindaco. Interpretazione in effetti smentita da diversi casi analoghi, compreso quello dell’Aquila, quando nel 2012 uno dei due seggi della coalizione di Angelo Mancini, che si era apparentata con Massimo Cialente, era stato inizialmente attribuito a Fabio Cortelli, il più votato di una delle due liste, ma dopo un ricorso è stato riassegnato a Mancini.
“Da riscontri fatti in sede ministeriale – spiegano gli azzurri in una nota – abbiamo avuto conferma che la previsione di Carugno è priva di fondamento poiché non è assimilabile al caso in questione. La Bianchi sarà dunque nel prossimo Consiglio comunale, con buona pace di chi sta palesando in queste ore il timore che ciò possa accadere”.
“Ma al Carugno divenuto gerosolimiano vogliamo anche ricordare, rispondendo alle accuse di inaffidabilità che ci ha rivolto, le parole al veleno che il segretario cittadino del Psi Franco Pingue rivolse all’assessore regionale al momento dello scoppio della crisi in Comune, salvo poi finire tra le sue braccia insieme all’ex sindaco Peppino Ranalli. Ma forse, impegnato a scandagliare carte e sentenze contro la Bianchi, ha finito con il perdere il senso delle cose”, conclude la nota.





