L’AQUILA – “Il risultato dell’Aquila è uno dei più importanti di questa tornata elettorale” mentre la coalizione civico progressista “è uno straordinario laboratorio politico” con il Partito democratico nazionale che “guarda al risultato con grande attenzione” per valutare se possa trasformarsi in un modello in caso di vittoria di Americo Di Benedetto.

Lo spiega in un’intervista ad AbruzzoWeb il portavoce della segreteria del Pd nazionale, il deputato Matteo Richetti, in vista dei ballottaggi di domenica nel capoluogo di Regione, ma anche ad Avezzano (L’Aquila), Ortona (Chieti) e Martinsicuro (Teramo).

Sulla ricostruzione post-terremoto 2009, Richetti assicura che “gli aquilani possono stare tranquilli, i soldi ci sono e sicuramente Americo Di Benedetto e i sindaci del cratere imprimeranno la giusta accelerazione alla spesa” mentre annuncia anche “una norma per inserire l’apparato integrato per scuole ed edifici pubblici” e sbloccare, così, la lentissima ricostruzione pubblica.

Sul sisma 2016, infine, “abbiamo fatto norme avanzatissime con un lavoro speciale e prezioso del ministro Maurizio Martina. Nella ‘manovrina’ appena approvata in Senato – conclude – abbiamo inserito anche le zone franche, norme e risorse ci sono”.

Al primo turno un esordiente alle elezioni comunali aquilane come Americo Di Benedetto ha conquistato il 47% dei consensi superando nettamente il risultato di cinque anni prima di Massimo Cialente. Era un risultato atteso per il partito nazionale? È stato accolto positivamente? O si confidava in una vittoria al primo turno?

Il risultato del primo turno è stato accolto molto positivamente. Uno straordinario risultato. Il risultato dell’Aquila è uno dei più importanti di questa tornata elettorale. Il Pd nazionale ha investito molto sull’Aquila e sui territori colpiti dal terremoto nel 2009, ha investito sulla sua classe dirigente e ha risposto alle istanze provenienti dal territorio con provvedimenti importanti. Siamo stati felici del primo turno. Ora aspettiamo con ottimismo il risultato di domenica sera.

Il centrosinistra ha rinnovato se stesso con un candidato non di scuola Pds-Ds e rinunciando alla parola “sinistra” nella sua definizione di “coalizione civico progressista Vivendo L’Aquila”. Può essere un’anticipazione di quello che potrebbe accadere a livello nazionale?

Il Pd ha vissuto profondi mutamenti nel corso degli anni e rispetto alle origini non ha più senso distinguere le appartenenze e le singole storie d’origine. Da quando esiste il Pd, Americo Di Benedetto ha partecipato a ogni mutamento con protagonismo, soprattutto si è misurato con successo alle primarie che il Pd e la coalizione hanno fortemente voluto per consentire al nostro popolo di essere protagonista nella fondamentale scelta del candidato sindaco della città. La coalizione civico progressista è uno straordinario laboratorio politico e guardiamo al risultato con grande attenzione.

Il “sindaco del terremoto”, Massimo Cialente, si vedrebbe bene come possibile protagonista a livello nazionale del progetto Casa Italia e, in generale, della messa in sicurezza del patrimonio edilizio e dell’operazione-fascicolo del fabbricato alla luce del suo know-how sul campo. È una risorsa per il Pd nazionale?

Massimo Cialente ha rappresentato per 10 anni la città dell’Aquila e dopo il terremoto è stata una voce autorevole, ha una grande esperienza ed è sicuramente una risorsa del Pd.

La ridotta capacità di “tiraggio” e spesa mostrata dal sistema aquilano negli ultimi tempi delle risorse ingenti programmate dal governo Renzi per la ricostruzione post-terremoto aquilana degli edifici privati potrebbe portare l’attuale esecutivo a rivedere quegli stanziamenti, anche alla luce delle nuove tragedie da finanziare?

Assolutamente no, le risorse sono state assegnate grazie anche al lavoro fatto da Stefania Pezzopane per ottenere risorse adeguate e norme che facilitassero la ricostruzione. Le risorse ci sono anche per l’altro terremoto che, tra l’altro, interessa anche l’Alto Aterno aquilano. Gli aquilani possono stare tranquilli, i soldi ci sono e sicuramente Americo Di Benedetto e i sindaci del cratere imprimeranno la giusta accelerazione alla spesa.

Quanto alla ricostruzione degli edifici pubblici, completamente bloccata per le complicate norme nazionali, sarà possibile nei prossimi 5 anni ipotizzare delle forme di velocizzazione?

Ci stiamo lavorando, abbiamo proposto una norma per inserire l’apparato integrato per scuole ed edifici pubblici. Dovremo inoltre trovare il giusto equilibrio tra velocizzazione, codice degli appalti ed esigenze poste dall’Anac. Su questo aspetto vi è la massima disponibilità.

L’economia delle aree interne colpite dai terremoti 2016, ancora per lo più agricola, falcidiata dal maltempo e dalle scosse. Quali iniziative sarà possibile mettere in campo da parte del governo per evitare lo spopolamento dei paesi montani?

Abbiamo fatto norme avanzatissime per il terremoto 2016, con un lavoro speciale e prezioso del ministro Martina. Nella “manovrina” appena approvata in Senato, abbiamo inserito anche le zone franche. Norme e risorse ci sono, bisogna superare gli intralci della burocrazia e a volte delle indecisioni che producono inutili perdite di tempo. Nelle aree del cratere 2016 sarà finanziata la ricostruzione di tutti i centri storici e già questo è una garanzia che, purtroppo, nel 2009 non si volle dare alle aree terremotate, dove purtroppo fu consentita la ricostruzione solo della prima casa. Anche su questo errore, in questa legislatura abbiamo dovuto risolvere il problema noi, con la soluzione del finanziamento delle parti comuni. E grazie al lavoro svolto dal Pd in Parlamento e in Regione abbiamo inserito la norma del 4% che anche nei territori colpiti dal terremoto del 2009 favorisce la ripresa delle attività economiche e produttive.