L’AQUILA – “Pierluigi Biondi rappresenta l’alternativa, Americo Di Benedetto è la continuità con chi ha distrutto e mortificato la città”.
Nelle parole di Carla Mannetti, candidata consigliere di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale, la sintesi degli strali sferrati oggi dal centrodestra al centrosinistra in vista del ballottaggio in un incontro con la stampa.
“Stefania Pezzopane e la cosiddetta triade (con Massimo Cialente e Giovanni Lolli, ndr) parlano proprio del ruolo centrale del Partito democratico – ha attaccato la ex presidente Saga – Mentre Di Benedetto continua a sostenere che è il nuovo, addirittura si dice che in caso di vittoria la squadra si allargherà, lasciando intendere che gli assessori che sono stati mandati a casa avranno un ruolo”.
Parole ribadite anche da Stefano Morelli, coordinatore comunale di Forza Italia. “Gli aquilani hanno bocciato l’amministrazione uscente e il progetto del Pd, pensavano di vincere al primo turno ma il loro candidato è zoppo, è andato pesantemente sotto le liste”.
Per Morelli, “a dispetto della gioiosa macchina di guerra di occhettiana memoria, hanno sbagliato cavallo e anche il progetto non è stato convincente. Adesso ci troveremo a scegliere tra una nuova speranza e la conservazione del potere dei vecchi assessori già riproposti: se vince Adb si troveranno un monocolore Pd e lo stesso identico assetto di potere degli ultimi dieci anni”.
Per Luigi D’Eramo di Noi con Salvini, “questa sinistra è diventata elitaria, parla a pochi: non ai diseredati, a chi subirà pignoramenti da Equitalia, ma hanno un interesse morboso quel miliardo l’anno che cala nella città. Non è solo un ballottaggio – ha rimarcato – ma una battaglia storica fondamentale tra potere economico, lobby del mattone e popolo libero”.
Posizioni, quelle del rinnovamento, ribadite da Luca Rocci (L’Aquila futura) e Leonardo Scimia (Benvenuto presente) che entrerebbero entrambi nel Consiglio “giovane” in caso di vittoria di Biondi.
Proprio il candidato sindaco ha sbottato rispondendo a una contestazione che spesso gli è stata rivolta da sinistra, quella di alimentare paure.
“Le uniche paure che stiamo alimentando sono quelle del Pd che si sente franare il terreno sotto i piedi – ha detto – Loro piuttosto hanno alimentato paure: c’è chi ha telefonato ad assegnatari delle C.a.s.e., qualche medico ha fatto telefonate sfruttando il database dell’ospedale e qualcuno dei call center ha mandato sms. Noi abbiamo solo raccontato la situazione di questa città”.
Replica anche sulla mancanza di contenuti del centrodestra sempre affermata da sinistra. “Qualcuno mi dica se gli è chiara una proposta di Di Benedetto su scuole, frazioni, ricostruzione pubblica, tranne generiche assunzioni di impegno. Le nostre proposte sono scritte”, ha sottolineato.
Infine sui “no” ad alleanze politiche ricevuti da Carla Cimoroni (L’Aquila chiama), Fabrizio Righetti (Movimento 5 stelle) e Claudia Pagliariccio (Casapound): “Il mio appello era agli elettori, non ai candidati sindaco”, ha concluso. (alb.or.)





