L’AQUILA – La costituzione di una “azienda zero”, ovvero di un ente di coordinamento, con la mission di centralizzare le funzioni amministrative, gli acquisti, i programmazione e il monitoraggio, lasciando alle quattro Asl, e ai loro manager ritenuti responsabili dello sfascio dei conti, di focalizzarsi esclusivamente sull’erogazione delle prestazioni sanitarie.
E ancora: la nascita di due Aziende ospedaliere, che coprano le spese basandosi sulle prestazioni, gli esiti e i volumi, non finanziate a quota pro capite come le Asl, puntando a garantire un canale previlegiato e dedicato alla gestione ospedaliera di alta specializzazione. ll tutto vincolato ad uno studio di fattibilità che dovrà dimostrare la effettiva convenienza per l’Abruzzo.
Sono queste le anticipazioni, che Abruzzoweb è in grado di fornire, con due novità, due autentiche rivoluzioni per la sanità abruzzese, contenute nel Piano operativo 2026-2028, che il dipartimento della Salute della Regione, guidato dal neo direttore, Camillo Odio, invierà entro domani a Roma al Tavolo di monitoraggio interministeriale della sanità, chiamato a verificare se la Regione Abruzzo ha i numeri per contenere il pesante deficit sanitario che da due anni attanaglia il comparto, per il 2025 calcolato, come tendenziale, intorno ai 97 milioni di euro.
Le due novità del piano, redatto in tempo record da Odio, emergono da fonti politiche regionali, a seguito della riunione del Tavolo permanente della Salute, convocato ieri a Pescara dall’assessore alla Salute Nicoletta Verì alla presenza dello stesso Odio, dei vertici delle Asl, dei rappresentanti sindacali e dell’Anci, per illustrare dei contenuti principali del provvedimento.
Nella riunione di ieri, Verì tra gli altri contenuti, a cominciare dal personale del ruolo sanitario per il quale non ci sarà alcuna riduzione di costi, assicurando sul pagamento del salario accessorio, e garantendo che con il turn over ci la sostituzione dei dipendenti che cesseranno dal servizio.
Comunque, è certo che la amministrazione di centrodestra a guida Marco Marsilio, di FdI, punta su queste nuove forme di gestione per uscire dal tunnel che ha portato il buco della sanità all’aumento delle tasse e a prosciugare il bilancio dell’ente.
Il programma operativo sarà pubblicato dopo l’approvazione in giunta, che dovrebbe esserci oggi pomeriggio.
Le due aziende, per ora, sono solo potenziali: nel piano la loro attivazione, infatti, è subordinata ai risultati di uno studio di fattibilità che dovrà dimostrare se effettivamente produrranno un risparmio e parallelamente un miglioramento dei servizi.
Secondo quanto si è appreso, un’altra conseguenza considerata positiva è il fatto che l’azienda ospedaliera, che potrebbe coinvolgere più presidi ospedalieri e le università, dovrà puntare sul pieno efficientamento dei processi produttivi e orientarsi verso la concentrazione delle casistiche e sull’alta complessità, per essere competitiva e in utile,
Quindi di fatto – lo studio di fattibilità dovrà eventualmente confermarlo – potrebbe svolgere le funzioni di un dea di secondo livello, ammesso che si prevede in essa anche il pronto soccorso.
Detto in altri termini, e per maggiore chiarezza, l’azienda ospedaliera non è necessariamente un solo ospedale, ma ne può raggruppare più di uno, di cui certamente uno sarà quello principale. E vuol dire anche che può essere fatta a trazione universitaria, cioè clinici con reparti seguiti da professori universitari.
La presentazione da parte della Regione Abruzzo del Piano operativo per il triennio 2026-2028, ovvero del piano di rientro dettagliato per mettere in sicurezza i conti della sanità, è stato previsto nell’emendamento alla legge di Stabilità denominato “Salva Abruzzo”, da presentare entro il 31 gennaio, ovvero entro domani, e poi si avranno dieci giorni di tempo per recepire le prescrizioni dei ministeri, che dovranno essere accolte senza possibilità di appello. Il via libera a Piano operativo consentirà di liberare parte dei 170 milioni accantonati per far fronte al deficit sanitario, dando respiro alla conti della Regione, che ha dovuto già apportare tagli pesanti al bilancio, oltre ad aver dovuto aumentare l’addizionale Irpef.
L’opposizione a cominciare dal capogruppo del Pd Silvio Paolucci ha definito però l’emendamento più prosaicamente “commissaria Abruzzo”, perché di fatto il Ministero imporrà un piano lacrime e sangue per azzerare il deficit.
Si vedrà nelle prossime settimane che fine farà questo piano preparato a tempo di record dal direttore Odio e dalla sua squadra coordinata dall’assessore Verì.
Le altre caratteristiche del piano sono state svelate in un comunicato di ieri della stessa Verì, a seguito della riunione del Tavolo permanente della Salute.
Verì nella nota ha assicurato che con il Piano Operativo si avrà “l’ottimizzazione dei servizi e dell’organizzazione del sistema, senza tagli sulle spese destinate al personale sanitario, così da giungere all’equilibrio economico-finanziario nel 2028”. Per quanto riguarda il risultato economico di esercizio, l’obiettivo, annuncia infatti l’assessore, “è una costante riduzione del disavanzo, che dai 61 milioni stimati per il 2026, scenderà a 40 nel 2027 per azzerarsi nel 2028″.
“Sul fronte del personale del ruolo sanitario non ci sarà alcuna riduzione di costi e verrà garantita la sostituzione dei dipendenti che cesseranno dal servizio, in modo da non generare carenze negli organici”, ha aggiunto Verì, e “per ogni annualità è stato inoltre previsto lo stanziamento di circa 21 milioni di euro da destinare al salario accessorio del personale sanitario”.
Assicurando “benefici notevoli per la spesa farmaceutica e l’acquisto di beni e servizi. Non si agirà naturalmente sulla riduzione delle forniture, ma il massiccio ricorso alle gare centralizzate e all’utilizzo di farmaci generici e biosimilari consentirà un consistente taglio dei costi. Si stima che le due voci, tra il 2026 e il 2028, genereranno minori costi per oltre 75 milioni di euro”. Filippo Tronca
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