AVEZZANO – “Armando Floris, quale ex consigliere provinciale dell’Aquila, non è compatibile con la carica di consigliere di amministrazione del Consorzio acquedottistico marsicano”.
Lo assicura Lorenzo De Cesare, ex assesore al comune di Avezzano della giunta di centrodestra di Antonio Floris, padre di Armando, nominato in quota centro destra nel cda del Cam, assieme all’avvocato Paola Attili, nel ruolo di presidente, e dell’ingegnere Giuseppe Venturini, entrambi in quota centrosinistra.
De Cesare si appella all’articolo 7 del Decreto legge 39 del 2013, che sancisce l’inconferibilità degli incarichi anche al vertice di un consorzio acquedottistico pubblico, a coloro che “sono stati componenti del consiglio di una provincia o di un comune con popolazione superiore ai 15.000 abitanti della medesima regione”.
“Certo – precisa dunque De Cesare – qualcuno potrà dire che a Floris non sono state attribuite deleghe di gestione e allora sorge spontanea la domanda perché nominare all’interno di un organo che deve gestire uno che non potrò farlo non avendo alcuna delega?”.
“Sembrerebbe di stare su scherzi a parte – commenta ironico De Cesare – se non fosse che il problema sull’incoferibilità c’è e rimane e sarebbe opportuno sapere come è stato risolto. Infatti, a prescindere dai ‘trucchetti’ relativi alle deleghe, ci sono alcune attività, come la redazione del bilancio che per legge non possono essere delegate, quindi, devono essere portate avanti da tutti i membri del Consiglio di Gestione Floris compreso e l’inconferibilità, potendo addirittura inficiare tutti gli atti del Consiglio di Gestione, potrebbe abbattersi anche sul bilancio”.
De Cesare condanna in merito alla vicenda “il silenzio assordante” del sindaco di Avezzano Giovanni Di Pangrazio.
Prova, insinua De Cesare, che le nomine al Cam “sono in tutta evidenza legate esclusivamente a mal di pancia e/o appetiti di natura tutta politica”, e alla “necessità di tutti gli attori in campo di realizzare “un riequilibrio territoriale delle nomine”.
“Ancora una volta è mancata la politica quella con la P maiuscola – conclude De Cesare – almeno per quanto concerne il comune di Avezzano, infatti, non è dato sapere se vi sia stata una riunione di capi gruppo. Se ci fosse stata forse avremmo saputo come si è giunti alla scelta dei nomi e forse l’amministrazione Di Pangrazio che guida, giova ricordarlo, il Comune di Avezzano socio di maggioranza, avrebbe potuto spiegare come sono stati risolti i problemi circa dell’incarico attribuito a Floris, membro che rappresenta il nostro Comune”.





