AVEZZANO – Blitz interforze stamattina nell’appartamento di via Mattarella ad Avezzano (L’Aquila) occupato abusivamente nei giorni scorsi da una giovane madre rom 24enne col figlioletto di 6 mesi e i suoi genitori.
I vigili urbani, coadiuvati da polizia e carabinieri, hanno sgomberato l’alloggio in esecuzione dell’ordinanza di sequestro emessa ieri sera dal pm Vincenzo Barbieri. E nel pomeriggio è arrivato ad Avezzano il leader della Lega Matteo Salvini.
L’intervento delle forze dell’ordine è stato accompagnato da momenti di tensione, con la giovane mamma che ha inveito contro gli agenti rivendicando il diritto all’alloggio, ribadendo che la famiglia di Giovanni Di Marco, da giorni costretta in albergo a spese del Comune, a cui è regolarmente assegnata l’abitazione non viveva da anni in quella casa.
Mentre avveniva lo sgombero una bomba carta è esplosa vicino la sede del Comune.
“Il sequestro dell’appartamento – spiega ad AbruzzoWeb il sindaco Giovanni Di Pangrazio – è stato chiesto dal Comune in virtù di una occupazione abusiva. La famiglia di occupanti era stata fatta uscire una prima volta ed è rientrata subito dopo, quindi abbiamo proceduto con una denuncia all’autorità giudiziaria, per togliere l’abusiva e rimettere l’alloggio a disposizione dell’Ater, ristabilendo lo stato di diritto”.
“Con l’accelerazione data dal magistrato e grazie al grosso lavoro fatto dal commissario Paolo Gennaccaro, è stato possibile arrivare ad una svolta, ora la polizia continuerà le indagini anche per appurare se la casa fosse davvero abitata, ma intanto è stata ripristinata la legalità”.
“Dagli accertamenti – puntualizza comunque il sindaco – risulta che la famiglia Di Marco la casa la abitava, la polizia sta in ogni caso indagando”.
Sulle bollette esibite da alcuni condomini alla trasmissione Mattino Cinque, i cui bassi importi dimostrerebbero che l’alloggio non era abitato, Di Pangrazio spiega che la famiglia “utilizza una bombola per il gas, comunque sono tutte questioni tecniche che stanno verificando gli uffici, ma è secondario sia perché l’Ater nel momento in cui la commissione ha assegnato l’alloggio ha verificato i requisiti, e sia perché l’Azienda vigila sul reale utilizzo degli appartamenti”.
“I tempi del rientro della famiglia Di Marco non dipendono più da noi, essendo diventato un problema di ordine pubblico dopo l’occupazione abusiva dell’appartamento, ma sicuramente le autorità competenti consentiranno nel più breve tempo possibile il ripristino della disponibilità dell’alloggio”, spiega l’amministratore unico dell’Ater Francesca Aloisi.
L’Ater che stamattina ha provveduto alla sostituzione del portoncino, esclude poi che la famiglia Di Marco non abitasse la casa che le era assegnata, come hanno insinuato alcuni condomini esibendo bollette con importi esigui: “A noi risulta che era regolarmente abitata, se avessimo avuto un diverso sentore saremmo intervenuti, ma in ogni caso gli occupanti abusivi in quanto tali andavano sgomberati”.
L’abusivismo nelle case popolari della provincia dell’Aquila ha una incidenza che rientra nella media nazionale, con 150-170 alloggi occupati sui 5 mila complessivi dell’Ater. “È un fenomeno che va trattato con l’ausilio forze dell’ordine, un problema reale che va trattato, verificato e arginato – spiega la Aloisi – noi facciamo ciò che è in nostro potere fare attivando l’ufficio legale per procedere allo sfratto dei morosi colpevoli, quelli cioè che potrebbero pagare e non lo fanno”.
“Gli occupanti abusivi – puntualizza infine l’amministratore – non hanno una etnia particolare, ci sono italiani, comunitari ed extracomunitari, è un problema legato alle contingenze economiche particolarmente gravi e al fatto che lo stock abitativo del patrimonio di edilizia pubblica è rimasto fermo mentre la domanda è cresciuta”.






