AVEZZANO – ”Siamo contrari al piano di salvataggio ’lacrime e sangue’ proposto dal direttore generale del Cam, Consorzio acquedottistico marsicano, Luca Erminio Ciarlini”.

Lo afferma l’esponente del Pd Alfonsino Scamolla che ha trovato l’appoggio di altri rappresentanti del partito democratico della Marsica.

”A quanto pare l’assemblea dei sindaci, quali soci del Cam – aggiunge Scamolla –  dovrà pronunciarsi su ricapitalizzazione per 15 milioni di euro a carico dei comuni soci, tagli al personale per circa 30 unità e aumento della tariffa che si tradurrà in rialzo della bolletta di più di 100 euro l’anno per ogni utente. Secondo Ciarlini, per impedire il fallimento della società, i Comuni soci devono ricapitalizzarla mettendo sul piatto 15 milioni di euro che ovviamente ricadranno sulle spalle dei cittadini. Alternative alla ricapitalizzazione, ammesso che ci si possa avvalere di strumenti giuridicamente idonei, viste le numerose e contrastanti sentenze in materia, sono gli istituti del concordato preventivo e dell’amministrazione controllata, che già lo scorso febbraio, il presidente, Lorenzo De Cesare, aveva suggerito all’assemblea dei sindaci”.

“Le due procedure differiscono tra loro per il fatto – spiega l’esponente del Pd – che, mentre il concordato preventivo consente agli organismi interni della società di continuare a svolgere le loro funzioni, l’amministrazione controllata, prevede la totale estromissione degli organismi di governo della società e la nomina di un commissario da parte del Tribunale. Tali procedure consentirebbero un abbattimento del 70 per cento dei debiti. Ciò significherebbe, per esempio, che gli “abnormi” debiti per i consumi energetici subirebbero un taglio rilevante. Se l’assemblea dei sindaci avesse preso in considerazione le indicazioni di De Cesare, forse si sarebbe contenuto l’ulteriore deterioramento della situazione finanziaria”.

“Dall’adozione della nuova governance, a fine 2012 – prosegue Scamolla – sono già trascorsi quattro mesi. Pur di evitare una procedura, che avrebbe costretto il vecchio management ad assumersi la piena responsabilità della disastrosa situazione finanziaria di fronte all’opinione pubblica, si è preferito ignorare l’idea dell’amministrazione controllata, sperando che il direttore generale venuto da lontano potesse produrre una proposta di risanamento risolutiva. Invece, dopo il forfait di Flavio De Luca, che ha preceduto Ciarlini, nel consiglio di gestione, ora, anche il presidente del Consiglio di sorveglianza, il professore Antonino Lusi, getta la spugna, e forse, l’idea iniziale di De Cesare, resta oggi, l’opzione più concreta sul tavolo”.

Secondo Scamolla “la drammaticità della situazione persistente nel Consorzio è figlia di anni di mala gestione che poteva e doveva essere fermata, ma nessuno ha potuto o voluto farlo. Il Cam non può continuare ad essere cassa di compensazione per mantenere gli equilibri della politica trasversale sul territorio ed è ora che venga alla luce la responsabilità politica di tale disastro economico finanziario. Nella prospettiva di un piano strategico di risanamento societario che veda, a breve un abbattimento dei costi di gestione, un incremento del fatturato attraverso il recupero dell’evasione e dell’elusione tariffaria”.

“Inoltre – ricorda Scamolla – nel medio termine una rinegoziazione del debito e il recupero dell’efficienza gestionale attraverso una revisione mirata della pianta organica, un’efficace controllo di gestione, l’adozione di un serio piano industriale è inevitabile, a tutela dei cittadini/utenti, un’azione di responsabilità da parte dei Comuni soci, nei confronti del precedente consiglio di amministrazione e del precedente collegio sindacale del Cam e, diventa necessario, sollecitare l’attuale consiglio di gestione affinché proponga all’Assemblea dei Soci e al Consiglio di sorveglianza, ciascuno per le rispettive competenze, la promozione di un’azione di responsabilità nei confronti del precedente Consiglio di amministrazione e del precedente Collegio sindacale”.

Scamolla ha trovato appoggio, tra gli altri, di Tonino D’Amore, Romano di Mattia, Velia Nazzarro, Michele Michele, Ornello Tocci, Antonello Palleschi, Alfonso Gargano, Maria Olimpia Morgante, Fabio Iacobucci, Manfredo Salvatore, Mery Vischetti, Rossi Bruno, Vincenzo Silvestri, Alfio Di Battista, Alfonsino Scamolla, Roberto Giovagnorio e Dario Mazzulli.